Successo assicurato con i romanzi autopubblicati

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Il titolo del post è promettente. Non, non c’è nessun inganno. Ne sono proprio sicura. Alle scrittrici e scrittori che decidono di scrivere romanzi la strada verso il successo è in discesa. A un paio di condizioni, però.

Tip, ovvero consigli magici

1. Bisogna conoscere a fondo il genere a cui appartiene la storia che si scrive. Quindi occorre aver letto tanti libri.
Vi spiego. In questi giorni sto lavorando su un testo di miti, da consegnare entro la fine dell’anno.

‘Normale routine’ penserete ‘dal momento che sono molti anni che fai questo mestiere e hai tante pubblicazioni alle spalle.’

Sfato un mito: ogni libro è difficile, né più né meno come il primo. Certo, con il tempo si diviene più scaltri, però basta cambiare tipo di storia e si ricomincia da capo.

2. Cosa sto facendo per impossessarmi dei trucchi necessari a portare avanti il lavoro? Leggo, leggo e ancora leggo. Ma non solo leggo entusiasmandomi per la grandiosità delle scene o la potenza delle immagini evocate. Faccio un elenco delle strategie usate.
a. Tengo a mente il rapporto dialogo/esposizione.
b. Analizzo le scene d’azione.
c. Controllo come iniziano e come terminano i capitoli.
d. Cerco di impadronirmi dei temi ricorrenti e, soprattutto, dello stile usato.

Nel genere “racconti mitologici” l’esposizione, cioè la narrazione dei fatti, ha una parte preponderante. I dialoghi affiorano solo per accentuare le vicende. Sono brevi, con battute precise, volte ad aumentare la tensione narrativa. Però esistono, eccome. Sarebbe un grave errore non introdurli.

Le scene d’azione sono cariche di pathos e puntano allo straordinario: combattimenti fra eroi e creature mostruose; lotte impari fra personaggi della stessa razza o di razze diverse; azioni da parte di dei, maghi, figure ultraterrene di ogni genere.

L’andamento dell’inizio e della fine dei capitoli è simile ad altri generi letterari. Di solito, a un inizio lento segue un aumento di tensione che culmina in qualcosa di straordinario. Segue lo sviluppo della situazione e il finale a sorpresa. Il lettore, cioè, è posto di fronte a una serie di domande: si salverà il protagonista?; cosa succederà ora?; supererà l’eroina la dura prova?…

La parte più ardua nella preparazione alla scrittura consiste nell’impossessarsi dello stile particolare che caratterizza ogni genere letterario.

Mi ricordo, in proposito, un terribile fiasco. Ho iniziato la mia carriera come traduttrice. Una importante casa editrice mi affidò molti anni fa la traduzione di un romanzo. Mi ero appena laureata in Lingue e Letterature straniere moderne. Avevo letto centinaia di saggi e per almeno cinque anni pochi romanzi. Conoscevo bene l’inglese, lingua che avrei dovuto tradurre in italiano… ma il risultato della mia fatica fu deludente. Il libro venne ugualmente pubblicato. Il redattore dopo avermi convocato mi restituì un originale pieno di correzioni. La mia traduzione era così scadente che avevano dovuto farla rivedere.

Cosa era successo? Una cosa semplice, semplice: non avevo alle spalle il bagaglio culturale necessario a rendere in un buon italiano le frasi dell’autore americano. Tragitto invece che viaggio, confabulare al posto di chiacchierare… cose così, che sommate, rovinavano la storia.

Sapevo bene perché mi era successo. In testa mi erano rimaste le espressioni ottocentesche dei romanzi della mia giovinezza, non conoscevo termini moderni. Anzi, pensavo che un linguaggio “forbito” mi avrebbe fatto fare una bella figura.

In definitiva è importante avere qualcosa da dire, come ha sottolineato Jack London, ma soprattutto è indispensabile esprimerlo con le giuste parole.

Con questo consiglio vi lascio fino a settembre. Ho bisogno di una pausa, di silenzio e momenti di riflessione. Internet introduce nella mia giornata troppa superficialità, mi toglie la concentrazione necessaria.

Buona estate a tutti. Un abbraccio e una raccomandazione: leggete, leggete e ancora leggete prima di mettervi a scrivere.

Per iniziare a scrivere, testi consigliati: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore e i tanti testi di scrittura creativa che trovate in rete.

Per meditare e acquisire consapevolezza: Popol Vuh, il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

Per leggere con i bambini: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, La Medusa Editrice; Vladimiro… un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, casa editrice Ardea; A spasso tra i miti, Daniela Folco, casa editrice Ardea; L’albergo dei Mostri, Daniela Folco, casa editrice Ardea; Le mille avventure di Ulisse, raccontate da Daniela Folco, casa editrice Ardea; Le mille avventure di Enea, raccontate da Daniela Folco, casa editrice Ardea.

