Stati d’animo

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“Rideva. Rideva con tutto se stesso, il petto, i muscoli, le viscere, ogni intima fibra. Rideva della contentezza di esistere e di essere amato. Rideva per conto del mondo, anche di quelli che al riso non vogliono abbandonarsi. Era un riso d’artista e d’atleta, insieme convulsivo e armonico, animale e filosofico, spontaneo e riflessivo. Ogni volta sembrava che eseguisse la sua risata come il trapezista il salto mortale, o il discobolo il lancio dell’attrezzo. Dopo ogni risata si guardava in giro per controllare se il suo numero aveva avuto successo.”

Così Ernesto Ferrero crea il personaggio principale nel romanzo L’anno dell’Indiano, Einaudi.

Credo di avervi già consigliato, in precedenti post, di essere originali. Se analizzate il brano, vi accorgerete che basta un semplice gesto per illuminare la figura di questo istrione dall’inconfondibile risata.

Come si riesce a raggiungere la maestria di Ferrero? La prima risposta che mi viene in mente è che, se hai la fortuna di lavorare una vita come redattore all’Einaudi, non puoi fare a meno di imparare il mestiere di scrittore.

Ma ne ho anche un’altra: la sensibilità può essere potenziata. Penso spesso al grande Raymond Carver. Una vita da schifo, nella miseria, con moglie e figli sempre urlanti. Quando gli hanno chiesto perché non aveva scritto romanzi, ha risposto che non aveva potuto permetterselo: prima venivano i lavori malpagati. Per la scrittura gli rimanevano solo le ore della notte. Troppo poche per scrivere romanzi.

Cattive scuole, scarsa cultura, emarginazione sociale… tutto era a suo sfavore. Ma lui aveva una voce dentro e aveva un cuore.

“Si è sposata pochi attimi prima che scattassero la foto. Sorride. Ha appena finito di ridere o è sul punto di cominciare. In ogni caso, tiene la bocca socchiusa in gioiosa sorpresa mentre fissa l’obiettivo.”

Carver accenna stavolta a un sorriso speciale nel racconto Pasticcio di merli. Una giovane sposa sorride in una foto in bianco e nero. Ed è il marito che la ricorda, mentre lei scompare fra la nebbia fitta.

Tip, ovvero consiglio magico

Le storie sono fatte di niente: una risata, un sorriso, semplici gesti che raccontano la vita. Avere una voce e un cuore “dentro” significa avere potenziato la propria sensibilità. Le persone si innamorano, si amano, si lasciano e di solito gli “altri”, quelli che li circondano, si tengono in disparte.

Lo scrittore non può permettersi un simile atteggiamento, perché per lui le emozioni, gli stati d’animo, sono la linfa vitale da cui trae ispirazione.

Lo scrittore non grida come uno spettatore allo stadio, ma parla in tono sommesso al diverso da sé, il lettore. Sono le emozioni che riesce a trasmettere a lanciare un ponte nell’abisso dell’incomunicabilità. Più riesce a sentire, a raggiungere un profondo livello di empatia, più sarà un eccellente narratore.

Per potenziare la sensibilità: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore ; Il Libro sacro dei Maya-Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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With a little help from my friends

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Molto bello trovare delle persone che ti aiutano. Bello, bello, bello!

A volte mi chiedo cosa mi fa tenere un blog: tempo sottratto ad altre incombenze, sensazione non piacevole di stare in un acquario, pochi feed-back… Poi il sole filtra da una nuvola, qualcuno si è accorto delle mie parole e mi incoraggia con frasi gentili.

Avrete notato che Imparareascrivere non ha commenti. All’inizio ne aveva, ma poi sono stata sommersa da miliardi di richieste di acquisti vari. Si andava dagli stivali, quelli che a me che abito in Liguria e non metto nemmeno le calze, arrostirebbero i piedi in mezz’ora, ai jeans a poco prezzo. Quindi c’è stata una valanga di borse vere e finte, montagne di pillole viagra e similari. Molti hanno pensato fossi una grassona e mi hanno consigliato rimedi portentosi, anche per ingrandire… Quando sono arrivata a dover eliminare 200 messaggi ogni ora, ho chiesto a chi ha impostato il sito di cercare di porre rimedio a tanta sciagura.

Tip, ovvero consiglio magico

Sono convinta che possiate ancora commentare. Occorre che clicchiate sulla frasetta “commenti” in alto.
Oggi, per gratificarmi, riscrivo alcuni che mi hanno fatto tanto piacere.

