Come aver successo con una buona trama

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Sono contenta, anzi stramaledettamente felice. A uno scrittore non capita spesso pubblicare un libro a febbraio e sapere che è esaurito ad Aprile. E succede anche di rado che lo veda tra i primi dieci della classifica Amazon. Dunque, fate attenzione, si tratta di un testo particolare. La classifica cui mi riferisco è quella dei Language Readers.

Sono romanzi in un italiano semplificato che aiutano a imparare la nostra lingua. Ormai sono parecchie le case editrici che li pubblicano, ma la mia, la Cideb-De Agostini, produce dei veri gioiellini sia dal punto di vista dei contenuti che da quello grafico. Subito mi viene in mente un consiglio.

Tip, ovvero consiglio magico

Se volete uscire dalla palude degli autori in cerca di successo, dovete cercare una nicchia di mercato. L’ennesimo romanzo rosa, fantasy, giallo, di avventura… che ricalca storie famose non farà di voi uno scrittore noto. No, la vostra opera non riuscirà a emergere tra diecimila simili.

Anche senza consultare trattati di marketing è evidente che bisogna offrire al mercato quello che cerca. Quando ho iniziato a scrivere da professionista, c’erano due filoni da sfruttare: la scrittura creativa e l’insegnamento dell’italiano a stranieri. Ho trovato con facilità degli editori.

Per offrire alle case editrici dei prodotti validi mi sono documentata: centinaia di manuali mi hanno tenuto compagnia per anni. Ho imparato in particolare che chi riesce a impostare una trama efficace ha già in mano la vittoria.

Ritorno, dunque, al libro che mi rende contenta, Mistero a Roma, e cerco di darvi una mano. Non so se il film La grande bellezza di Sorrentino abbia avuto un effetto trascinante. Certo, ambientare una storia a Roma è un atout. Ma credo che la trama abbia giocato un ruolo importante.

Allora, perché possiate rendervi conto delle strategie narrative che ho usato riporto nel post la sintesi che ho inviato alla redattrice prima di mettermi a scrivere.

Sottolineo, comunque, alcune linee guida per una trama efficace.
Occorre fornire con precisione i seguenti elementi:
- personaggi
- ambientazione
- inizio della storia, ovvero l’incipit
- lo sviluppo, i punti culminanti, il finale
- le scene, i punti di svolta.
- dividere il testo in capitoli e in scene.

Ecco, dunque, la trama di Mistero a Roma.

Mistero a Roma
Daniela Folco

Personaggi:
1 Mark Staub, direttore di un museo americano.
2 Elisa, sua segretaria.
3 Fausto Giovannelli, traffica in reperti archeologici.
4 Lucio Silvi, investigatore privato.
5 Giusi Rosso, segretaria di Lucio Silvi.
6 Dino Aussone, mercante.
7,8,9,10 studenti universitari.
11 Francesco Peltri, archeologo, professore universitario.
12 Commissario e agenti di polizia.

Capitolo 1

Prima scena
Esterno. Di notte, in una zona della Via Appia.

Alcuni uomini scavalcano un recinto ed entrano in una tomba romana. La saccheggiano. Sotto la luna brilla la statuetta d’oro del dio Apollo…

Seconda scena
Interno. Ufficio dell’investigatore Lucio Silvi.

Il giorno seguente, mattino. In un ufficio sgangherato, con mobili che cadono a pezzi… l’investigatore Lucio Silvi beve un caffè e scambia qualche parola con la segretaria, Giusi Rosso. L’attenzione del detective è attirata da una notizia sul giornale: ancora un furto di opere d’arte!

Terza scena
Interno. Elegante ristorante di via Condotti.

Mark Straub, direttore di un famoso museo americano, scuote la testa. Informa il suo interlocutore, Fausto Giovannelli, che non acquisterà più reperti archeologici: è troppo pericoloso! Inoltre, dichiara che se la polizia lo interrogherà rivelerà i nomi di chi gli ha venduto in passato preziosi oggetti di incerta provenienza. Proteste e minacce dell’altro.

