Far leggere i bambini

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Sono d’accordo con lo scrittore Jack London che ha dato questo consiglio agli aspiranti scrittori: “Scrivi solo quando hai qualcosa d’importante da dire”.

Ecco spiegato il motivo perché ho smesso di pubblicare post per un po’ di tempo. Quest’anno ho scritto otto libri, un paio in inglese come ghostwriter e altri in italiano. La concentrazione è tutto per una scrittrice che vuole lavorare come una professionista. Quindi non sono riuscita a creare storie e contemporaneamente tenere vivo il sito www.imparareascrivere.it.

Ora che il caldo è soffocante e la stanchezza si fa sentire, riprendo il dialogo con voi.
In realtà, è più un monologo, ma io vi sento ugualmente vicini…

Il tema di questo post è la necessità di preoccuparsi dei propri figli. E’ importante curarsi di loro fin dalla nascita: credo che tutti siano d’accordo su questo punto. Però a qualcuno sfugge che il genitore ha anche il dovere di aiutarli a crescere. I primi anni di vita servono per gettare i semi per un buon futuro.

Cosa significa un buon futuro per un bambino? Se puntate solo a che diventi ricco e bello, siete un po’ ingenui. Non bastano queste due conquiste per garantirsi una vita felice. In giro ci sono milioni di ricchi e belli infelicissimi.

Cosa è mancato? Cosa non hanno ricevuto da piccoli? Forse una giusta maturazione emotiva. Quanti narcisisti, infantili, quanti border line, quanti psicotici, ansiosi, depressi… incontriamo ogni giorno.

Gente che non legge libri non impara ad approfondire gli argomenti, ha scarsa fantasia, non comprende a fondo gli altri, non sa esprimere le proprie emozioni, non riesce a controllare la propria mente e vive una realtà di superficie, a un basso livello di consapevolezza.

Purtroppo, se in una famiglia non ci sono libri, difficilmente un bambino imparerà ad amare la lettura.

Comunque, non tutti i libri vanno bene. Se andate al supermercato e riempite il carrello di storie di ballerine, tartarughe ninja, orribili riduzioni di fiabe classiche… non avete fatto dei buoni acquisti.

Eh, sì, perché ai bimbi bisogna regalare storie belle, con belle illustrazioni e validi contenuti. Devono essere racconti che li facciano crescere e li aiutino a pensare e a immaginare.

Come si fa a risvegliare l’amore per la lettura nei bimbi? Un metodo semplice, che permette profondi scambi affettivi, è quello di scegliere un momento della giornata, spesso è il momento di addormentarsi, da dedicare alle storie.

Quando iniziare? Il più presto possibile suggeriscono alcuni pediatri dell’associazione Nati per leggere.
Quanti libri devono leggere i bambini? Se i libri sono degli albi illustrati, almeno due a settimana. Dagli otto anni in su uno al mese è il minimo.

Attenzione ai bambini che non leggono. La disgrafia, la difficoltà a leggere possono essere segnali di problemi irrisolti. Parlatene con gli insegnanti, con il pediatra. Non aspettate che passino gli anni perché una lieve difficoltà può trasformarsi in un grave problema.

Consiglio
L’unico modo per allontanare i bambini dalla lettura è proporre loro libri noiosi. Mi spiace per chi ama il libro Cuore o I Promessi Sposi, ma io personalmente non li farei leggere ai miei piccoli amici.

Termino il post con l’indicazione di alcuni miei libri scritti per bambini dai 9 anni in su. Sono divertenti, scritti in italiano semplice. Quelli della collana i Classici sono riduzioni di famosi classici della letteratura per ragazzi. Consigliatissimi!

Per trovare i libri:
Cercate su GOOGLE: DANIELA FOLCO AMAZON.
Si aprirà una finestra con i seguenti titoli:
- Vladimiro… un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- A spasso tra i miti, Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- L’albergo dei mostri, Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- Delitto a Madera, Daniela Folco, casa editrice Morano.

I seguenti libri li trovate nella collana I Classici, casa editrice Ardea.
Andate su GOOGLE e scrivete Ardea editrice, troverete una finestra, cliccate scuola primaria, narrativa, i Classici:

- Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- Il Mago di Oz, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- Odissea, le mille avventure di Ulisse, raccontate da Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- Eneide, le mille avventure di Enea, raccontate da Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- David Copperfield, Charles Dickens, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- Il fantsma di Canterville, Oscar Wilde, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.
- Dal Giornalino di Gian Burrasca, Vamba, a cura di Daniela Folco, casa editrice Ardea.

