Come trovare gli agenti

Sono a Matera, al Women’s Fiction Festival. È sono contenta perché questo è il posto dove si imparano tante cose sul mondo editoriale.

Si capisce, ad esempio, che un esordiente non va certo lontano senza un agente letterario.

Si impara anche che non tutti gli agenti sono adatti. Oggi due mi hanno detto che non potevano fare nulla per me: non trattavano romanzi per ragazzi.

Poi, dagli incontri con gli agenti, si ottengono dati su cui riflettere. Risulta difficile a una scrittrice italiana pubblicare in Inghilterra perché gli editori inglesi cercano autori del posto, in grado di partecipare a conferenze con facilità…

Comunque, avere un agente è indispensabile per poter firmare dei buoni contratti con le case editrici.

Ma come si fa a trovarli?

Tip, ovvero consiglio magico

Occorre frequentare i luoghi dove è possibile incontrarli: fiere, convegni, eventi come questo di Matera. In tre giorni riuscirò a contattare ben sette agenti. Il posto e il calore umano sono fantastici.

Se per il prossimo anno avrete pronto un libro, non mancate il prossimo Women’s Fiction Festival!

È se iniziate a scriverlo vi consiglio questi due miei ebook: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore e Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore. (li trovate su Google)

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Strategie

Ho ricevuto tantissime mail che mi proponevano l’acquisto di scarpe per correre, jeans a poco prezzo, borse di grandi marche: sempre meglio della vendita di antidepressivi. Mi fa piacere sapere che molti fanno jogging, risparmiano sui pantaloni o sfoggiano borse di marca. La vita è così, un incessante fluire. Però mi chiedo se queste strategie commerciali servano. Infatti, nel giro di pochi minuti elimino i messaggi come spam e mai e poi mai comprerei quella merce.

Ecco il punto: per fare bene ci vuole una strategia vincente. Soprattutto nell’ambito della scrittura. Inondare il web di mail non credo serva a incrementare le vendite. Come del resto non serve autopubblicarsi un libro, se non si sa scrivere. Molti commettono questo errore, dimenticando che il mercato editoriale è inflazionato. Solo chi davvero possiede le giuste tecniche riuscirà a farsi notare.

Tip, ovvero consiglio magico

Una delle tecniche di scrittura più straordinarie che conosca è l’effetto cumulativo. Lo si trova in tutti i generi letterari, dal fantasy all’horror, al giallo, fino alle storie d’amore. Perché è così importante l’effetto cumulativo?
Tutti i bravi venditori sanno che se si offre al cliente quello che cerca, si entra nella categoria dei vincenti.E il lettore cosa cerca nei libri?
Il lettore vuole emozioni. Vuole essere interessato. Desidera dimenticare il mondo e vivere di luce riflessa. Vuole ricaricarsi di energie con la lettura.

L’effetto cumulativo è un espediente per aumentare la suspense. Si tratta di un potente mezzo per non far diminuire l’attenzione di chi legge.

Come si costruisce un effetto cumulativo?

Lo scrittore lo realizza tramite un accumulo di dettagli.
Scrivo: Elena entrò in casa, pose la borsa e chiamò il micio. La bestiola non comparve. La finestra era spalancata e la tenda aveva fatto cadere il vaso sul tavolo. Era stata la tenda o qualcun altro?
Sono lievi dettagli a costruire la tensione narrativa in un crescendo di suspense.
Nei prossimi post vi spiegherò altri trucchi efficaci. Per una spiegazione più ampia vi rimando ai mei ebook: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno editore e Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore. Cercateli su Google.

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Curarsi con la scrittura 2

Per qualcuno volersi bene è molto difficile. E difficile deve essere stata la vita fino al momento in cui la sofferenza prende il sopravvento. Lo so perché ho incontrato molte persone infelici.

Un giorno un ragazzo in una classe dove tenevo un corso di scrittura creativa mi ha detto: “Non uscirò mai dal tunnel, i miei giorni saranno sempre bui…”

Bene, sono le credenze negative che creano la nostra infelicità. Chi è stato sfortunato perché ha avuto dei genitori ipercritici, non amorevoli, distaccati emotivamente faticherà molto per sentirsi a suo agio nel mondo. Farà di tutto per convalidare i giudizi negativi ricevuti. “Sei un incapace” pensa il padre e il figlio si comporterà da incapace. “Non vali nulla” sostiene una moglie e il marito glielo dimostrerà.

Capito in quali trappole cadiamo? Meccanismi che ci rovinano la vita. Però siamo anche creature intelligenti. Da creature dotate di raziocinio ci possiamo difendere. Eccome, se lo possiamo fare!

Tip, ovvero consiglio magico

Già il filosofo greco Socrate aveva compreso il segreto della serenità: conosci te stesso.

Naturalmente raggiungere questo obiettivo in un mondo caotico, superficiale, frenetico diviene quasi impossibile. Chi ha mai tempo per fermarsi a riflettere?

