Due o tre cose che so su di lei

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Il titolo di questo post è quello di un film di Jean-Luc Godard. Non l’ho dimenticato. Mi ha fatto capire come la falsità permei le nostre vite.

Ricordo il tema del film tutte le volte che mi trovo in difficoltà con qualche aspetto della realtà che mi circonda. Ad esempio, detesto certi tipi di libri per ragazzine. Odio la menzogna, i finti mondi dorati che offrono alle piccole lettrici.

Proprio così. Non sopporto i libri delle Barbie, delle principesse, delle Wings… Quanto a quelli che immortalano storie di ballerine, li ritengo utili solo per accendere il camino.

Bambine di dodici anni, che aspirano al successo, mi fanno paura.

Vogliamo programmare una vita da stupidine per le nostre figlie? Allora, di corsa! Compriamogli queste storie senza senso. Ripetiamo loro fino allo sfinimento quanto sia importante avere un vestitino carino e saper muoversi con grazia.

Ma possiamo anche far qualcosa per i maschietti: somministrargli racconti pieni di pensieri buoni e morali a non finire. Così smetteranno di amare la lettura, perché non c’è nulla di peggio per un bambino di un libro noioso. E per libri noiosi, loro intendono quelli che a tutti i costi vogliono insegnargli qualcosa. Bisogna imparare da Rodari: la fantasia ha una grammatica tutta sua.

Un ragazzino che conosco mi ha fatto vedere i tre libri che gli avevano regalato. A tredici anni aveva solo tre libri. Naturalmente consigliati dalle insegnanti di lettere. Non indico i titoli, né la casa editrice, per l’ovvio motivo che non voglio farmi nemici. Poi ho scorto in un angolo della libreria la serie dei Diari di una schiappa di Jeff Kinney.

“Me li puoi imprestare?” gli ho chiesto come se avessi scoperto un tesoro.
Nel giro di cinque minuti avevamo pattuito uno scambio: in cambio gli avrei dato i miei Piccoli Brividi .

E tutto ciò perché sto cercando di fargli amare i libri. Forse riuscirò a fornirgli anche due romanzi al mese…

Tip, ovvero consiglio magico

In giro ci sono ancora delle edizioni di Dickens, Verne, De Amicis, Alcott… eccetera, eccetera, che vengono regalate ai bambini. Ma come si fa a dare questi libri, scritti in un linguaggio ottocentesco, ai nativi digitali? Faccio fatica persino io a sopportare le descrizioni lunghe una pagina e i termini obsoleti.

Per la casa editrice Ardea ho rivisto David Copperfield, Il fantasma di Canterville , Il Giornalino di Gian Burrasca, Alice nel Paese delle Meraviglie , Il Mago di Oz l’Eneide e l’Odissea. Quindi mi sono accorta che è impossibile far leggere gli originali ai ragazzini. Sarebbe un’impresa titanica per loro tentare di leggerli. Mi raccomando, ricorrete agli adattamenti moderni.

Che cosa so, allora, della letteratura per l’infanzia? So che se non si coltivano giovani lettori, la crisi delle case editrici sarà inarrestabile e aumenteranno le persone che non leggono. So che il cittadino “consapevole” si crea fin da bambino. So che i libri mi hanno salvato e protetto lungo il mio cammino e vorrei che questo succedesse a milioni e milioni di bambini.

Per il 2014, mi auguro che siano tante le persone di buona volontà disposte ad aiutare i ragazzini ad amare i libri.

Per saperne di più: Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea; Il Mago di Oz, di F.L. Baum, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.

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Scrivere per…

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“Lo scrittore vive due volte. Conduce la propria vita di tutti i giorni e quindi corre come tutti, andando a far la spesa, attraversando la strada, vestendosi la mattina per andare a lavorare. Ma lo scrittore ha addestrato anche un’altra parte di se stesso. Quella che rivive tutto questo per la seconda volta. Quella che si mette seduta e ripercorre mentalmente tutto ciò che è accaduto, soffermandosi a osservarne la consistenza e i dettagli” sottolinea Natalie Goldberg in Scrivere Zen, Ubaldini Editore.