 

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Imparare a parlare ai bambini

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In questi giorni affronto l’esperienza di condividere con altri un pezzetto di spiaggia.

Non è un’impresa facile, no certo. Anche se mi stendo sui ciottoli non prima delle sei del pomeriggio, momento in cui la gente inizia ad andarsene, provo una vaga angoscia di fronte al formicaio umano. Quello che più mi infastidisce sono le urla dei bambini.

Per scudo ho un libro a portata di mano, occhiali scuri e il cielo come confine. Non sempre riesco a trovare forza e pace nella lettura. Molti ragazzini invocano la mamma, altri si azzuffano con fratelli o cuginetti, diversi strillano afflitti da improvvise sciagure.

Mi viene spontaneo chiedermi: “Perché i genitori non dedicano un po’ di amore alle creature disperate?”

Tip, ovvero consiglio magico

Alle mamme che gridano minacce ai figli vorrei consigliare di parlare con i bambini. Sì, avete capito bene, semplicemente parlare. Non serve, infatti, promettere castighi, perdere la pazienza e urlare a più non posso. Ci vuole comprensione, molta comprensione e dolcezza. Contattare il mondo dell’infanzia non è facile. Voi, donne adulte, avete ormai perso il sentiero per questo regno favoloso. Non potete capire che dolore immenso possa rappresentare la perdita di una biglia o lo spintone di un ex-amico. Avete bisogno di strumenti per trasformare un viso bagnato dalle lacrime in un uno imbronciato, pronto ad aprirsi a un sorriso.

Quali strumenti, quali strategie, quali aiuti? I libri, care. Meglio ancora: gli ebook. Ormai un tablet costa poco e ci potete caricare un’intera biblioteca. Ritagliatevi un’oretta di lettura in riva al mare con vostro figlio. Calme, sorriso a fior di labbra, vi scambierete emozioni che scaturiscono da un contatto profondo. Potete essere voi a leggere il testo ad alta voce, oppure potete scambiarvi il ruolo di lettore. Un bambino non solo ha bisogno di carne, verdura, frutta, ma ha soprattutto necessità di sviluppare i propri talenti creativi. Le storie sono una linfa vitale. Molti pediatri consigliano di leggere e mostrare libri ai piccini fin dal primo anno di vita.

Tramite le storie forse riuscirete a far capire a due fratelli litigiosi l’importanza del volersi bene. A un piccolo capriccioso potete insegnare la magia dell’accontentarsi di quello che si ha.

Dare amore ai figli ha mille sfaccettature. Quella del donare il proprio tempo, l’attenzione amorevole, la serenità… è importante per voi e per loro. Non permettete che le giornate si trascinino in un vuoto pieno di frastuono. I rituali sono sempre gli stessi: grida al mattino per prepararsi per la spiaggia, urla in acqua e sulla battigia, richiami per tornare a casa per pranzo. Seguono breve sosta e di nuovo la corsa affannosa per il mare. Mai pace, mai un attimo di silenzio e riflessione.

E intanto si impara a non comunicare, a diventare estranei gli uni agli altri. Può succedere di vedere il proprio figlio con un’espressione triste in volto e non si ha il coraggio di fare domande.

Ci sono dei libri che aiutano a capire quello che avviene. Aiutano, soprattutto, a intavolare un discorso.

Certo, nella vita, non si smette mai di imparare. Sapere comunicare con gli altri è un dono straordinario, proprio come quello di riuscire a scrivere. Parlare ai bambini è un compito delicato, ma se ci riuscite avrete salvato voi stessi dall’abisso rappresentato dall’incomprensione. E’ vero, i figli bisogna lasciarli volare con le loro ali, che devono però essere forti. Quando ci si ascolta a vicenda, si entra in un cerchio magico.

Ascoltare la vita è il primo compito di un buon scrittore, ma anche quello di un genitore sensibile. Ascoltate i bambini, sentite con il cuore quello che non osano dirvi. Ci sono infanzie felici, turbate da eventi drammatici. Sta a voi capire cosa sta succedendo.

Di una cosa sono certa: non serve fare domande dirette: “Perché hai sempre il broncio? Perché non esci a giocare con gli amici?” Un bambino si chiuderebbe a riccio, affrontato in questo modo diretto. Invece, creare uno spazio di confronto come quello offerto dal leggere insieme, permette di fare affiorare tanti problemi.

Ad esempio, una storia che parla di bullismo consente al ragazzino di fare luce su un’esperienza dolorosa. Potrebbe avere la forza di dirvi che i compagni sono aggressivi, che il fratello lo odia, che qualcuno lo prende di mira, che soffre molto.

Quelle che per un bambino sono difficoltà insormontabili possono essere superate con l’aiuto di un adulto. Ecco perché è importante parlarsi. Non ci si stringe solo con le braccia, ma anche con le parole e il sorriso.

Ebook consigliato: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, La Medusa Editrice.
Reperibile su Amazon.

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