Blog fatto davvero bene. Se posso permettermi di dare un piccolo consiglio, cercherei di implementare meglio la funzionalità dei feed RSS, dato che per quanto mi riguarda sono una consistente fonte di traffico. Ancora complimenti per il sito.
qduntn@gmail.com
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Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che però in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!
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Questo è fantastico, perché mi loda e me lo invia evidentemente un medico dal momento che si occupa di mal di schiena e problemi renali.

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Ora fate attenzione al seguente messaggio:

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Si tratta di una specie di cavallo di Troia. Infatti, assieme ai complimenti per il sito, giunge l’informazione che Isabel Marant vende sneakers.

Ricevendo tantissime frasi in inglese con lodi sperticate, mi sono sentita al settimo cielo. Però mi chiedevo come mai tutti conoscessero così bene l’italiano. Un mio amico musicista ha svelato il mistero: anche lui era sommerso da commenti del tipo: “Caro, sei bravissimo, suoni da Dio, non c’è in rete un sito come il tuo…”, seguiti da riferimenti a innumerevoli prodotti.

Grande delusione!

Comunque, molti commenti sono stati inviati da brave persone, che ringrazio di tutto cuore.

Ho dovuto aggiornare la pagina tre volte per riuscire a leggere l’articolo. Però è valso la pena aspettare, ho trovato le informazioni che cercavo.
jxtfmd@gmail.com
alice

http://www.fizzlive.com/member/230014/blog/view/226452/

Ciao Daniela e grazie per questo tuo post, molto chiaro e interessante.
Mi sono chiesta anch’io i motivi del successo di “Cinquanta sfumature di grigio” e mi sono risposta, in modo semplicistico: “sarà per l’erotismo”.
Ora leggendo il tuo post mi rendo conto che c’è dell’altro:
una trama, un protagonista, un coprotagonista, un conflitto ecc.
In un altro post spiegavi che un best sellers lo fa la promozione, ma alla base dev’esserci comunque un buon libro.
A presto.
Laura

Per ragioni di spazio devo interrompere l’elenco. Un abbraccio a tutti.

Ebook consigliati: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Il Libro Sacro dei Maya-Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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Anche il silenzio è musica

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Mi sveglio nel cuore della notte, la tv è ancora accesa. Sento le note di una sinfonia e poi vedo Abbado.

Vedo i gesti lenti delle mani, gli occhi chiusi del maestro e rimango col fiato sospeso mentre i suoni si smorzano. Breve panoramica sugli sguardi attenti dei musicisti, ancora un flash sulla bacchetta che scende adagio. Potrei anche smettere di respirare perché ormai l’intensità del gesto del direttore d’orchestra mi ha toccato.

E accade una di quelle magie che non mi capiterà più di rivivere, lo sento. Il silenzio si fa musica. È come se il grande Maestro riuscisse a trasmettermi le note che lui ancora percepisce.

Tip, ovvero consiglio magico

Lo scrittore è come un direttore d’orchestra, esprime la musica del cuore. Sa cadenzare i movimenti lenti o suscitare ritmi frenetici.

Cos’è la trama di un romanzo, se non la partitura di una sinfonia?

Incipit, sviluppo, temi, protagonisti, crescendo, punti culminanti, finale fanno parte sia del linguaggio musicale che letterario.

A chi mi chiede: “Come posso costruire una trama eccellente?” rispondo che non bisogna sottovalutare nessun elemento.

La prossima volta che vedrete in tv o assisterete dal vivo a un concerto fissate l’attenzione sugli strumenti “minori”: i cembali o l’arpa, i tamburi… i musicisti attendono pazienti il segno del direttore. Poi esplodono in un attimo di vita.

Quello che voglio farvi comprendere è che in un libro, come in un concerto, tutto è prestabilito. A ogni elemento è dedicato uno spazio particolare. Dall’insieme di tutte queste voci nasce l’armonia del brano sinfonico e di quello letterario.

Faccio un esempio riportando una mia esperienza. Sono un’accanita lettrice di racconti. Ho amato così tanto quelli di Piero Chiara da decidere di stabilirmi in un paese del Lago Maggiore, lo sfondo preferito per le sue narrazioni.

Chiara le costruiva con pochi elementi essenziali. Tutti insieme costituivano il mondo della storia. E se inseriva un bombardino nell’incipit, certo non si dimenticava di usarlo all’interno del racconto. Come dire che se lo spettatore vede un musicista con delle nacchere, sa che prima o poi le udirà.

Incosapevolmente mi è capitato di usare questa strategia narrativa. All’inizio di un ebook per bambini faccio parlare il mio protagonista con un amico immaginario, un ragazzino inventato dalla sua fantasia. Nella conclusione riuso il personaggio invisibile.

