App per bambini: piccoli lettori crescono

Sono convinta che il numero dei lettori stia diminuendo e che si debba fare qualcosa, subito, per aiutare i bambini a innamorarsi della lettura.
I pedagogisti consigliano di leggere storie ai piccini fin dalla più tenera età. Anche i pediatri dell’Associazione Nati per Leggere insistono sulla necessità di leggere loro storie.

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E sono anche convinta che la battaglia per acquisire nuovi lettori sia fondata sulle nuove tecnologie digitali: tablet, smartphone e iPad.

Al Salone del Libro di Torino, vado sempre a visitare i laboratori per bambini. Una meraviglia osservarli smanettare sui tablet con la perizia di esperti navigatori.

Lì, mi rendo conto che il futuro è nelle storie inserite in quei magici quadrati. Un clic o il tocco di un dito aprono mille universi. Io stessa, adulta ed esperta della vita, rimango affascinata come se avessi gli occhi di una bambina.

Vado matta per le app. Questo lo devo proprio confessare. Quelle che poi mi fanno interagire con la storia mi donano la gioia di muovermi in territori sconosciuti. Sono entusiasta di porte che cigolano, di personaggi che urlano, di altre dimensioni che si presentano improvvise.

Santo Cielo! La fantasia dei creatori di app non ha limiti. Ed è trascinante.

Ora, quando scrivo storie, non posso fare a meno di immaginare attività e giochi collegati al mio testo.

Se penso ai libri scolastici così noiosi, da medioevo, mi viene un nodo in gola perché si dovrebbe imparare divertendosi.

Del resto, anche molti libri cartacei sono ormai del tutto superati. Come pensare di proporre ancora il libro Cuore e tutti gli altri classici della letteratura infantile? La mamma va al supermercato ed ecco che acquista L’Isola del tesoro o Piccole donne in una traduzione dall’originale dell’Ottocento.

Quando, durante i laboratori tenuti nelle scuole, chiedo ai ragazzini se li leggono, questi libri, la risposta è sempre no. E sapete perché? Perché, primo: i bambini non sanno il significato  delle parolone ottocentesche.  Secondo: si annoiano a morte a leggere periodi lunghissimi.

Invece, considerate le app: frasi corte, dialoghi vivi e trame con mille e mille snodi. Proprio un altro mondo.

Volete che i vostri figli siano educati alla creatività e al pensiero critico? Piuttosto risparmiate sulla carne, ma non fate mancare loro il cibo della mente: i libri digitali.

-Sì – mi direte, – ma  cosa  compro?

Potreste partire con il mio ebook, Mille grazie, Babbo Natale! e passare a una app davvero carina: Basileo, link Basileo.makeitapp.eu, dell’illustratore Giuseppe Ferrario e dello scrittore Demetrio Bargellini.

I miti greci sono rivisitati con storie divertenti e interattive. Cioè il ragazzino può interagire con i personaggi, sperimentare giochi  e ascoltare la storia oltre che in Italiano anche in  Inglese, Francese e Spagnolo.

Niente male, vero?

Pensate alle giornate di pioggia, a bambini che si trascinano da una stanza all’altra con musi lunghi. Accendono il televisore e non ricevono stimoli: cartoni animati di infimo livello, che sembrano fatti apposta per bassi quozienti intellettuali. Poi naturalmente iniziano a litigare, a tirarsi i capelli, a urlare… Una situazione da far venire il voltastomaco.

E se… e se invece ci fosse un iPad che li diverte, che racconta loro le avventure di antichi eroi, che suggerisce  le prime parole di una lingua straniera…

2,99 euro non sono niente rispetto alla pace ritrovata e al piccolo seme dell’amore  per la lettura, che ha bisogno di nutrimento, come noi, adulti, abbiamo bisogno di lasciare il mondo in una condizione migliore di quella in cui  l’abbiamo trovato alla nascita.

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Scrivere un post

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Visto che sono arrivata a superare quota 100 post, festeggio regalandovi alcuni consigli.

Per prima cosa vi confido che ho scoperto che, come scrittori di post, potreste  ricavare qualche soldino dalla vostra attività.  Ci sto tentando anch’io.

Dunque, c’è www.freelancer.com che offre un sacco di opportunità. Piccolo difetto: dovete sapere scrivere in inglese.

Per una settimana ho cercato di convincere un indiano ad assumermi per un guadagno miserrimo: 2 dollari per ogni post di 500 parole.