Di una cosa sono sicura: mettersi a scrivere è come sollevare le braccia al cielo e spiccare il volo.

A molti piace danzare perché è un modo per permettere al corpo di esprimersi. I gesti scandiscono la musica e liberano i sentimenti. Scrivere è un po’ la stessa cosa: documentare la vita e affermare che la si è vissuta.

Tip, ovvero consiglio magico

Alla domanda: “Perché scrivi?”, gli scrittori dovrebbero rispondere che lo fanno perché le aquile volano, i delfini nuotano, i lupi ululano… ognuno, a suo modo, ringrazia per il fatto di esistere. Tutte le parole messe in fila, una dietro l’altra, non sono altro che l’eco dell’armonia dell’universo. Energia pura che si concretizza su un foglio o su uno schermo.

Non ditevi “Scrivo per guadagnare quattro soldi”. Non è vero. Se siete dei veri scrittori, lo sapete benissimo che la vostra fatica non ha una ricompensa adeguata rispetto agli sforzi compiuti.

“Facile come respirare” ha detto Allen Ginsberg riguardo all’arte della narrativa. Lo scrittore la respira, la vita. Ne condivide miserie e attimi esaltanti e forse, meglio di altri, ne sonda i misteri.

Non è un caso che io pubblichi questo post proprio la vigilia di Natale. E’ un periodo carico di angoscia per me. Il contrasto tra il falso scintillio della ricorrenza, in cui è obbligatorio consumare merci, persone, affetti in una sarabanda infernale, e la pena che scaturisce dalla consapevolezza che viviamo nell’orrore e nell’ingiustizia, mi crea molta sofferenza. Solo scrivere mi aiuta. Mi riconcilio con la vita, accetto la realtà.

Tra i molti auguri che vorrei farvi, questo mi sta davvero a cuore: che possiate trovare tanta forza per proseguire la missione di testimoniare il mondo.

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Un piccolo aiuto da un’amica

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Nella nostra società farsi i fatti propri viene suggerito da molti come un talismano per vivere sereni. Non amo questa posizione ideologica e non la pratico. Questo spiega il fatto che sul lavoro mi sono creata qualche inimicizia. Lo ammetto, tendo a essere un po’ rigida quando si tratta di libri. Se noto degli errori, li denuncio all’editore. Per me è inammissibile stampare un testo con innumerevoli refusi, un’impaginazione improvvisata e un editing lacunoso.

Questo è il motivo per cui mi accorgo subito delle tante pecche che caratterizzano spesso gli ebook di chi si autopubblica.

Però, siccome sono convinta che si è in questo mondo anche per aiutare i propri simili, offro quel che posso dare nel mio piccolo: l’esperienza di redattrice.

Sapete qual è stato il mio primo incarico come correttrice di bozze, all’inizio della carriera? Controllare nelle bozze di ottocento pagine che, entro la didascalia sotto la foto di quadri famosi, l’espressione cm avesse sempre il punto fermo. Quindi cm. 120x 400 e non cm 120×400. Nella mia vita non ho mai incontrato una tale perfezione e cataloghi d’arte così belli come quelli dell’Electa.

Un minuscolo punto fermo può segnare la vita di una persona. Infatti, le insegna che la precisione è una dote che si conquista giorno dopo giorno. E dietro quella precisione c’è la ricerca di un mondo pulito, con regole certe. Un libro è un universo con particolari norme da rispettare.

Tip, ovvero consiglio magico

Scrittori esordienti, fate di tutto per conferire dignità letteraria ai vostri scritti. Quindi adottate le opportune strategie. Siccome non posso scrivere un trattato, mi limiterò a indicarvi gli errori che di volta in volta trovo negli ebook gratuiti che scarico da Amazon.