Ciò mi permette di potenziare la coesione del testo e di mettere in evidenza il tema della solitudine di molti bambini.

Nei manuali di scrittura creativa si parla di “rimandi”, quando si pone l’attenzione più volte su uno stesso elemento.

Le note si affievoliscono, le mani del direttore si avvicinano al petto. Gli occhi del lettore si spostano sull’ultima riga. Rimangono il silenzio, un’immagine e il soffio della vita.

Per saperne di più: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; tutti i racconti e romanzi di Piero Chiara, Mondadori; tutti i romanzi di Andrea Vitali.

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Trame parallele

In che consiste la strategia narrativa delle trame parallele?

È un espediente che permette allo scrittore di rendere più intricate le vicende che racconta. Infatti, a capitoli alterni, l’attenzione viene posta su un determinato personaggio. Lo scrittore narra cosa gli capita.

Faccio un esempio. Un’editrice mi aveva chiesto un racconto di marziani per bambini. Nacque così Mariolino e i Marziani.

Dallo spunto “incontro bambino/Marziani” dovevo generare varie idee per rendere movimentata la storia. Ricorsi alla tecnica delle trame parallele, di cui avevo letto nei manuali di scrittura creativa. Cioè, mentre Mariolino con la sua gatta Teddy, vagava su un’astronave per le galassie, in Terra Lim, un marziano, prendeva il posto del bambino.

L’accorgimento mi permise di rimpolpare la trama con nuovi capitoli e di inserirvi l’effetto “equivoco”.
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Tip, ovvero consiglio magico

Parlando delle descrizioni, vi ho consigliato di non strafare. Descrizioni troppo lunghe annoiano. Invece, a livello di trama, bando a storie lineari, annacquate.

Un giallo, in cui sin dal primo capitolo si intuisce chi è l’assassino, non è un buon thriller. Spetta al narratore ingarbugliare la matassa con una serie di incidenti. Insomma, la storia deve progredire a colpi di scena. Una trama intricata è il miglior mezzo per scalare le classifiche.

Nel mio libro per bambini non ho usato le trame parallele per l’intero libro, mi sono limitata a pochi capitoli. La scelta se creare un testo basato su questa norma dall’inizio alla fine della storia o se usarla solo in certi snodi dipende dalla sensibilità dell’autore.

Esiste un prodotto televisivo costruito sulle trame parallele: le soap opera.

Mi viene in mente Un posto al sole. Dopo avere inventato una serie di personaggi, gli sceneggiatori li fanno agire in scene parallele. Ogni carattere si confronta con un problema e ogni puntata finisce con un crescendo di tensione.

Sono tutti uguali gli sceneggiati televisivi? In un certo senso, sì.

Si possono inventare storie, si possono scrivere libri in base a tecniche collaudate. Non leggere i manuali di scrittura creativa e non imparare a fare un buon editing è come essere un muratore che non sa come impastare la calce.

Per saperne di più: raccomandati i manuali di scrittura creativa Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Mariolino e i Marziani, Daniela Folco, casa editrice Otium ac Negotium.

Per commentare cliccate sulla scritta in alto no comment e che il cielo vi assista!

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Come non descrivere

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“Metodi routiniers nelle descrizioni in genere: ‘La mensoletta alla parete faceva macchia con i suoi libri’. Nel vostro lavoro i volumi di Puskin sono scompagnati, l’Edizione della Biblioteca Economica è ‘pigiata’. A che pro? Voi trattenete e stancate l’attenzione del lettore, costringendolo a soffermarsi a immaginare la variopinta mensoletta o il pigiato Amleto- questo in primo luogo: in secondo luogo tutto ciò non è semplice, è manierato, come metodo, antiquato.”

Così scriveva Anton Cechov a un esordiente scrittore.

Sì, cari e care, imparare a scrivere significa anche imparare a limare il proprio testo: nelle descrizioni inserite solo gli elementi essenziali.

Tip, ovvero consiglio magico

Confrontiamo due brani.

“Come entrò nel soggiorno la vide con i capelli scompigliati, il nastro rosa con cui soleva legarli scivolato sulle spalle, un bicchiere pieno di whisky scozzese nella mano destra, la vestaglia di seta in tinta con il nastro spiegazzata e macchiata all’altezza del seno prosperoso.
“Santo Cielo!”

Davvero Santo Cielo! Come si può scrivere un pezzo così lagnoso! È lento fino a sfinire. Vediamo cosa succede sistemandolo.