Lavorare, inseguire il successo, guadagnare sono obblighi inderogabili e intanto il vuoto dentro di noi si spalanca. Alla fine l’incidente più lieve rivela tutta la nostra fragilità. La crisi nascosta diventa palese con gravi sintomi.

C’è chi inizia a muoversi con una fatica enorme: starebbe tutto il giorno a letto, sotto le lenzuola. Ad altri spuntano manie ossessive, attacchi di panico e terribili angosce. Ognuno ha il suo modo per esprimere la sofferenza.

Una cosa vi voglio proprio dire: la rigenerazione, il ritrovare il cielo stellato, dipende solo da voi. Non ci saranno medici, psicofarmaci, cure che possano aiutarvi, se non fate vostro questo semplice pensiero: “Mi voglio bene”.

Sì, l’accettarsi è il primo passo verso la guarigione.

Lo potete fare tramite la scrittura.
Un computer, un mouse, un file segreto: ecco tutto quello che vi serve per rivivere i giorni passati. Partite dall’infanzia narrandone gli episodi salienti: il primo ricordo della mamma, del papà, dei fratelli, se ne avete avuti. Oppure cercate di rivedere con gli occhi della mente il primo giorno di scuola e altri momenti importanti. Cercate soprattutto ricordi di felicità.

Quei lontani attimi felici costituiranno la vostra ancora di salvezza. Imponetevi di trovarne almeno uno per ogni sessione di scrittura. Ingannate con quei raggi luminosi la mente che vede tutto buio. Di sicuro, alla fine di questa operazione vi sentirete risollevati. Giorno dopo giorno acquisterete fiducia, proprio in base a quei lontani successi. Se ricordate episodi tristi, invece, descrivendoli vi libererete dell’aura negativa a cui sono collegati.

Non posso scrivere migliaia di post per insegnarvi a scrivere scene o a delineare i personaggi dei vostri ricordi. Vi rimando a un mio ebook: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore. Vi troverete tutte le indicazioni per operare al meglio.
E che la FORZA sia con voi!

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Curarsi con la scrittura

Il caldo mi ha impedito di mettermi a scrivere. Inviare post al mondo deve essere un piacere, non un obbligo.

La cosa curiosa è che in questo periodo di vacanze nel blog è arrivato di tutto e di più: centinaia di commenti che mi invitavano ad acquistare tramadol, xanax, oppiacei vari… per me e per il mio cane!

Mi si è stretto il cuore. Avevo la prova di quanta sofferenza c’è in giro. Tante, tantissime persone usano gli psicofarmaci per reggersi in piedi. Non sta a me dare alcun giudizio. Chi sta male deve rivolgersi a un medico. Quello che posso fare è dire che, comunque, anche scrivere può aiutare ad affrontare paure ed angosce.

Quando ho iniziato a tenere corsi di scrittura creativa mi sono chiesta perché lo facessi. Ben presto il contatto con anime amiche, i partecipanti al corso, mi ha dato la risposta giusta. Mi piaceva aiutare gli altri.

Se leggete i racconti di Raymond Carver o il libro di Natalie Goldberg, Scrivere Zen, comprenderete quanto sia bello condividere emozioni.

Il punto è che nella nostra società non è facile essere sereni. Non tutti i genitori aiutano i figli a raggiungere un buon grado di autostima. Poi ci sono gli incidenti di percorso: fallimenti sul lavoro, in famiglia, in amore… L’infelicità è dietro l’angolo, se ci aspetta di entrare nel mondo dorato dei media o delle riveste patinate. Ci si confronta sempre con una falsa realtà, irraggiungibile. Allora la vita sembra vuota, noiosa. La solita routine: lavoro, casa, figli, parenti…

Non si è felici e l’angoscia cresce. Gli psicofarmaci sono come le sirene che cercarono di incantare Ulisse. Stordiscono, non fanno sentire il dolore, ma indeboliscono, creano dipendenza molto spesso.

Cosa c’entra allora la scrittura con la sofferenza psichica?

La scrittura guarisce ferite profonde. Dietro le parole c’è un sentiero che porta dritto al cuore. Quante persone sono cieche e ripetono tutta la vita gli stessi errori? Raccontare di sé serve a guarirsi. Chi prende coscienza di profonde emozioni, che agitano l’animo, impara anche a difendersi dai sentimenti negativi.

La chiave di questo percorso è “crescere per guarire”. Usciti dall’adolescenza non ci si può più permettere di rimanere infantili. Non ci si deve far ingannare da false mete. Soffrire perché non si può avere una Ferrari o un vestito di Armani… è stupido. Solo un bambino lo può fare.

Raccontare il passato può servire a riprendere i fili di un cammino interrotto. Ho sempre consigliato ai depressi di rivivere, raccontandoli, i momenti belli della propria vita. Si tratta di ingannare la mente che continua a dire: “Sono infelice, infelice, infelice…”

“No, questi fogli che hai appena scritto dimostrano che la vita può essere bella anche per te!”

Nel prossimo post fornirò i dettagli necessari per imparare a scrivere di sé. Per imparare a essere forti e amorevoli.

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