Ogni giorno, alle 10 in punto, l’ipotetico datore di lavoro mi mandava una mail.  Conteneva una sola domanda del tipo: “Ha collaboratori?” Poi spariva per l’intera giornata e si rifaceva vivo il mattino seguente con una sola altra domanda. Al settimo giorno è sparito dalla circolazione. Nel frattempo qualcuno dall’Africa mi avvertiva che avevo ricevuto una grossa eredità. Quindi una segretaria della Banca Europea diceva di avermi inviato la ricevuta di 5.650 dollari nell’allegato che avrei dovuto aprire…

Questo per sottolineare che non è facile trovare lavoro in internet, le truffe sono all’ordine del giorno. Comunque vale la pena tentare. Però bisogna farlo da professionisti e se si dice che si è degli abili scrittori di post bisogna esserlo davvero.

Primo tip magico

Lo stile con cui si scrive è fondamentale. Anche se avete tre lauree alle spalle e smaniate dalla voglia di usare frasi tipo: aveva rimosso lo zucchero, il suo atteggiamento ossessivo-compulsivo nei confronti del saccarosio, induceva il suo subconscio a far affiorare una libido sfrenata nei confronti del suddetto elemento… Controllatevi, per carità! Basta semplicemente dire: Adorava  lo zucchero.

La regola fondamentale che dovete tenere presente è che voi, VOI, siete al servizio del lettore e non viceversa! Quindi stile semplice, frasi brevi, spunti interessanti.

Secondo tip magico

L’aggettivo interessante svela un mondo. Cioè illustra il rapporto tra voi e il lettore di post in internet. Il vostro interlocutore cerca informazioni su un determinato argomento. Non cerca quattro chiacchiere a buon mercato. In linea di massima ha bisogno di aiuto, ha bisogno di un consiglio sicuro, pratico, efficiente.

Terzo tip magico

Il post deve essere organizzato. Prima di iniziare a scriverlo dovete aver raccolto le informazioni, steso i punti forza e organizzato la conclusione.

Immaginiamo che un autosalone abbia un blog indirizzato alla vendita delle proprie auto e che vi sia stato affidato il compito di scrivere dei post.

Non dovrete far altro che presentare le auto in vendita, le loro caratteristiche, i giudizi dei clienti, il miglior prezzo… In questo caso le immagini lavoreranno per voi.

La chiave del successo è nella parola: informazioni. Tre righe per ogni auto sono sufficienti sotto la foto della vettura. Qualche piccolo box. Cinque  righe di conclusione basteranno per stabilire una presentazione che darà i suoi frutti. Quante persone che vendono prodotti non si sono ancora accorte delle potenzialità del web!

Quarto tip magico

Nello scrivere un post vi conviene seguire un ordine prestabilito. Partite dal titolo. Elemento fondamentale, chiarisce subito l’argomento del post.

Il mio titolo, scrivere un post, dice che tratterò questo tema. Sarebbe piuttosto sconclusionato se  nella prima riga mi mettessi a discutere sulla frequenza degli uragani alle Bahamas…  Di solito la prima frase di un post richiama il titolo, non scordatelo! Altrettanto sbagliato sarebbe se a metà post cambiassi argomento e trattassi dei problemi dei bulimici. Insomma il titolo vi dà la linea da seguire fino alla fine, dove un richiamo all’argomento trattato risulta assai utile.

Quinto tip magico

Non bisogna sottovalutare anche l’aspetto grafico. Osservate il mio post: ci sono degli stacchi fra riga e riga. Li uso quando cambio argomento, così facilito il lettore. Anche inserire dei titoletti (ho usato: primo tip magico, ecc, ecc) aiuta la lettura.

Un altro piccolo accorgimento è quello di evitare post troppo lunghi. Se avete molto dire, vi conviene spezzare gli argomenti. E’  meglio chiudere un discorso e iniziarne un altro in un post successivo.

Sesto tip magico

Come per  imparare a scrivere i romanzi, anche l’arte di scrivere post si apprende leggendone molti e scrivendone altrettanti.

Mi è servito molto tenere questo blog. Senz’altro le difficoltà sono diminuite come pure i tempi di scrittura. Perciò vi consiglio di fare come me e di allenarvi a scrivere con un vostro blog. Chissà che poi non riusciate a vendervi sul mercato internazionale?

 

 

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