Capitolo 2

Prima scena
Esterno. Trinità dei Monti, lungo la scalinata.

Mark Straub viene raggiunto dalla sua assistente Elisa e da alcuni giornalisti che vogliono un suo commento sui recenti furti. Il direttore del museo e la segretaria scappano salendo la scalinata di Trinità dei Monti. Finalmente al sicuro, i due si riposano e ammirano il panorama di Roma che si stende dinanzi a loro. Elisa ne approfitta per chiedergli un aumento. Il direttore rifiuta. Ha dei problemi finanziari e non può soddisfare la sua richiesta. In fin dei conti le ha già procurato un’ottima liquidazione intestandole un’assicurazione sulla vita: alla sua morte riceverà 600.000 dollari! Lei lo minaccia: se non ottiene quello che vuole, si licenzierà e lo lascerà in un mare di guai…
La donna smette di protestare perché Straub viene affrontato dal famoso archeologo e professore universitario Francesco Peltri, che lo accusa di aver trafugato dall’Italia preziosi reperti e di aver commissionato l’ultimo furto, la preziosa statuetta di Apollo. Ne nasce una lite in cui Mark Straub dichiara che rivelerà a tutti da dove il docente ha copiato gli articoli che lo hanno reso famoso.

Seconda scena
Interno. In un lussuoso albergo, stanza con vista sul Colosseo.

Mark Straub si slaccia il colletto della camicia, il caldo inizia a farsi sentire a Roma. Dalla finestra il direttore del museo ammira il Colosseo.
Intanto qualcuno infila una busta sotto la porta della camera. Contiene un biglietto minaccioso: “Bada a cosa fai! O morirai!”
Il direttore del museo non si lascia impressionare. Telefona a Lucio Silvi, un vecchio amico e noto investigatore privato. Si danno appuntamento in Piazza Navona.

Terza scena
Esterno. In un bar di Piazza Navona.

Il direttore del museo e Lucio Silvi discutono animatamente. L’investigatore è convinto che l’altro corra un serio pericolo. Arriva la segretaria dell’investigatore, Giusi Russo. Ancora si parla dei furti delle opere d’arte e ci si interroga sul misterioso mittente del biglietto.

Capitolo 4

Prima scena
Esterno. In visita ai Fori Imperiali.

L’investigatore e la sua segretaria accompagnano il direttore del museo in una passeggiata lungo i Fori Imperiali. Il direttore ammira il paesaggio con i resti degli antichi edifici, le colonne di marmo… incontra la sua segretaria, Elisa, con cui si riappacifica.
Qualcuno, da lontano, li spia e progetta di eliminare una figura scomoda…

Seconda scena
Esterno. Fori Imperiali.

Il celebre professore Francesco Peltri sta rispondendo alle domande di alcuni studenti universitari. Notando il direttore del museo Mark Staub, lo indica agli allievi come il più noto dei ladri internazionali in circolazione. I due quasi vengono alle mani ma intervengono a separarli Lucio Silvi, Elisa e Giusi Russo.

Terza scena
Esterno. Fori Imperiali.

Mark Staub si allontana in preda all’ira, seguito dalla sua segretaria e da Giusi Russo. L’investigatore si ferma a parlare con il professore e i suoi allievi.
Da lontano si sente un grido. Lui si volta e vede la sua segretaria sotto le macerie, il direttore del museo a terra ed Elisa in piedi, sotto shock.

Capitolo 5
Scena prima
Interno. Commissariato di polizia.

Lucio Silvi a colloquio con il commissario. I due decidono che non si è trattato di un incidente ma di tentato omicidio. Chi, comunque, era il bersaglio fra Mark Staub, Elisa e Giusi Rosso? E chi il misterioso attentatore?

Seconda scena
Interno. In Ospedale.