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Pochi, maledetti, subito

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Dopo tanti consigli su come scrivere il vostro testo, oggi vi suggerisco come farvi valere con gli editori.

1. State attenti e non fatevi infinocchiare
Forse dopo una ricerca affannosa della casa editrice avete finalmente trovato un piccolo editore disposto a pubblicarvi.
Primo, non dovete sborsare neppure un euro per presentazioni, pubblicità, editing e altre diavolerie inventate per spennarvi…
Secondo, non dovete acquistare un discreto numero dei vostri libri.
Terzo, vi conviene farvi pagare alla consegna del libro.

Il titoletto del post vi dice proprio questo: fatevi pagare subito. Saranno pochi i soldi che otterrete, ma almeno li avrete in mano.

Vi racconto un piccolo episodio. Mi contatta un editore, vuole fare una collana di ebook. Accetto perché mi piace scrivere storie per bambini. Il contratto prevede un pagamento a percentuale sulla vendita degli ebook. Il racconto sta nella classifica Amazon in una buona posizione per diversi mesi. Poi viene tolto. Credete che abbia ricevuto un euro? No.

Una cosa, comunque, è certa: le case editrici tendono a ricompensarvi con cifre misere. Se riuscite a ottenere il 4-7% sulle vendite potete già fare salti di gioia. Se pubblicate per case editrici scolastiche, poi ci sono gli incontri con l’autore nelle scuole.

Una solenne fregatura
Sì, perché se chiedete un gettone di presenza, un rimborso spese qualsiasi… vi guarderanno come il peggiore dei malfattori. Eh, no, caro mio, qui si fa tutto per volontariato, gratis. Abbassa la testa e affronta folle di ragazzini scatenati, contenti di evadere dalla prigione per due ore. Il vostro libro, si spera che almeno la prof l’abbia letto, ma, si sa, i libri costano e il parrucchiere ha tariffe astronomiche, non interessa nessuno. E nessuno lo compra anche se vi siete sgolati due ore per promuoverlo.

Un microfono vi salva la vita

Mi preme proprio darvi questo consiglio. Quando una scuola organizza un incontro con l’autore, chiedete un microfono. Eviterete la disfatta di non saper gestire il caos. In molte scuole vince chi urla più forte.

Il quadro è deprimente. Basta ribellarsi. Non c’è scritto da nessuna parte che dovete vendere il vostro talento al primo che capita. Né che dovete fare il baby-sitter per ragazzini orrendi senza venire adeguatamente pagati.

Altro punto dolente
Il rapporto fra voi e la casa editrice non è sempre idilliaco. Se vi hanno pubblicato una storia, non è che continueranno a farlo sempre. Dico SEMPRE.

Per vari anni ho scritto racconti gialli per una nota casa editrice. Mi sembrava di essere davvero a cavallo: un giallo ogni anno. Poi di colpo più niente. Invio la trama e la redattrice manco risponde. Contatto il caporedattore. Risposta: “Mah, non sappiamo, ci stiamo riorganizzando…” Nel giro di qualche mese spariscono entrambi dalla circolazione: fine della collana, collaboratori eliminati, finiti sotto la macchina schiacciasassi, asfaltati come se niente fosse! Qualcuno mi ha avvertito? No, nessuno.

Una dura lezione
Là fuori, oltre il tepore della vostra stanzetta piena di mici affettuosi, c’è il gelo della perfidia umana. Se uscite portatevi arco e frecce, spada e ascia come un personaggio di Minecraft. E scavate, scavate fino a trovare la vena d’oro che farà brillare il vostro talento. Forse potrebbe essere l’autopubblicarvi su Amazon e mandare a quel paese gli arroganti che vogliono sfruttarvi.
Cari, che la fortuna sia con voi!

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Libri per bambini piccoli

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Quando si capisce che le porte per pubblicare un libro sono proprio chiuse, si possono fare tre cose: rinunciare a scrivere e pubblicare; pubblicare il proprio testo su piattaforme come Amazon; fondare una casa editrice per autopubblicarsi.
Fra le tre decisioni sconsiglio la prima.
Perché rinunciare a un sogno? Scegliete le altre due soluzioni alternative.

In fin dei conti se vi dà gioia scrivere storie, già possedete l’energia necessaria.

Come in tutte le cose, vi manca l’esperienza. Iniziate a leggere i manuali di scrittura creativa, iscrivetevi a qualche corso, pubblicate i vostri racconti su un blog. E fate attenzione ai commenti dei lettori.