1. Il titolo
Diventate redattori di voi stessi. Se vi siete rivolti a qualcuno per la copertina, controllate che il titolo del romanzo non esca così:
La storia di
Avalon

Insomma, una preposizione (di) abbandonata a fine riga dovrebbe essere corretta.
Questa la giusta versione: La storia di Avalon o, se il titolo è lungo,
L’inquietante storia
di Avalon

2. Se decidete di porre l’indice all’inizio dell’ebook, dovrebbe chiamarsi sommario. Ma ormai la pratica di scrivere indice è diffusa. Per un romanzo, comunque, risulta davvero orribile trovare l’espressione “Tavola dei contenuti”, rintracciabile nei testi scientifici.

A proposito dell’indice, è necessario che ogni voce sia accompagnata dal numero di pagina.
Evitate poi di sottolineare queste voci. In linea di massima, si dovrebbero evitare parole sottolineate o in neretto in un testo di narrativa.
3. Il punto dolente di molti principianti sono le battute di dialogo. Guardate questa:
“Ho dato una festa”, ha risposto. La versione più usata è senz’altro questa: “Ho dato una festa” ha risposto. Senza virgola.
4. Un gergo volgare non è apprezzato dal lettore. Quindi evitate frasi come: “Che minchia vogliono”, “fottuti alieni” e altre amenità. Il vostro compito non è quello di abbassare il livello culturale della gente, di impoverirla con emozioni primordiali. Voi, come scrittori, dovete aiutarla a crescere, a conquistare maggiore sensibilità e consapevolezza.
5. Tra gli errori più fastidiosi segnalo l’introduzione di una virgola tra soggetto e verbo.
Nessuno dei sei che si trovano nei buchi disseminati per la terra, deve essere molto loquace. La versione corretta è: Nessuno dei sei che si trovano nei buchi disseminati per la terra deve…
La Terra, comunque, intesa come pianeta, va sempre scritta con la maiuscola.
6. Usare un apostrofo sbagliato indica poca cura.
7. Anche vocaboli imprecisi o inventati devono essere corretti. Un esempio:
“Potrei essere negli sprofondi di Capo Nord”.
8. Nel rivedere il testo è bene eliminare ripetizioni di ogni genere.
“Motivi di sicurezza. L’unica certezza è…” In questo caso il suono “ezza” viene ripetuto.
9. Nella frase: “Lo appresi al telegiornale” l’errore è a livello di grammatica: si apprende da (qualcuno, qualche media) e non al (preposizione che di solito regge un complemento di termine).

Spero che questo breve vademecum vi aiuti. Presto altri post con mille consigli.

Per saperne di più: Italiano in crescita (un pratico corso di grammatica da tenere accanto al computer), Anna Somma, Daniela Folco, Paolo Graziano, Edizioni Giuridiche e Scolastiche Simone.

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Fai qualcosa per il tuo libro!

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Scrivo libri e mi pongo anche il problema di venderli.
Scrivo libri e cerco di non cadere nelle tante trappole di cui è lastricato il cammino dello scrittore.

Passi falsi

Mi metto nei panni di un autore che si è autopubblicato.

1. Perdere ore a promuoversi sui vari siti o nei gruppi per scrittori non porta lontano. Da un paio di mesi non compro più libri, tanto sono nauseata dai continui annunci su fb o nella mia mail personale. Non ne posso più! Questo modo di farsi pubblicità è controproducente: che senso ha postare un annuncio che naufragherà in un mare di altri mille consimili? Come compare nello schermo una mail con questi avvisi, la cestino subito.

2. Farsi fare una recensione a pagamento dall’ultimo degli pseudocritici letterari in giro, può portare a effetti disastrosi. Frasi del tipo: avvincente dalla prima all’ultima riga, condensato di lirismo, ambientato nell’originale cornice… parlano del nulla. Nessuno apprezza frasi trite e ritrite. Una quarta di copertina così costruita non vi procurerà, certo, lettori.