“Come entrò nel soggiorno la vide: i capelli scompigliati e un bicchiere di whisky in mano. La vestaglia era macchiata.”

Nella seconda versione sono spariti il nastro rosa, il fatto che il liquore sia scozzese, che la vestaglia risulti stropicciata e macchiata sul seno, perché sono dettagli utili solo a rallentare l’azione. Il brano ha un inizio che prelude a un dialogo con una forte tensione emotiva. La figura in gioco, chi osserva la scena desolante, deve reagire alla situazione. In fretta.

La descrizione non è mai fine a se stessa, costruisce un ponte tra personaggio e lettore. Ad esempio, nel brano riportato sopra, l’immagine di questa donna scarmigliata, con un bicchiere di liquore e una vestaglia sporca, racconta un modo di essere, un’infelicità così profonda da non poter essere resa se non con un’effimera istantanea.

Lo scrittore non riproduce pari pari il mondo, ma lo inventa. Quindi non è tanto importante, a livello di descrizione, usare dettagli reali, quanto essere capaci di suscitare emozioni. A tal fine più che l’accumulo di elementi serve capire quali dettagli illuminino la condizione umana.

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Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrittore anch’io!, Daniela Folco, edizioni Simone.

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Il processo di visualizzazione

“Dunque nell’ideazione di un racconto la prima cosa che mi viene alla mente è un’immagine che per qualche ragione mi si presenta come carica di significato, anche se non saprei formulare questo significato in termini discorsivi o concettuali. Appena l’immagine è diventata abbastanza netta nella mia mente, mi metto a svilupparla in una storia, o meglio, sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità implicite, il racconto che esse portano dentro di sé. Attorno a ogni immagine ne nascono delle altre, si forma un campo di anologie, di simmetrie, di contrapposizioni. Nell’organizzazione di questo materiale, che non è più solo visivo ma anche concettuale, interviene a questo punto anche una mia intenzione nell’ordinare e dare un senso allo sviluppo della storia – o piuttosto quello che io faccio è cercare di stabilire quali significati possono essere compatibili e quali no, col disegno generale che vorrei dare alla storia, sempre lasciando un certo margine di alternative possibili. Nello stesso tempo la scrittura, la resa verbale, assume sempre più importanza; direi che dal momento in cui comincio a mettere nero su bianco, è la parola scritta che conta: prima come ricerca d’un equivalente dell’immagine visiva, poi come sviluppo coerente della impostazione stilistica iniziale, e a poco a poco resta padrona del campo. Sarà la scrittura a guidare il racconto nella direzione in cui l’espressione verbale scorre più felicemente, e all’immaginazione visuale non resta che tenerle dietro.”

Così Italo Calvino in Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Mondadori.

I manuali di scrittura creativa suggeriscono sempre allo scrittore esordiente: mostra, fai vedere, non limitarti a riassumere! E Calvino sottolinea l’importanza delle immagini nel processo creativo.

Tip, ovvero consiglio magico

Quale elemento dà forza a una storia? Proprio le immagini che scaturiscono dalla lettura. Se il lettore non vede nulla mentre legge, la storia è fiacca, mal scritta.

In un recente racconto, in cui mi ero imposta il tema del bullismo, ho lavorato seguendo Calvino: prima ho visualizzato immagini con una notevole forza espressiva e poi le ho tradotte in parole. Le scene sono scaturite con facilità: un bambino sollevato da terra da un compagno, un castello di sabbia distrutto da una pedata, lacrime al vento…

Imparare a scrivere per immagini è un traguardo da raggiungere per non pubblicare storie banali, che non mostrano i colori e i profumi della vita, ma il nero opaco di una visione superficiale del mondo.

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Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Popol Vuh, il libro sacro dei Maya-Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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Stereotipi

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Ho guardato di sfuggita il programma trasmesso dai Rai 3, Masterpiece. Non voglio schierarmi tra i detrattori, tanti, e i pochi che lo giudicano in modo positivo.

Qualche scrittore esordiente è stato trattato male? Manoscritti gettati a terra come carta straccia. Se potessi lo farei anch’io. Sì, mi comporterei così con chi affida alle piattaforme di self-publishing testi forse nemmeno riletti. Ma perché mai dovrei spendere uno o due euro per trovare si senza accento, dialoghi senza punteggiatura, apostrofi, accenti sbagliati, ripetizioni a iosa…?