Il giorno seguente. Lucio Silvi stringe la mano della sua segretaria e tenta di farle coraggio: la gamba e la spalla fratturate guariranno nel giro di qualche mese. Nel frattempo lui cercherà di cavarsela da solo. Sente che lei gli mancherà…

Terza scena
Interno ed esterno. In una lussuosa villa. Di sera.

Il mercante d’arte, Dino Aussone, ha invitato i più noti archeologi, galleristi, professori universitari a un ricevimento per festeggiare l’inaugurazione della sua galleria d’arte. Tutti parlano dei recenti furti.
Il padrone di casa sul terrazzo, lontano da occhi indiscreti, confida a Mark Staub di avere una statua eccezionale da vendere. Il direttore del museo gli risponde che lui acquisterà solo opere con una provenienza certa. Il mercante si allontana maledicendolo: i patti devono essere rispettati! Non ha mai fatto lo schizzinoso prima…
La segretaria Elisa confessa a un altro invitato che anche lei eliminerebbe volentieri Mark Staub dalla faccia della terra.

Capitolo 6

Prima scena
Interno. Nelle sale della villa.

Studenti e studentesse universitari si divertono alla festa. Qualcuno sente le maledizioni rivolte dal mercante al direttore del museo e a qualcun altro non sfuggono i commenti della segretaria. “Mark Staub è davvero una persona con molti nemici” riflettono i ragazzi, mentre il loro professore, Francesco Peltri, sembra piuttosto angosciato. Risponde in modo sgarbato a chi fa delle domande sui suoi recenti studi. Poi con una scusa si allontana.

Seconda scena
Interno. In una sala della villa.

Squilla il telefono di Mark Staub. Qualcuno lo invita a raggiungerlo nel parco… Ombre furtive si aggirano attorno alla fontana con la statua di Venere al centro… L’investigatore Lucio Silvi ha un presentimento vedendo Mark Staub scendere i gradini che portano al parco. Corre, ode uno sparo e giunge troppo tardi!

Terza scena
Esterno. Nel parco della villa.

La polizia scientifica è alle prese con un cadavere. Il direttore del museo è stato assassinato. Un proiettile ha centrato il cuore.

Capitolo 7

Prima scena
Interno. In una sala della villa.

Viene arrestata Elisa, la segretaria di Mark Staub: accanto al cadavere è stato trovato un suo orecchino. La pistola è stata gettata nella fontana. Il detective Lucio Silvi, che si oppone all’arresto, viene invitato alla stazione di polizia.

Seconda scena
Interno. Al commissariato.

Il giorno seguente il detective Lucio Silvi cerca di convincere il commissario che Elisa non è l’assassina. Ma quest’ultimo ribatte che ci sono prove evidenti e un valido movente: i 600.000 dollari dell’assicurazione.

Terza scena
Interno. Al commissariato.

Elisa piange e si dispera. Spiega che deve aver perso l’orecchino quando è scesa in giardino. Non sa nulla della pistola. Implora il detective di aiutarla. Viene messa a confronto con gli studenti, che riferiscono le sue minacce nei confronti di Mark Staub.

Capitolo 8
Esterno. Lungo la Via Appia.

Prima scena
Qualche giorno dopo. Tutti in gita sulla via Appia. Studenti universitari, famoso professore, Dino Aussone, mercante d’arte.
L’investigatore Lucio Silvi cerca informazioni da ognuno e dichiara che ha raccolto degli ottimi indizi, che tiene al sicuro nel suo ufficio. “Gli manca solo una prova per inchiodare l’omicida…” dichiara e attende che l’esca abbia effetto.

Seconda scena
Esterno. Lungo la Via Appia.

Incontro tra il mercante d’arte Dino Aussone e Fausto Giovannelli: “Meglio agire con cautela per il momento, anche se sarebbe meglio sbarazzarsi di merce che scotta…” decidono i due.

Terza scena
Esterno. Lungo la Via Appia.