3. Annunciare che il libro ha vinto il concorso “Tal dei Tali” può far sorridere il lettore, se si tratta di un evento organizzato nel più remoto luogo d’Italia. Quindi, per i concorsi vale la regola: citare solo quelli veramente importanti.
Una allieva dei miei corsi di scrittura creativa ha vinto centinaia di coppe, targhe, piatti finto-argento… Credete le siano serviti a qualcosa? No, non le sono proprio serviti. Nessuno editore l’ha presa in considerazione…

Il gatto e la volpe sono sempre in agguato

Mai, dico proprio mai, accondiscendere a offerte di questo genere: pubblica con me, sarai famoso. Condividiamo, però, le spese. Questa è una trappola bella e buona. Altrettanto disastroso è rendersi disponibili all’acquisto di un certo numero di copie. A questi editori furbetti bisogna subito rispondere con un no deciso. Se proprio il vostro sogno è pubblicare, diventate un autore che si avvale del selfpublishing. Amazon non vi rifiuterà.

Tip, ovvero consiglio magico.

Tuttavia, prima di consegnare il testo, fate qualcosa per il vostro libro. Rivedetelo, realizzate un buon editing.
Anche in questo caso tenetevi alla larga dai volponi. Ci sono delle persone che hanno un’autostima alle stelle. Fanno, per esempio, gli insegnanti e si trasformano in redattori, senza conoscere nemmeno una regola del lavoro redazionale. Altri scrivono in un blog e si inventano uno studio editoriale.
Il gatto e la volpe dicono: “Dammi 50/100 euro e ti sistemo l’ebook in una settimana”. E poi ne risultano vere e proprie porcherie.

Questo non può essere il giusto prezzo perché un editing accurato consiste in molte fasi:
1. Sistemazione dei segni come lineete, punteggiatura, refusi…
2. controllo dell’uniformità all’interno del testo;
3. revisione relativa alla voce narrante, ai personaggi, all’ambientazione, alla trama in generale;
4. riscrittura, se necessario, di incipit, scene, pagine, punti culminanti, finale.

Per chi non può affrontare la spesa relativa all’editing

Allora, dovete armarvi di molta pazienza ed evitare almeno gli errori più vistosi. Fate qualcosa per il vostro libro!

1. Non usate mai queste virgolette della tastiera: << >>.
2. Ricordatevi che il “disse” è sempre minuscolo dopo la frase tra virgolette. “Vado al cinema” disse e non: “Vado al cinema.” Disse
3. Dopo i due punti preceduti dal verbo si hanno: virgolette “lettera maiscola”. Davide disse: “Non uscirò, fa troppo freddo”.
4. State attenti alle apposizioni. Da un ebook di Amazon: “…entrando in quel locale, del tutto svogliato di essere lì.” Sembra che sia svogliato il locale e non il personaggio.

Trasformare un hobby in una professione richiede un notevole sforzo. Vi auguro di riuscirci.

Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrittore anch’io!, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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Controcanto

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Uno scrittore non smette mai di imparare. Chi ama scrivere ama moltissimo leggere, leggendo ci si impadronisce di molte tecniche.

Come hanno fatto gli scrittori prima della nascita dei corsi di scrittura creativa a migliorarsi? Il confronto con altri narratori li ha aiutati. La storia della letteratura è un libro cui ogni grande artista ha aggiunto una pagina speciale.

L’importante è riuscire a coglierle, queste fantastiche strategie narrative. L’impresa è quasi impossibile, se non si consultano i manuali di scrittura creativa, che formano il giusto senso critico.

Mi spiego meglio. Scarico l’estratto gratuito di Cinquanta sfumature di Grigio di E.L. James, mi soffermo sui dialoghi. Subito capisco che hanno qualcosa di speciale. Gli elementi in gioco sono tre: la protagonista, Anastasia, ragazza carina in difficoltà, Mr. Grey, il secondo dialogante e io che leggo.

Poi, naturalmente, c’è la scrittrice. Agisce come un’abile burattinaia. Infatti, mi tiene legata alla storia con un espediente narrativo molto potente. Non costruisce un semplice dialogo con frasi concatenate: lui dice, lei risponde…

Né si limita ad accompagnare le frasi pronunciate dai personaggi descrivendone la mimica facciale. Disse: “Me ne vado!” e la guardò torvo.

