Libri per bambini piccoli

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Quando si capisce che le porte per pubblicare un libro sono proprio chiuse, si possono fare tre cose: rinunciare a scrivere e pubblicare; pubblicare il proprio testo su piattaforme come Amazon; fondare una casa editrice per autopubblicarsi.
Fra le tre decisioni sconsiglio la prima.
Perché rinunciare a un sogno? Scegliete le altre due soluzioni alternative.

In fin dei conti se vi dà gioia scrivere storie, già possedete l’energia necessaria.

Come in tutte le cose, vi manca l’esperienza. Iniziate a leggere i manuali di scrittura creativa, iscrivetevi a qualche corso, pubblicate i vostri racconti su un blog. E fate attenzione ai commenti dei lettori.

Qualche giorno fa mi è successo di leggere su FB un post con i lamenti di un esordiente scrittore che si lagnava delle aspre critiche ricevute su Amazon.

Eh, cari. Pubblicare vuol dire anche affrontare i giudizi negativi. E non bisogna disperarsi, ma prendere le contromisure opportune.

Infatti, a scrivere bene si può imparare. Basta volerlo fare senza sprofondare in un lago di autocommiserazione. Se qualcuno vi fa capire che scrivete da cani, non dovete prendervela e cercare di ribattere. L’obiettivo sarà piuttosto offrire un testo migliore, magari con un altro filone narrativo.

Potreste iniziare con testi per bambini piccoli: gli albi illustrati.

Se siete i maghi dell’illustrazione, troverete tante porte spalancate perché gli editori sono sempre in cerca di bravi illustratori.

Non è difficile costruire una buona trama per piccoli lettori.
Innanzitutto, vi conviene leggere il più possibile di quanto offre il mercato.

Capirete subito che i testi sono semplici, semplici.
Poche frasi per pagina.
Più dialoghi che descrizioni.
Le parole sono a corredo delle immagini.

Le storie sono costruite su incontri, un problema da risolvere, qualcosa che succede a qualcuno…
State attenenti, però, a non scrivere storie sciocche, come sono sciocchi gli adulti che cercano di parlare come i piccini… Credo ne abbiate incontrati anche voi tanti.

Ma soprattutto, cari, non usate una parola che i bambini di quattro anni non capirebbero. Quindi “Tommy entra a scuola” e non nell’edificio scolastico. “Tommy mangia una buona pappa” e non un succulento pasto. “Tommy accarezza Toby” e non Tommy allunga la manina sul dorso del cagnetto Toby.

Un’altra cosa da tenere presente è che gli albi illustrati presentano testi corti. In ogni pagina capita qualcosa e tutto si conclude con un sorriso nel giro di poche pagine.

Evitate finali con riflessioni abbastanza noiose del tipo: “Fu così che Tommy imparò il vero valore dell’amicizia…”
Il bambino non vuole imparare niente, vuole divertirsi sentendosi raccontare la storia o leggendola da sé. Rispettatelo e forse riuscirete a farlo diventare un appassionato di storie.

Manuali di creative writing consigliati: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore
Esempio di racconto breve per bambini: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, casa editrice La Medusa.

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