Qualche giorno fa mi è successo di leggere su FB un post con i lamenti di un esordiente scrittore che si lagnava delle aspre critiche ricevute su Amazon.

Eh, cari. Pubblicare vuol dire anche affrontare i giudizi negativi. E non bisogna disperarsi, ma prendere le contromisure opportune.

Infatti, a scrivere bene si può imparare. Basta volerlo fare senza sprofondare in un lago di autocommiserazione. Se qualcuno vi fa capire che scrivete da cani, non dovete prendervela e cercare di ribattere. L’obiettivo sarà piuttosto offrire un testo migliore, magari con un altro filone narrativo.

Potreste iniziare con testi per bambini piccoli: gli albi illustrati.

Se siete i maghi dell’illustrazione, troverete tante porte spalancate perché gli editori sono sempre in cerca di bravi illustratori.

Non è difficile costruire una buona trama per piccoli lettori.
Innanzitutto, vi conviene leggere il più possibile di quanto offre il mercato.

Capirete subito che i testi sono semplici, semplici.
Poche frasi per pagina.
Più dialoghi che descrizioni.
Le parole sono a corredo delle immagini.

Le storie sono costruite su incontri, un problema da risolvere, qualcosa che succede a qualcuno…
State attenenti, però, a non scrivere storie sciocche, come sono sciocchi gli adulti che cercano di parlare come i piccini… Credo ne abbiate incontrati anche voi tanti.

Ma soprattutto, cari, non usate una parola che i bambini di quattro anni non capirebbero. Quindi “Tommy entra a scuola” e non nell’edificio scolastico. “Tommy mangia una buona pappa” e non un succulento pasto. “Tommy accarezza Toby” e non Tommy allunga la manina sul dorso del cagnetto Toby.

Un’altra cosa da tenere presente è che gli albi illustrati presentano testi corti. In ogni pagina capita qualcosa e tutto si conclude con un sorriso nel giro di poche pagine.

Evitate finali con riflessioni abbastanza noiose del tipo: “Fu così che Tommy imparò il vero valore dell’amicizia…”
Il bambino non vuole imparare niente, vuole divertirsi sentendosi raccontare la storia o leggendola da sé. Rispettatelo e forse riuscirete a farlo diventare un appassionato di storie.

Manuali di creative writing consigliati: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore
Esempio di racconto breve per bambini: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, casa editrice La Medusa.

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Non professionisti della scrittura

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Ho un abbonamento a kindle unlimited: una meraviglia! Ogni giorno scarico uno o due libri e non pago nulla. Per una scrittrice di libri per ragazzi direi che è proprio una manna caduta dal cielo. Data la crisi delle case editrici che ti pagano sempre meno, comprare libri sta diventando per gli scrittori un problema. E non solo per loro.

Quante mamme acquistano latte e pane al posto di libri. Eh, sì, nonostante le fanfarate e le bugie dei media c’è un sacco di gente che fa fatica a sopravvivere in modo dignitoso.

Solo l’altro giorno salgo sulla corriera per Ventimiglia (patente scaduta), e mi trovo accanto una ragazza che candidamente mi confida che non ha più l’auto perché non può più permettersela.

Capito? Sei costretto a usare un carro bestiame che va come una lumaca perché non hai più soldi. O meglio non li hai perché da mesi non ricevi lo stipendio…

Per scrivere storie è indispensabile una qualità: l’empatia. Devi saper ascoltare il tuo prossimo, che poi diventerà i tuoi personaggi. Infatti, si scrive per raccontare la vita. Niente di meno, se sei un vero professionista della scrittura.

Ecco, torno al punto e riprendo il discorso sul kindle unlimited. Ho notato un difetto: la bontà dei libri su kindle unlimited non è garantita. Mi spiego meglio. Si possono trovare ottimi testi ma anche pessimi. Certi ebook non hanno un minimo di editing, cioè non vengono corretti i refusi, gli errori grammaticali, le trame sono difettose e i personaggi inconsistenti.

E’ come se un bidone della spazzatura rovesciasse sul lettore cumuli e cumuli di cartacce unte d’olio fritto.

Le conseguenze sono disastrose. Il primo narcisista che passa per strada è spronato a scrivere il più terribile dei romanzi. Nel giro di poco tempo il prodotto è confezionato, a portata di occhi dell’ignaro lettore.

La mancanza di professionalità mina il campo dei buoni libri. Storie insulse, scritte o tradotte in un italiano scadente portano a un livellamento verso il basso.