E neppure si accontenta del tono di voce. “Sono stanca” annunciò in tono lamentoso.

Quanto ai gesti, li usa senz’altro. Invento un esempio. Strappò la lettera dicendo: “Finirai in collegio, se ne ricevo un’altra dal preside…”

Cari e care, E.L. James fa di più, molto di più. State ben attenti e cercate di utilizzare questa strategia nelle vostre storie. Lei, nei dialoghi, aggiunge una specie di controcanto.

Tip, ovvero consiglio magico

Avete presente i duetti dei cantanti lirici? Uno canta e l’altro costruisce uno straordinario intercalare, un’eco musicale.

Ritorniamo alla James. Riporto un passaggio. Questa la situazione, Mr. Grey ha appena chiesto ad Anastasia quali siano i suoi progetti per il futuro. Lei risponde: “Non ho fatto progetti, Mr. Grey. Per il momento mi basta superare gli esami.” Per cui in questo preciso momento dovrei studiare, invece di starmene seduta nel tuo ufficio sontuoso, elegante e asettico, sentendomi a disagio sotto il tuo sguardo penetrante.

Idea geniale: una semplice risposta, accompagnata dai pensieri del personaggio. Queste riflessioni costituiscono un refrain intrigante. In effetti, il lettore entra nell’intimo della protagonista, ne vive l’imbarazzo e si lega a lei in un moto di curiosità. Riuscirà Anastasia a uscire indenne dalla situazione?

Adesso solo qualcosa di straordinario farà interrompere la lettura.

Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore (reperibili su Google alla voce www.daniela folco, bruno editore)

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Questioni di stile

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Cosa rende illeggibile un libro? Mi bastano due pagine per scartare un testo e decidere di non proseguire la lettura, infatti, se c’è una cosa che detesto sono i periodi lunghi e contorti, quei periodi annoianti e che ti sfiniscono, che tanto piacciono a chi si è fermato a leggere i romanzi dell’ottocento, vanto della letteratura universale, vero patrimonio dell’umanità, eppure nell’epoca contemporanea alquanto trascurati e dismessi: ahimè, oh mondo ingiusto e irrispettoso dei nostri antichi vati, che tanto potrebbero insegnare ai giovani! E questi lettori sembrano non essere andati oltre i romanzieri dell’Ottocento…

Bello, vero?
Molti scrittori esordienti scrivono proprio così, non provano alcuna pietà per il lettore. Non è la prima volta che lancio questo messaggio: scrivete periodi corti!

Scaricate l’estratto gratuito di un libro di King o di qualsiasi altro scrittore di successo americano, e contate le righe dei periodi che terminano con un punto. Per inciso, un periodo è una frase di senso compiuto che contiene un soggetto, un verbo e qualche altro elemento. Potete aver frasi semplici unite da una congiunzione: leggo una storia e penso sia scritta da cani. Oppure si possono incontrare periodi con subordinate: mentre leggo questo libro, penso sia scritto da cani, perché ci sono un sacco di ripetizioni, subordinate, apposizioni, aggettivi, avverbi.

Tip, ovvero consiglio magico

Il ritmo è un fattore importante. Vi svelerò un segreto: frasi corte lo accelerano; frasi con molte subordinate (quelle introdotte da mentre, quando, se, perché, pronomi relativi…) lo rallentano.

Del tutto chiaro che in un incipit avete bisogno di un ritmo veloce, altrimenti il lettore si annoia.
In questi post cerco di essere il più sintetica possibile. Nella frase precedente ho persino eliminato il verbo essere a questo scopo. Ma vediamo di ritrasformare il brano iniziale in qualcosa di decente.

Mi bastano due pagine per decidere di non proseguire la lettura (“per scartare un testo” è stato eliminato perché esprime lo stesso concetto). Detesto i periodi lunghi, (“contorti” è stato tolto per lo stesso motivo. Se le frasi risultano lunghe, probabile siano anche contorte) tanto cari a chi legge solo gli scrittori dell’Ottocento. Tutto il resto viene cancellato perché è robaccia intrisa di retorica.
Non molto brillante, ma non fa venire il voltastomaco.

