Un libro ti salva la vita

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“Non ti pare di esagerare?” penserete. No cari, è proprio così. Ora vi rendo partecipi di un piccolo episodio a conferma di quanto ho affermato.

Dunque, parecchi anni fa ero al Salone del libro di Torino e stavo male. Troppa calca, troppo caldo, troppo rumore. Mi sono rifugiata nello stand di Nati per Leggere, un’associazione di pediatri che favorisce la lettura fin dai primi anni di vita.

Vedere le copertine dei libri per bambini mi ha rinfrancato. Dopo che mi sono stesa sulla moquette e ho iniziato a leggere, mi è sembrato di rinascere.

Vero che un sacco di gente mi passava davanti, qualche marmocchio è pure inciampato sui miei piedi, ma le immagini e le storie costituivano una barriera invisibile.

Questa è la dimostrazione che concentrarsi nella lettura di un libro ha effetti portentosi.

E sapete quali libri leggevo?
Ma naturalmente i testi di Leo Lionni.

“Noooohhh!” esclamerete.

Eh, già, proprio così. Avevo tra le mani dei testi pericolosissimi, roba da trasformarmi all’istante in una borderline, una sbandata, una nemica della società civile…

Difatti, il sindaco di Venezia, Brugnaro, in questi giorni li ha fatti togliere dalle scuole e asili assieme ad altri 48.

Sarò onesta: vi confesso che detesto ogni tipo di censura. Quindi sottrarre dei libri a dei bambini mi sembra delittuoso. E dirò anche di più. Grazie a una testardaggine innata, che fa proprio parte del mio DNA, non sono ubbidiente. Se non voglio fare una cosa, non la faccio. Mi ritengo una persona davvero libera.

Costruirsi una tale identità non è facile, però certi libri aiutano. Sì, ci sono storie per addormentare il cervello dei piccoli e ci sono storie che risvegliano l’intelligenza.

Le storie di Leo Lionni appartengono a questa seconda categoria.

Ricordo il momento in cui ho preso in mano Pezzettino. Mentre sfogliavo le pagine, il mio stupore cresceva. Il dialogo tra testo e immagini era perfetto, come del resto il tema, la ricerca dell’identità, risolto con semplici frasi, ma profonde.

Che dire poi di Piccolo blu e piccolo giallo, la storia di due colori che s’incontrano, giocano, s’abbracciano, formano piccolo verde e si vogliono bene.

Santa pace! Un tema davvero scandaloso. Mai dire ai bambini che la gioia di vivere consiste nella condivisione, nell’aiuto reciproco, nelle piccole cose, come gli abbracci, che sono il sale della nostra vita.

Che dire d’altro, mi ritengo fortunata perché il destino mi ha permesso di trovare gli album di Lionni. Senz’altro mi hanno reso una persona migliore.

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