Chi pubblica senza aver compiuto sul testo il necessario editing è uno scrittore da quattro soldi, un imbroglione che si spaccia per quello che non è e non sarà mai. Magari organizza conferenze da ogni parte. Magari si fa intervistare dalle più remote televisioni private. Magari paga anche blogger che gli postino commenti positivi. Tempo sprecato: la pagina scritta parla per te, cialtrone. E’ piena di ripetizioni, di refusi, di descrizioni chilometriche? Sembra che chi racconta sia un uomo dell’ottocento? Bene, se vuoi rimediare ai vuoti della tua cultura nell’ambito della narrazione, studia i manuali di scrittura creativa, paga un editor che corregga il tuo testo o per lo meno lo renda meno spaventoso. Altrimenti farai una figuraccia pubblicandolo. E nessuno ti dirà mai che fa schifo perché la gente è prudente…

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Scrittura creativa con i bambini

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Questo post è dedicato soprattutto alle maestre. Il mio obiettivo è quello di convincere qualche insegnante a fare scrittura creativa a scuola. Si tratta cioè di insegnare ai bambini a inventare storie. Fornisco qualche consiglio pratico:

1. dividere la classe in gruppi da 4/5 alunni. Sarebbe ottimo poter avere banchi che si allineano a formare dei cerchi…
2. Dedicare un buon mesetto alla lettura di libri. Fate attenzione, non sarete voi a leggere, ma loro: una frase per uno. Eviterete così il caos e aiuterete tutti a potenziare la capacità di leggere ad alta voce.
3. Dopo aver letto le storie, chiederete chi è il protagonista, e chi sono le altre figure mettendo in evidenza le azioni dei personaggi.

In sintesi una storia inizia con un tempo, un luogo, un personaggio. Poi ci sarà un problema da affrontare o un semplice evento e azioni da compiere…

Avere una piccola biblioteca in classe vi aiuterà a scegliere degli esempi.

Partite da letture semplici semplici per esempio i libri di Nicoletta Costa, casa editrice EL, che hanno come protagonista la Nuvola Olga.

Fate notare come i disegni accompagnano le parole: ogni pagina un’illustrazione e una o due frasi. Sottolineate la presenza di dialoghi. Alla lavagna elencate quanto avviene nella storia. 1 avvenimento, 2 avvenimento, 3 avvenimento…

Come primo esercizio di scrittura creativa chiederete ai bambini di inventare una storia con un personaggio simile alla Nuvola Olga. Offrite loro una vasta gamma di personaggi e accettate anche i loro suggerimenti.

Si potrebbe avere una tartaruga, un micio, un cagnetto, uno scoiattolo…

Dunque, ogni gruppo si mette al lavoro. Il primo dei ragazzini scrive le prime frasi, il secondo disegna l’illustrazione che accompagna il testo, il terzo scrive su un secondo foglio altre frasi e il quarto aggiunge l’illustrazione. Così, di seguito fino alla fine della storia. Naturalmente ci sarà un cambio tra chi scrive e chi disegna.

Diciamo che vi servono almeno 2 ore per ottenere una serie di storie e illustrazioni.

Prima di passare alla parte finale controllate che ogni storia presenti:
1. un incipit, un inizio
2. almeno tre personaggi
3. qualcosa deve succedere in ogni pagina
4. ci devono essere dei dialoghi
5. evitate lunghe descrizioni
6. attenetevi al modello fornito da Nicoletta Costa: frasi minime.

Infine correggete gli errori, fornite indicazioni per migliorare il testo.
Poi fate trovare il titolo, aggiungere gli autori e inserire i numeri di pagina. Quindi bucate i fogli, aggiungete un nastro e appendete i minilibri.

Testi consigliati per adulti che vogliono informazioni sulla scrittura creativa: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore.
Testi divertenti per bambini dai 6 anni in su (reperibili su Amazon): Vladimiro…un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, casa editrice Ardea; L’Albergo dei mostri, Daniela Folco, casa editrice Ardea.

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Un libro ti salva la vita

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“Non ti pare di esagerare?” penserete. No cari, è proprio così. Ora vi rendo partecipi di un piccolo episodio a conferma di quanto ho affermato.

Dunque, parecchi anni fa ero al Salone del libro di Torino e stavo male. Troppa calca, troppo caldo, troppo rumore. Mi sono rifugiata nello stand di Nati per Leggere, un’associazione di pediatri che favorisce la lettura fin dai primi anni di vita.