Incontro tra Dino Aussone e il professor Peltri, che rifiuta di comprare opere di dubbia provenienza. Il mercante gli augura di fare la stessa fine di Mark Staub.

Capitolo 8

Prima scena
Interno. Ufficio dell’investigatore Lucio Silvi.

L’ufficio è stato messo a soqquadro. Schedari a terra, scrivania capovolta, armadio sfondato. Ignoti hanno frugato persino in bagno. L’investigatore si dispera: come farà a risistemare tutto quanto senza l’aiuto della segretaria? Solo allora si accorge di come lei gli è indispensabile.

Seconda scena
Interno. In ospedale.

Lucio Silvi va a trovare la sua segretaria. Le riferisce l’incidente e la mette al corrente delle sue indagini. Giusi Russo ricorda di aver raccolto da terra una strana spilla, un attimo prima di essere stata investita dal crollo del muro. La consegna a Silvi, che ora ha una valida pista per catturare l’assassino.

Terza scena
Interno. In un’aula.

Francesco Peltri e gli studenti discutono dei prossimi esami.
L’investigatore incontra il professore per scoprire se ha un alibi per la notte dell’omicidio. Glielo forniscono gli studenti che dichiarano di essere stati in sua compagnia e di averlo poi accompagnato a casa. Però l’investigatore percepisce molta reticenza… e un tono di minaccia nella voce del professore.

Capitolo 9

Prima scena

Il giorno seguente. Interno. Galleria d’arte nei pressi della Fontana di Trevi.
L’investigatore va a trovare Dino Aussone. Il mercante d’arte commette un errore: non spegne il computer e lascia la sala. L’investigatore prende nota del nome del mittente di una mail compromettente…

Seconda scena
Interno. Ufficio dell’investigatore.

Il commissario incontra l’investigatore. La polizia brancola nel buio: non gli rimane che sondare cosa ha scoperto il più bravo detectve di Roma. I due si scambiano informazioni. “Questa spilla rivela chi è l’omicida, ma qualcuno gli fornisce un alibi di ferro” dichiara Lucio Silvi al poliziotto. Quindi gli parla del mercante d’arte e dei suoi complici, i ladri degli antichi reperti.

Terza scena
Interno. Al commissariato.

Il professor Peltri , messo alle strette, confessa. Quella spilla speciale, che l’ordine degli archeologi dona ai più illustri studiosi, prova che è stato lui a tentare di uccidere Mark Staub ai Fori Imperiali. E a quel tentativo andato a vuoto ne è seguito un altro nel parco della villa di Dino Aussone. Riuscito, stavolta. “Lo aveva minacciato di rovinargli la carriera, disonorarlo, e lui non poteva certo permetterlo…”. Il professore ammette anche di essere stato lui a mettere sottosopra l’ufficio di Silvi. Sapeva che la spilla l’avrebbe tradito. L’aveva cercata ovunque, ma non avrebbe mai immaginato di averla persa ai Fori Imperiali! Quanto al biglietto di minacce, era stato facilissimo farlo scivolare sotto la porta della stanza di Mark Staub. Un gesto inutile perché ormai il direttore del museo era intenzionato a tradirlo… bisognava chiudergli la bocca per sempre!

Capitolo 10

Prima scena
Interno. In una sala del municipio.

L’investigatore Lucio Silvi riceve durante una cerimonia ufficiale una medaglia e un assegno cospicuo perché è riuscito a far recuperare numerose opere d’arte. Accanto a lui, sorridente, Giusi Russo.

Seconda scena

Interno. Nuovo ufficio dell’investigatore.
Lucio Silvi siede su una poltrona di vera pelle. Il pavimento è di marmo e le librerie alle sue spalle sono di mogano. L’addetta alle pubbliche relazioni, Giusi Russo, si affaccia alla porta. Lui le corre incontro e l’abbraccia. “Allora hai deciso la data?” le chiede…

Terza scena
Esterno. Nel parco di un rinomato ristorante. Buffet di matrimonio.

