Soldi a palate!

 

 

Le fiabe terminano più o meno tutte così: l’eroe e l’eroina vivranno felici e ricchi per il resto della vita. Si tratta di un finale scontato, che non potete omettere, perché è implicito nel genere “fiaba”.

Allenarsi a scrivere è importante. Solo così migliorerete. E partire dalla fiaba è un buon espediente.

Sembra facile scrivere fiabe. Invece non lo è. In rete ci sono migliaia di esempi di orribili fiabe. Maestre pubblicano in vari siti i risultati delle fatiche letterarie dei loro allievi: un disastro.

I difetti più evidenti sono:

trama inesistente;

personaggi scialbi;

mancanza di dialoghi;

mancanza di tecnica narrativa;

prevalenza di stereotipi rispetto a immagini tratte dalla realtà.

 

Perché succede? Primo, i libri scolastici in circolazione non sono eccelsi. Mi spiego meglio: la scrittura creativa non viene trattata con il giusto approfondimento. Si offre un’infarinatura sulla trama, sui personaggi principali e sul finale.

Secondo, ci sono molte case editrici che vendono libri orribili, soprattutto nei supermercati, a poco prezzo. Più che il testo, il cliente vede le immagini: principesse vestite di rosa, margheritine, draghi e tutta la paccottiglia che si può immaginare.

Tip, consiglio magico

Spendete qualche euro in più, ma regalate un  buon libro, uno di quei testi che aiutino vostro figlio a crescere. Case editrici consigliate: El, Einaudi, Feltrinelli, Mondadori, Nord-Sud, il Castoro, Sinnos, Carthusia…

Dunque, tante brutte fiabe in giro. Voi potete senz’altro fare meglio. Partendo dalla riscrittura.

Sì, riscrivendo le fiabe di autori famosi come i fratelli Grimm, Andersen, Perrault… vi renderete conto di come sono costruiti i personaggi, dei nodi narrativi, delle immagini più efficaci.

Come si fa?

Ho curato diversi testi per le biblioteche scolastiche. Ad esempio, per la casa editrice Ardea ho riscritto Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Mago di Oz, l’Eneide, l’Odissea, David Copperfield, Il Fantasma di Canterville, Il Giornalino di Gian Burrasca.

Per farlo mi sono basata su queste tecniche, che vi suggerisco:

linguaggio sintetico e moderno (eliminazione di vocaboli, verbi, aggettivi non più in uso);

revisione dello stile (frasi corte, al massimo una subordinata);

uso di tagli ed esposizioni (un romanzo di 200 pagine ridotto a 120).

Lo so, non è facile. Se avete bisogno di esempi date un’occhiata a questi libri e confrontateli con qualche originale preso a prestito in biblioteca.

Comunque, il viaggio, che state per intraprendere con la riscrittura, sarà entusiasmante. Ve l’assicuro.

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Dove pubblicare

 

Anche se le case editrici sembrano casseforti blindate e certo voi non avete la formula magica per aprirle, molte sono le possibilità per pubblicare. E tutte sono offerte dal web.

Per avere gli indirizzi, i giusti siti e consigli vari, vi rimando al mio ebook Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore.

Troverete una miniera di informazioni per navigare in rete e cogliere l’occasione.
Cercate il giudizio dei lettori su un vostro racconto? Il sito www. Il mio libro.it è un buon trampolino di lancio.

www.Lillibook mi sembra altrettanto valido e anche www.meetale è interessante. Vado a memoria e forse non risulto molto precisa. Ma sarà facile trovarli.

Perché ve li consiglio? Perché uno non è uno scrittore, se non scrive. Evidente, vero?

Ecco, per me, uno scrittore è soprattutto un professionista che si rivolge a un suo pubblico. Scrivere per la rete vi permette di incontrare il vostro pubblico: un grande progresso!

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Have Fun! Divertiti!

 

Se c’è un motivo per cui uno scrive, questo è il più valido. Cercare la fama, soldi, amici influenti è come prepararsi a ricevere un bello schiaffo in faccia. Sì, perché come giustamente canta Gianni Morandi, uno su mille ce la fa.

Tip, consiglio magico
Non dannatevi a rincorrere il successo. Potreste rimanere così delusi da voler smettere di scrivere. E questo è un vero peccato: scrivere dà forza e serenità.

In fb ho visto la foto di uno scalatore che si era costruito un nido su una specie di amaca appesa sul baratro. Quando scrivo mi creo la stessa forza protettiva. Le frasi si susseguono e laggiù la marea delle emozioni si placa.

C’è un solo modo di essere felici scrivendo: divertirsi, senza pensare a una ricompensa.

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Cosa non fare 2

 

Se vuoi diventare uno scrittore professionista, non devi essere un ingenuo.  Cioè bisogna che tu conosca i dati reali. Leggi i giornali, guarda la tv e renditi conto che il mondo dell’editoria sta attraversando una profonda crisi. Puoi inviare il tuo meraviglioso romanzo a centinaia di case editrici, non verrà accettato. La gente compra sempre meno libri. E gli editori non sono dei samaritani. Pubblicano solo libri che possano vendere.

Lavoro con case editrici perché a venticinque anni ho iniziato a fare la correttrice di bozze, poi la redattrice, il caporedattore… Lavoro perché consegno un testo con un ottimo editing e ho imparato a scrivere.

Tip, consiglio magico

Devi farti le ossa, nessuno nasce “imparato”. Se  sei giovane,  offriti gratuitamente a qualche redazione: imparerai i primi segreti del mestiere e forse ti si presenterà una buona occasione.

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Cosa non fare

 

 

Questo blog si rivolge agli apprendisti scrittori. Ce ne sono migliaia di siti simili, penserete. Vero, ma ho abbastanza esperienza per credere di poter davvero aiutare qualcuno alle prime armi.

E, a differenza dei soliti percorsi, parto dalla fine.  Cioè dal momento in cui  avete terminato il vostro racconto o romanzo.  Diamo per scontato che siano storie intriganti, ben scritte.

Evitate i seguenti errori:

Non sottoporre il vostro lavoro a una revisione e a un buon editing.

Non valutare con cura le case editrici a cui vi rivolgete. Inutile inviare un giallo a chi pubblica romanzi rosa.

Pubblicare con case editrici a pagamento. Vi rimando ai siti www. Writersdream e a quello di Scrittori senza frontiere. Lì troverete mille validi motivi per cui non dovete farlo.

Tip, ovvero suggerimento magico

Le cose non si avverano per miracolo. Iscriversi a un corso di scrittura creativa potrebbe aiutarvi nella ricerca di un editore. Fare una visita al Salone del Libro di Torino, nei giorni meno affollati, il giovedì o il venerdì, potrebbe permettervi di chiacchierare con un redattore. Il mio primo libro ha visto la luce proprio grazie a un incontro fortunato di questo tipo.

 

 

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Have fun! Divertiti!

Chi mi ha venduto questo sito nell’immenso  oceano della rete mi fa questa raccomandazione, e io rispondo: “Certo che lo farò”. Imparare a scrivere storie mi ha insegnato almeno una cosa. Posso gettarmi alle spalle qualsiasi problema perchè imparare a scrivere libri significa imparare a vivere sereni. Ho tanti maestri fra gli scrittori, ma adoro soprattutto Salinger. Adoro la sua scelta di rimanere in disparte. No, Salinger non si è preoccupato di vendere migliaia di copie. Rintanato nel suo territorio, ha continuato a gustare la vita a modo suo. Nascosta nel mio, mi permetterò solo di lanciarvi qualche consiglio per non affogare fra gli squali.

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