Vedere le copertine dei libri per bambini mi ha rinfrancato. Dopo che mi sono stesa sulla moquette e ho iniziato a leggere, mi è sembrato di rinascere.

Vero che un sacco di gente mi passava davanti, qualche marmocchio è pure inciampato sui miei piedi, ma le immagini e le storie costituivano una barriera invisibile.

Questa è la dimostrazione che concentrarsi nella lettura di un libro ha effetti portentosi.

E sapete quali libri leggevo?
Ma naturalmente i testi di Leo Lionni.

“Noooohhh!” esclamerete.

Eh, già, proprio così. Avevo tra le mani dei testi pericolosissimi, roba da trasformarmi all’istante in una borderline, una sbandata, una nemica della società civile…

Difatti, il sindaco di Venezia, Brugnaro, in questi giorni li ha fatti togliere dalle scuole e asili assieme ad altri 48.

Sarò onesta: vi confesso che detesto ogni tipo di censura. Quindi sottrarre dei libri a dei bambini mi sembra delittuoso. E dirò anche di più. Grazie a una testardaggine innata, che fa proprio parte del mio DNA, non sono ubbidiente. Se non voglio fare una cosa, non la faccio. Mi ritengo una persona davvero libera.

Costruirsi una tale identità non è facile, però certi libri aiutano. Sì, ci sono storie per addormentare il cervello dei piccoli e ci sono storie che risvegliano l’intelligenza.

Le storie di Leo Lionni appartengono a questa seconda categoria.

Ricordo il momento in cui ho preso in mano Pezzettino. Mentre sfogliavo le pagine, il mio stupore cresceva. Il dialogo tra testo e immagini era perfetto, come del resto il tema, la ricerca dell’identità, risolto con semplici frasi, ma profonde.

Che dire poi di Piccolo blu e piccolo giallo, la storia di due colori che s’incontrano, giocano, s’abbracciano, formano piccolo verde e si vogliono bene.

Santa pace! Un tema davvero scandaloso. Mai dire ai bambini che la gioia di vivere consiste nella condivisione, nell’aiuto reciproco, nelle piccole cose, come gli abbracci, che sono il sale della nostra vita.

Che dire d’altro, mi ritengo fortunata perché il destino mi ha permesso di trovare gli album di Lionni. Senz’altro mi hanno reso una persona migliore.

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Scrivere con i lettori

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Per uno scrittore il rapporto con i lettori rientra nei canoni del misterioso. Soprattutto per me. Certo, quando scrivo penso a ragazzini speciali simili a me da bambina. Ero una piccola peste e così immagino siano i miei piccoli lettori.
E’ vero non amo i bambini saputelli. Non amo i capricciosi tesorucci, sempre in cerca di ruoli da primi attori.

Adoro i ragazzini, che fuggono la noia e rincorrono la libertà. Anche se fra me e loro c’è tutta una vita di mezzo, il contatto è immediato.

Una amica mi ha chiesto di dare ripetizioni d’italiano a suo figlio: dodici anni e tanta tristezza in cuore.
Cosa si legge a quell’età? Alessandro non legge, passa le ore libere al computer. Nella sua camera-nascondiglio ho trovato solo sei libri del Diario di una schiappa.

Come non provare l’irrefrenabile impulso a leggere i capolavori di Jeff Kinney?

Si è trattato di un amore a prima lettura. Credo che dagli otto anni in su il mio punto di vista sul mondo sia stato uguale a quello del protagonista dei libri di Kinney. Proprio così:la vita è una continua e stressante lotta per sopravvivere in circostanze che mettono a dura prova i nervi.

E’vero, è vero! La realtà è zeppa di rompiscatole che si frappongono fra te e la felicità. Verissimo che ci sono tranelli all’infinito. Salvarsi la pelle non è per niente facile…

Da queste considerazioni ho tratto l’idea che mai e poi mai avrei voluto annoiare i ragazzi delle scuole…
“Come i ragazzi delle scuole?” chiederete.

Tra le stranezze dell’esistenza annoverate anche questa. Esiste in Italia La staffetta di scrittura BIMED/Exposcuola 2014/15 (www.bimed.net).