Le statistiche confermano l’inarrestabile calo di lettori. Formulo un’ipotesi: l’apertura ai “nuovi barbari”, quelli che pubblicano senza passare da un editore, ha riempito il mercato di robaccia. Dopo aver scaricato una decina di ebook gratuiti, io stessa ho dovuto rileggere Sciascia, Carver, Salinger per una boccata d’aria fresca.

E mi sono detta: “Non acquisterò mai un ebook a occhi chiusi, anche se l’ha scritto mia cugina!”

Bisogna leggere un estratto e capire con che tipo di scrittore ci si confronta.
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Tip, ovvero consiglio magico

Ci sono mille modi per abbassare il proprio livello culturale. Perdere ore e ore sui social media certo non aiuta a raggiungere una visione profonda della realtà. Come risulta negativo nutrirsi di storie di infimo ordine.

Quali sono? Per la risposta mi aiuta Masterpiece. I romanzi mediocri, quelli buoni per il camino, sono zeppi di stereotipi. “I personaggi del suo romanzo sono stereotipi” commenta il conduttore.

Questi romanzi rifiutati sono una brodaglia riscaldata, fatta dai soliti ingredienti: avventura, eros, ambientazioni esotiche, personaggi scialbi che compiono gesti eccezionali e parlano come se avessero dieci anni.

Alla base di un brutto romanzo, c’è una scelta scellerata da parte dell’autore, che ha letto centinaia di bestseller americani.

“Se c’è riuscito lui, a vendere migliaia e migliaia di copie, perché non dovrei farcela anch’io?” si chiede lo sprovveduto.

L’imitazione non porta al successo sperato per il semplice fatto che il lettore cerca qualcosa di fresco. Storie alla James Bond o l’ennesima trama, ragazza incontra miliardario, già in partenza sono dei fallimenti.

Comunque, tra la storia di successo e la versione annacquata di un autore inesperto c’è un abisso. Ed è un abisso di cultura. Jan Fleming o E.L. James non hanno trasferito in rete ebook sgrammaticati, senza editing, mal formattati e con copertine mediocri. Sapevano bene che in un libro bisogna curare ogni aspetto.

In un universo, come quello dei libri, in cui la concorrenza è spietata, un’unica recensione negativa, riguardo alla mancanza di revisione del testo, deve far suonare un campanello d’allarme nella testa di chi vuole emergere come scrittore.

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Magie

Ci sono libri che regalano magie? Certo che ce ne sono. Non sempre la vita scorre su binari prestabiliti. D’improvviso si apre un canale e l’incantesimo si avvera. Non mi è successo spesso, ma mi è capitato.

In questo post riporto la trama di un’avventura reale, che potrebbe essere la base per un racconto. Molto giovane, vado in vacanza in Messico. A Città del Messico compro un libro strano, in inglese, Il Popol Vuh, il libro sacro dei Maya-Quiché. Lo leggo mentre visito le antiche città Maya come Tikal…

Non faccio un inutile elenco. Mi preme solo sottolineare che nel Popol Vuh ho trovato la stessa energia che permeava le rovine inglobate nella foresta pluviale. Era come se dalle pagine si levasse la voce del sacerdote Maya e mi introducesse nell’universo delle forze occulte.

Di fronte ai cenote, pozzi circolari, in cui durante le cerimonie sacre venivano gettate vittime sacrificali, sentivo l’ignoto chiamarmi. Ho provato il fascino delle cose arcane, mi è parso di rivivere la ferocia animalesca dei sacrifici umani. Mi sono sentita forte come un giaguaro…

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Quando ho raggiunto il gruppo di turisti di cui facevo parte, non ero più la stessa.

Tip, ovvero consiglio magico

Sì, le esperienze ci cambiano e la lettura è una di quelle che più ci dà gioia. Se un libro ci ha segnato, non lo dimenticheremo.

Per una vita non ho scordato Il Popol Vuh. E averne potuto curare la pubblicazione ha significato per me il raggiungimento di una meta.

Questo sacro testo mi ha dato la forza di scrivere, di inventare storie, di lottare per far sentire la mia voce.

Come mai è successo?

Pura magia, rispondo. Se rileggo la Bibbia dei Maya, sento in me la forza dei progenitori, la forza delle antiche parole. Si tratta di vocaboli unici, perché derivano da segni su pietre.

Un testo meravigliosamente semplice tenta di rispondere alle domande: chi siamo? Da dove veniamo? Dove andremo?

Ognuno può trovare la sua risposta e il talismano magico in grado di aiutarlo nella fatica del vivere.

Per saperne di più: Popol Vuh, il libro Sacro dei Maya-Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.
Comunque, per rintracciare questo ebook è meglio digitare su Google: Il libro sacro dei Maya-Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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