Studenti universitari fanno ressa attorno ai tavoli imbanditi. Commenti sulle specialità offerte agli ospiti. Intanto Lucio Silvi e la moglie Giusi Russo tagliano la torta nuziale fra gli applausi dei presenti. Qualcuno mormora che, grazie a loro, il furto delle opere d’arte è stato interrotto.
I due si sorridono felici e guardano l’antica Via Appia che si snoda fra il verde. La campagna romana risplende in tutta la sua dolcezza.

Per saperne di più: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Il libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone; Mistero a Roma, Daniela Folco, Cideb-De Agostini.



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Finalmente anch’io sono una raccomandata!

La mia micia vi consiglia un’esperienza interessante: acquistare due videoebook. È un modo straordinario di vivere l’ebook.

Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco. (Li trovate su www.autostima.net)

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Auguri! auguri! auguri!

Buona Pasqua e tanta voglia di leggere e scrivere!

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Come guadagnare scrivendo racconti

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I dati sulla lettura in Italia sono preoccupanti: registrano un calo spaventoso. Io stessa leggo meno. Facebook, la promozione in rete dei miei libri, la scrittura di nuovi testi mi portano via molto tempo.

C’è anche un fattore nuovo. Più vengo bombardata dalla pubblicità che vorrebbe costringermi ad acquistare l’ultimo thriller, la straordinaria saga fantasy, l’incredibile romanzo rosa… più provo un senso di nausea. C’è una folla di autori alla mia porta. Mi puntello contro e non rispondo a nessuno.

Grave crisi, eppure qualche editore non vuole accorgersene. L’immagine dello struzzo con la testa nella sabbia calza a pennello. Da anni ho l’impressione che il digitale contribuisca al cambiamento.

Al Salone del Libro di Torino non mi sono mai lasciata sfuggire i laboratori per bambini. Quando ho visto mamme entusiaste perché a cinque anni i figli imparavano a leggere e contare con i tablet, ho capito che era in atto una rivoluzione.

Tutte le illustrazioni dei libri cartacei, per quanto raffinate, non potevano e non possono competere con i nuovi mezzi.

Ho fatto progetti di libri digitali per parecchi editori. La risposta è sempre stata negativa. “No, si vendono poco… è un mercato di nicchia” ripetevano.

Bene, quello che ho cercato di realizzare ora è diventato una realtà, grazie alla Rizzoli. La casa editrice parte con trenta fiabe classiche realizzate in un modo straordinario: possibilità di ascoltare il testo recitato da attori, altri effetti e possibilità di interagire con l’ebook. Il tutto per tablet e smartphone.

Perché vi racconto tutto questo?
Perché per voi, scrittori in erba, si sta aprendo un nuovo mondo. Se puntate sul digitale, potrete davvero diventare dei professionisti.

Tip, ovvero consiglio magico
Per avere successo, un’unica condizione. Oltre al talento, è necessario che abbiate in mano il mestiere. Ciò si raggiunge solo imparando a scrivere. Quindi, no a storie che sono solo miseri riassunti. No ad ambientazioni che non trasmettono emozioni. No a personaggi da operetta. No a uno stile ottocentesco, una principale e cinque subordinate.

Ci sono tante scuole di scrittura creativa. Le migliori sono costose. Potete affidarvi a un corso on-line (anch’io ne tengo uno, basta scrivermi: danihawksheepeagle@Libero.it) o potete leggere dei manuali di scrittura creativa.

L’ebook Scrivere Storie Brevi vi permetterà di imparare a impostare e sviluppare la vostra storia. Si tratta di un corso completo, ricco di tanti consigli e informazioni utili.

Non lasciate decidere al destino. Se vi piace scrivere, è giunto il momento di tentare la sorte. Auguri! E Buona Pasqua.

Per saperne di più: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone (li trovate su Amazon).