Sono stata contattata dagli organizzatori, che mi hanno chiesto di scrivere un incipit per un racconto a più mani.
Ecco le scuole e le classi coinvolte:

I Circolo Didattico “Edmondo De Amicis” Comiso (RG) – classe V A
Istituto Comprensivo di Castellabate plesso di Perdifumo (SA) – classe V
Istituto Comprensivo “San Demetrio Corone” Vaccarizzo Albanese (CS) – classe V B
Istituto Comprensivo “D.Cimarosa” IV circolo Aversa (CE) – classe IV G
Istituto comprensivo di Santena (TO) Vignasso – sezione unica classe V
Scuola Statale Italiana di Madrid – classe V B
Circolo Didattico “Pacchiotti” Scuola Primaria “F.Sclopis” Torino – classe V A
Istituto Comprensivo Rovigo IV – classe IV
Direzione Didattica Il Circolo “A. De Gasperi” Nolcàttaro (BA) – gruppo classi V A/B
Direzione Didattica “Michele Coppino” Torino plesso Falletti – gruppo IVA/VB/VA.
Tutti questi ragazzi, coordinati dai docenti, hanno scritto una storia efficace, divertente e straordinaria.

Se non fossi convinta che il talento si può coltivare, credo che questa esperienza proprio lo dimostri. Pensate, più di 200 alunni creano la trama di un libro, che non ha nulla da invidiare ai soliti che si trovano nelle librerie. E anche l’editing è ottimo.

Sono entusiasta. Non mi aspettavo di trovare dei coautori così bravi e soprattutto non mi aspettavo così tanta coesione a livello di punto di vista. Ottantatré pagine e nessuna sbavatura: quello che racconta la storia è proprio il ragazzino che ho immaginato. Bravi! Bravi! Bravi!

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Come evitare case editrici truffaldine

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Ci sono case editrici valide e case editrici da evitare? Certo che sì. Per tanti anni ho lavorato come redattrice in prestigiose case editrici e ho imparato ad amare i libri. Quindi il mio punto di vista sulla miriade di piccole case editrici, sorte come funghi negli ultimi anni, è senz’altro influenzato dalla mia esperienza.

Mi metto nei panni di uno scrittore esordiente che cerchi di pubblicare il suo primo libro. Il primo consiglio che offro è di essere consapevole di quello che fa.

Non basta avere scritto una trama formidabile, delineato scene intriganti, uno sviluppo e un finale ben strutturati. Questa è la fase 1.

La fase 2 consiste nel trovare una casa editrice decente che pubblichi il testo. Perché affermo “decente”. Perché in giro c’è un sacco di gente che non possiede le benché minime conoscenze riguardo a come si cura un romanzo. Dall’oggi al domani uno diventa un editore in cerca di polli da spennare. Non basta che non vi facciano pagare nulla, in questo caso la truffa è evidente. Una casa editrice che non vi fornisce un buon editing è altrettanto dannosa e truffaldina.

Voi non vi accorgete che il libro stampato presenta numerose pecche. Magari siete un macellaio con il pallino dei gialli. Sapete tutto su costate e cotolette, e vi basta vedere il vostro nome e cognome in copertina.

In un libro la forma è importantissima.
Prendete un prodotto Rizzoli, Mondadori, Feltrinelli… e guardate gli attacchi dei capitoli. Sempre ci sono almeno 4 righe di stacco fra il titolo e il testo.
Ecco, una piccola casa editrice se ne frega di rendere ariosa la pagina. Uno o due righe bastano. Per non parlare dell’interlinea, cioè della distanza fra riga e riga: ridottissima per le piccole case editrici.

Veniamo ai dialoghi. Prima di tutto bisogna avere le lineette giuste: tratte dal box simboli e non dalla tastiera. Poi la regola è che la battuta di dialogo sta da sola su una riga. Quando finisce, occorre andare a capo.
Agli improvvisati editori spiace gettare via spazio. La carta costa. Perciò spesso non si va a capo. Che importa se il lettore affatica la vista?

La pecca più grossa consiste nella totale mancanza di editing.
Lo scrittore inconsapevole si vede pubblicare il suo originale così come l’ha scritto. Nessuna anima buona ha eliminato refusi, ripetizioni, corretto frasi…

Ma certo, un testo rivisto costa un sacco di fatica e di redattori bravi ce ne sono sempre meno. I maledetti, poi, si fanno anche pagare!

Piccolo elenco dei punti essenziali da rivedere

Se vi accorgete che il vostro libro non è passato per le mani di un redattore, rifiutate di pubblicare con questo genere di case editrici.