Ci sono molti modi per condannare un libro all’insuccesso. Quello di usare uno stile “vecchio” è il mezzo migliore.

Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore.

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Perché il successo strepitoso di Cinquanta sfumature di Grigio?

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Ho letto l’estratto di Cinquanta sfumature di Grigio di E L James. “Perché l’estratto?” chiederete.
A dire il vero, i libri dalle duecento pagine in su mi fanno paura. Temo di perdere troppo tempo nella lettura: non ho a disposizione quell’incredibile vastità di minuti necessari ad arrivare alla fine della storia.

Però ero curiosa, volevo capire perché quel dannatissimo libro aveva sfondato ovunque nel mondo. E volevo soprattutto scoprire se c’era un segreto per un tale successo.

Sì, ci sono tanti trucchi. Eccome, se ce ne sono. Oggi ve ne spiego un paio, con la speranza possano esservi utili.
Esaminiamolo, dunque, con attenzione. Io e voi, insieme.

Punto primo
La creazione dei personaggi

In un romanzo rosa come quello di E L James si deve avere una protagonista “vincente”. Voi penserete a una ragazza bellissima, ricca, intelligente, baciata dalla fortuna…

No, cari e care, il primo segreto che vi svelo è che il troppo annoia. Nessuno seguirebbe con interesse le avventure di una figura che ha tutto nella vita.

La categoria dei lettori di storie di solito si affanna in situazioni angoscianti e affronta una dura esistenza. Quindi, cerca qualcuno con cui confrontarsi. Anastasia, la protagonista femminile del libro, benché graziosa, si rivela inadeguata: scarsa stima di sé, insicura, una vera e propria frana nei rapporti sociali, senza una brillante condizione economica… In definitiva, rappresenta una normale giovane ragazza cui capita l’occasione della vita.

Punto secondo
L’occasione della vita

Anche se i testi di sociologia sottolineano che l’immobilità sociale caratterizza la nostra epoca, soprattutto in Italia, il sogno delle persone è quello di avanzare nella scala sociale. Diventare ricchi, potenti, appartenere all’alta società sono mete per milioni.

Lo scrittore “furbo” li accontenta con un viaggio dell’eroe che parte sempre dal basso per arrivare in alto. La lettura è anche, in un certo senso, compensazione. Se ci pensate bene, fin dalle fiabe siamo abituati come lettori a un lieto fine.

Punto terzo
Il coprotagonista

Mr. Grey è un uomo affascinante, ricchissimo, potente, bello, intelligente…
Nel contrasto povero/ricco è implicita una forte tensione narrativa, tutta da sfruttare. La situazione non è una di quelle normali: vita da impiegato, tra impiegati, vicende di casalinghe, sorelle, figli, mariti di casalinghe… Queste ambientazioni segnerebbero il fallimento di libri indirizzati al vasto pubblico. Io, lettore che non appartengo al mondo dorato dei potenti, voglio entrarci anche solo sbirciando da lontano, tramite i romanzi. E’ questo un meccanismo fondamentale per legarmi alla narrazione con il più vivo interesse.

Tip, ovvero consiglio magico

Creare una protagonista in difficoltà è una strategia narrativa molto efficace. Come lo è pure quella di creare un conflitto tra due personaggi. Poi, geniale l’idea di costruire una tensione sessuale in crescendo.

Sono le domande che si pone il lettore che danno forza alla storia.
Dall’inizio abbiamo: riuscirà Anastasia a intervistare Mr. Grey? Quindi: sarà possibile che non si metta nei guai e non faccia altre figuracce? In seguito: cosa succederà ora tra lei e il fascinoso Grey?
Vedete, dopo l’incidente scatenante che dà l’avvio alle vicende, la malattia della amica, ogni pagina presenta un interrogativo: tutto succede in fretta, una rapidità meravigliosa.