Ps. Invio un messaggio a una cara lettrice. Cara Laura Tentolini, ti ringrazio per gli auguri che contraccambio di cuore. Anche se non ci mandiamo messaggi, ti sento molto vicina. Grazie.

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Trucchi per scrivere un libro

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Ogni volta che inizio un nuovo corso di scrittura creativa, qualcuno mi confessa che ha tante idee, inizia a scrivere e poi si blocca.

Tip, ovvero consiglio magico

A chi è agli inizi consiglio di farsi condurre da un libro. Non si tratta di copiare un testo, ma di scegliere una guida.

Lavoro soprattutto nel campo dei libri per ragazzi e c’è stato un momento in cui ne dovevo scrivere cinque in un breve lasso di tempo. Ero molto stanca, avevo iniziato una storia di mostri e mi ero impantanata.

Un libro di un’autrice inglese mi è venuto in aiuto. Aveva una protagonista pestifera, proprio quello di cui avevo bisogno. Infatti, da ragazzina e per il resto della vita sono rimasta una persona con una spiccata propensione a essere tale. Conservo da qualche parte questo atteggiamento infantile tanto utile a un narratore.

I bambini non amano protagonisti leziosi, tutto casa e scuola, e che dicono sempre sì. No, i loro eroi sono i ribelli alla Gian Burrasca. E quindi anche la mia protagonista assunse quelle caratteristiche.

La bambina dell’autrice inglese aveva uno scopo: non far vendere alla zia la sua antica dimora. Mi chiesi quale obiettivo potesse avere la mia Ermi. Facilissimo: lei avrebbe impedito al padre di demolire il loro albergo. Abito in Liguria e la preservazione della bellezza è un tema fondamentale. La speculazione edilizia ha provocato catastrofi.

Dunque, avevo trovato la protagonista, il fratello, la madre, il padre, i nonni, un maggiordomo bizzarro e una serie di personaggi minori. Mentre strutturavo la trama, tenevo presente lo schema del libro inglese. Lì c’erano degli zii, due fantasmi, una vecchia armatura arrugginita, altre figure.

Al posto dei fantasmi, ho scelto degli extraterrestri. Dei veri mostri, ma bonaccioni.

Il quadro era preciso. Avevo i personaggi e l’ambientazione. Poi ho controllato quante scene c’erano nella mia fonte d’ispirazione e ne ho ricavate altrettante, più o meno della stessa lunghezza. Ho segnato quanti dialoghi interrompevano l’azione. Ma sono stata molto attenta a non inventare nulla di simile. C’era solo un punto in comune: come la bambina pestifera vedeva il mondo. Ed era quello che mi era piaciuto in Casa sotto spirito di Angie Sage. Entrata nello spirito del personaggio, mi è risultato facile finire il romanzo.

Se siete a corto di idee, credo sia un buon metodo. Però non dovete copiare la struttura di sana pianta.
1. non bisogna usare gli stessi personaggi;
2. non bisogna copiare le ambientazioni;
3 non bisogna copiare le scene;
4 non bisogna ripetere i dialoghi;
5 non bisogna dare le stesse motivazioni ai personaggi.

In effetti, potete solo trarre ispirazione da un collega romanziere.

Nulla si percepisce di più della freschezza di una storia, una storia tutta vostra, incantevole come un nuovo mattino.

Per saperne di più: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

Lettura consigliata: L’albergo dei mostri, Daniela Folco, casa editrice Ardea.

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Sopravvivere alle fiere del libro

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Visitare una fiera del libro non è un’impresa facile. Ve l’assicuro. Sono affezionata a quelle di Torino e di Bologna in particolar modo. Ci vado da anni e ogni volta ne esco distrutta.

Non so cosa mi affatichi di più. Formulo varie ipotesi: la massa di persone che affollano gli stand mi dà un senso di vertigine.