Oppure rivedete voi il testo seguendo le mie indicazioni.
1. eliminate le ripetizioni.
Esempio:
Vale aprì la porta della cucina. No Toby non era lì, lei allora aprì la porta del salotto.
Bisogna correggere così: Vale aprì la porta della cucina: Toby non c’era. Lei allora corse in salotto.
2. Attenzione con i gerundi, appesantiscono.
Esempio: Correndo sul selciato Walter stava pensando che la mattina era troppo fredda.
Meglio così: Correndo (sul selciato è un particolare inutile, viene eliminato) Walter pensò che la mattina era troppo fredda.
3. Per carità, eliminate gli avverbi che terminano in mente!
Esempio: Sbadatamente fece cadere il giornale. Si chinò lentamente e lo raccolse da terra.
Meglio così: Fece cadere il giornale. Si chinò adagio e lo raccolse (da terra viene eliminato perché ininfluente).
4. Evitate troppi aggettivi.
Esempio: Il sole era caldo e scottante.
Meglio lasciare un solo aggettivo: Il sole era caldo. Gli scottava la pelle.
5. Togliete le d eufoniche: Si rifugiò a Imola e non ad Imola.
6. Evitate troppi aggettivi possessivi.
Esempio: Lo abbracciò con le sue forti braccia.
Meglio lo abbracciò con le forti braccia.
7. Quando potete eliminare il superfluo, fatelo! Uno stile conciso vi aiuterà a essere precisi.

Inutile sottolineare che un redattore esperto ha sviluppato una sensibilità particolare in anni e anni di lavoro e rivolta il testo come un calzino.

La fortuna di Raymond Carver, la mia guida nel campo della scrittura creativa, si deve all’aiuto fornitogli dal bravissimo Gordon Lynch, che ha saputo curare i racconti fino a farli diventare dei capolavori.

Per saperne di più: tutti i racconti di Raymond Carver editi da minimum fax;
Manuali di scrittura creativa: Daniela Folco, Scrivere un Giallo, Bruno Editore; Daniela Folco, Scrivere Storie Brevi, Bruno Editore; consultare il catalogo della casa editrice Dino Audino, con interessanti manuali sul creative writing.

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Presentazioni di libri

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Credo di aver partecipato a presentazioni di libri per il desiderio di trovare qualche buona persona che mi tenesse compagnia. E sono convinta di averne sempre ricavato una grande delusione, tranne che in qualche rarissimo caso.

Per essere proprio sincera, appartengo al genere più temuto dagli scrittori che si cimentano nell’ardua impresa di attirare un minimo di attenzione sul proprio lavoro. Infatti, vado a questi eventi solo per svagarmi, per perdere tempo, insomma. E mi trovo in buona compagnia.

Come arrivo, una rapida occhiata alla sala mi fa scoprire i miei simili: gente che non ha nulla da fare, presenti solo in vista del parco buffet offerto a fine incontro.

In Liguria, dove risiedo, gli incontri letterari sono il regno di smunti pensionati, nonne sfuggite a figlie e nipoti, amici e parenti dello scrittore.
Con ansia, se non conosco il posto, mi accerto sulla consistenza del cibo offerto.
“Solito calice di rosso con salame?” mormoro a qualcuno che conosco come habituè: un mendicante benvestito si nasconde bene tra le decine di persone che affollano la sala. “Affollano” è esagerato. Di solito si ha l’impressione che le sedie vuote siano più della metà.

Durante la presentazione, penso ai fatti miei, lotto contro la scomodità della sedia e contro gli spifferi che mi gelano le caviglie. Diciamo che a mala pena riesco a ricordarmi se si è parlato di un romanzo, di un diario di viaggi o di un saggio. Diciamo quarantacinque minuti di tremenda noia e non ho scorto nemmeno un’anima che mi sembri interessante.

La liberazione viene con un applauso stentato. Poi tutti scattano verso il tavolo con le cibarie: bicchieri di plastica, fette di salame, pizzette stantie. Gomitate a destra e a sinistra. I bambini si riempiono le tasche di patatine. Ridono, urlano si calpestano a vicenda, ma sono gli unici a scatenarsi in un sabba infernale e a sembrare davvero felici.

Prendo qualcosa se riesco a liberarmi degli omoni che mi parano la vista. Butto la mano a caso, sperando di non aver afferrato la tartina ricoperta dalla maionese. Ho una tenuta per le presentazioni, sempre quella, e non ci tengo a lavarla tutti i momenti.

Come il tavolo si svuota e non rimane nemmeno una bottiglietta d’acqua minerale, c’è un fuggi fuggi da coprifuoco. Me ne vado anch’io. Per fortuna il mare mi ricorda che vivo in un posto fantastico.