Lo stile

Bene, è lo stile che suscita il maggiore coinvolgimento da parte del lettore. Le parole semplicemente fluiscono. Frasi brevi, lunghe al massimo tre o quattro righe, raccontano di emozioni. Non ci sono quasi subordinate, manciate di aggettivi, avverbi inutili. Soprattutto la narrazione è in prima persona. E’, infatti, Anastasia che racconta quanto le succede.
Sembra sussurrare la sua storia a un’amica, milioni di amiche. Proprio una magia.

Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrittore anch’io!, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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Scrivere per bambini 2

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Continuo a occuparmi di libri per bambini. Nel post precedente, Scrivere per bambini 1, ho accennato al rapporto immagine-testo.

Mi ricorderò finché vivo un incontro tra librai, insegnanti e scrittori per bambini tenutosi alla Fiera del Libro di Torino qualche anno fa. E mi ricorderò sempre le parole di Roberto Denti, il primo ad aprire in Italia una libreria dedicata ai ragazzi, che più o meno suonavano così: “Sono le illustrazioni dei libri ad assumere un’importanza fondamentale. Anche il miglior testo del mondo non piacerebbe ai lettori se i disegni fossero scadenti”.

Verissimo. Questa, dell’importanza dei disegni, è la caratteristica principale dei testi rivolti ai piccoli. Noi adulti leggiamo storie senza immagini. E’ il nostro cervello che le inventa. I bambini, invece, hanno bisogno di un valido supporto grafico. Loro entrano nella storia perché vedono i personaggi in azione. Si possono così immedesimare in loro.

Però, a proposito di apparato grafico, ci sono degli errori da evitare:
- inserire delle immagini inappropriate
- sbagliare l’inserimento

Inserire immagini inappropriate

Viaggiando nella rete si trovano ebook per bambini splendidi, ma anche d’una straordinaria bruttezza: si va dai colori scialbi, alle scarsissime capacità dell’illustratore.

Nel settore dei libri per bambini, un editore che non vuole spendere per le illustrazioni condanna il libro a magre vendite.

Ci sono altri modi perché le immagini risultino inappropriate. Per esempio, può succedere che il mio personaggio abbia gli occhi azzurri e i capelli gialli come il burro. Bene, fargli i capelli neri e gli occhi marroni a livello di grafica può deludere davvero chi legge. I bambini, non dimenticatelo, sono attentissimi ai dettagli.

“Come può succedere?” vi chiederete. Succede, succede… quando il redattore si limita a sottolineare le frasi da cui l’illustratore deve trarre ispirazione. E quando l’illustratore ha talmente tanti lavori da non potersi permettere di leggere l’intero libro.

Poi ci sono gli autori che accompagnano il testo con delle foto. Peccato che le inseriscano nell’impaginato a casaccio. Vi faccio un esempio: due pagine prima c’era un rimando alla primavera ed ecco che un’immagine di primule appena sbocciate si trova a corredo di un brano che parla dell’estate.

Tip, ovvero consiglio magico

Un libro, un ebook, non sono oggetti qualsiasi. In ognuno c’è un miracolo di creatività. O, almeno, ci dovrebbe essere.

Cosa ha un bambino per crescere ricco di fantasia, se non i libri?

C’è un’associazione che si chiama Nati per leggere. I pediatri da anni si battono perché all’infanzia sia data tutta l’attenzione che merita.

Quando scrivete storie per bambini, dovete metterci tutto il cuore, perché partendo da loro si può davvero costruire un mondo migliore.

Per saperne di più: libri per bambini scritti o curati da me.
A spasso tra i miti, Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Le mille avventure di Ulisse, raccontate da Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Le mille avventure di Enea, raccontate da Daniela Folco, casa editrice Ardea.
L’albergo dei mostri, Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Vladimiro… un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Il mago di di Oz, di F.L. Baum, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
David Copperfield, di Charles Dickens, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Il Giornalino di Gian Burrasca, di Vamba, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
Il fantasma di Canterville, di Oscar Wilde, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.

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