Tutto diviene difficile: code estenuanti per un panino, per pranzare al self service, per procurarsi una bibita, per arrivare a un servizio igienico, per trovare un posto dove sedersi…

Tip, ovvero consigli magici

Come c’è un modo per imparare a scrivere un buon romanzo, così ci sono dei trucchi per sopravvivere alle fiere del libro.

Ad esempio, alla fiera del libro di Torino è meglio andarci il giovedì, il venerdì e il lunedì. Da evitare il sabato e la domenica, giorni in cui sembra di essere in una bolgia infernale.

Un altro consiglio che mi sento di darvi è di non limitare la visita a un solo giorno. In un tempo così breve vi affannerete a voler vedere tutto col risultato di ricavare un’impressione superficiale.

Invece due o più giorni vi permetteranno di scoprire tesori nascosti. Molti non lo sanno, ma sono soprattutto le conferenze, gli incontri con gli autori che rappresentano il sale di queste manifestazioni. Una comoda poltrona, l’aria condizionata, un sommesso brusio e poi il silenzio interrotto solo dalle parole degli scrittori vi regaleranno preziosi momenti di riflessione.

Via, via dalla pazza folla! Le sale conferenze sono un approdo sicuro dove sempre si impara qualcosa. Il popolo di chi ama i libri si sente più saldo, meno solo di fronte alla moltitudine composta da chi non legge nemmeno un libro all’anno.

Un altro suggerimento che vi offro è quello di concedervi delle pause. Non siate stoici: non potete visitare tutti i padiglioni come in una corsa ad ostacoli. Gli ostacoli sono rappresentati da chi vi calpesta, dai bambini che vi colpiscono con odiosissimi palloncini colorati, da ragazzini schiamazzanti, da gente che urla disperata il nome del figlio, del compagno, del figlio, del marito…

Quando sentite che avete voglia di mettervi a urlare, uscite un attimo per una boccata d’aria. A Torino ci sono degli scalini, duri e scomodi, ma si vedono le bandiere vibrare al vento e, se è una giornata di sole, potete chiudere gli occhi e sentire il tepore sulla pelle. La vita è sempre meglio di qualsiasi finzione letteraria.

Ora passo a piccoli trucchi perché non soffriate la fame e la sete. Di solito mi premunisco e porto in borsa una bottiglia d’acqua minerale e un panino. Se non avete nessun genere di conforto, come scattano le 11,30 precipitatevi al self service. Facile da rintracciare a Torino, difficilissimo da reperire a Bologna. Per raggiungere entrambi si sale sulle scale mobili. Verso le 12 la coda è appena iniziata e non dovreste avere difficoltà. Dall’1 in avanti sarà chilometrica, incomincerete ad avere male ai piedi e alla schiena, i bambini si metteranno a piangere, inizierete a soffrire per una feroce emicrania, tutti vi spintoneranno, l’acqua minerale sarà calda come… di cavallo. Un supplizio pagato a caro prezzo. Quest’anno il biglietto di Bologna costava 25 euro!

Sì, un prezzo esagerato per un posto dove è facile perdersi. Solo all’entrata ho visto un punto Informazioni. E mi sono davvero persa. Ho camminato dal padiglione 16 al 33 e alla fine se non ci fosse stato un signore in maschera, cappello a tricorno, panciotto damascato, pantaloni a sbuffo e ghette, che mi ha accompagnato verso l’uscita, sarei rimasta lì, tra lo stand della Romania e quello della Bulgaria in preda al panico. E sapete perché questo succede? Perché una mente diabolica sovrintende alla distribuzione dei numeri dei padiglioni delle fiere del libro. Una persona normale numererebbe i padiglioni dall’1 in avanti. E invece a Bologna non capita così. Guardate nella foto che razza di numeri ci sono!

Cosa ci volete fare il destino è beffardo: uno visita una fiera con lo scopo di riempirsi gli occhi di copertine e per scovare libri interessanti, invece si trova coinvolto in un corso di sopravvivenza.

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