Casistica delle presentazioni
Ci sono anche presentazioni piacevoli: quelle che si svolgono in enoteche e locali interessanti. Per una stagione ho seguito tutti gli incontri del giallista Bruno Morchio. Sei un grande Bruno! Ho conosciuto le migliori enoteche e sorseggiato vini favolosi.

Ci sono però anche eventi penosi, nel senso che mi hanno arrecato un profondo dolore.
Una sera d’estate sono andata a sentire un nome noto della tv, che presentava un giallo storico. Il posto era eccezionale: i Balzi Rossi a Ventimiglia, ristorante sul mare…
Conoscevo solo l’organizzatore dell’evento, un libraio della zona. Con buona volontà mi sono seduta sulla solita sedia di plastica e per un’ora ho semiascoltato quello che raccontava l’importante personaggio. Niente di speciale, le solite domande reverenziali da parte del pubblico. Molti applausi calorosi. La compagnia era limitata: non più di 15 persone.
Dato che spesso dopo l’incontro si cenava tutti assieme, anche quella volta decisi di unirmi ai commensali.

Non l’avessi mai fatto! A lume di candela, con il dolce mormorio del mare come sottofondo e la baia più bella della Liguria davanti, ho subito capito di aver commesso un errore imperdonabile.

A quella tavola erano seduti solo gli amici del “grande scrittore”. Per tutta la sera nessuno mi ha rivolto la parola. Per un unico piatto, ho pagato un conto salatissimo e nessuno, ma proprio nessuno, mi ha offerto a fine cena un buonasera.
Certo me l’ero cercata, ma la mortificazione è stata cocente. Di fronte alle grotte dei Neanderthal, antichi uomini preistorici, ho avuto l’impulso di andare a nascondermi lì per il resto della vita.

C’è una presentazione particolare, cui sono molto affezionata: quella al Salone del Libro di Torino, nello spazio ragazzi. Tanti e tanti anni fa ho presentato lì il mio primo libro: Mariolino e i Marziani.

Non vi dico come mi sentissi elettrizzata e anche spaventata. Le maestre avrebbero portato una o due classi e avrei dovuto intrattenere i bambini. Ma come?
Per fortuna nella mia vita c’era un Mariolino, il figlio di nove anni di mia cugina Silvia. Ho subito messo le mani sul marmocchio, l’ho scongiurato di aiutarmi.

Ecco dunque Mariolino travestito, nello stand a quaranta gradi, circondato da una marea di braccia, gambe, teste. Ma lui era un bambino e sapeva come far divertire i bambini. Mi ha suggerito le attività più curiose del tipo: cammina come un marziano… e allora tutti a farsi prendere per le gambe da un compagno e avanzare lungo la moquette sulle braccia. Parla come un marziano: una babele di grida forsennate, ma liberatorie. Sorridi come un marziano: boccacce a non finire per la gioia di maestre che non smettevano di riprenderli con i cellulari. A poco a poco, fuori, un sacco di gente rimaneva incollata ai vetri. Ridevano a più non posso.

Quando si diventa un tutt’uno con il proprio pubblico e il divertimento è condiviso, le presentazioni di libri diventano un profondo gesto d’amore.

Libri consigliati per imparare a scrivere: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore;
Per cogliere la magia: Popol Vuh, il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.
Libri per far ridere i bambini: Mariolino e i Marziani, Daniela Folco, Otium ac Negotium; Vladimiro…un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, Ardea Editrice
Contro il bullismo: Mille grazie, Babbo Natale, Daniela Folco, La Medusa.

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Ghost writer

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Già solo la parola ghost writer ha qualcosa di inquietante in sé. Uno “scrittore fantasma”, non c’è male per farsi venire i brividi lungo la spina dorsale…

Invece, fare del ghost writing può dare una gioia immensa. Pensate, siete in Italia e niente si muove all’orizzonte. Voglio dire, non una casa editrice accoglie con favore i vostri testi. Non una si degna di pubblicarvi e intanto in libreria trovate schifezze su schifezze, fanfare, incontri, premi letterari… E sono sempre gli stessi che pubblicano e lavorano come se stessero alla catena di montaggio.

All’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni, essere scrittori significa essere dei professionisti e ci sono fior di agenzie che si occupano dei rapporti fra scrittori ed editori. Se si riesce a scrivere in inglese, si spalancano anche le porte di internet.

E vengo al tema del post: scrivere come un ghost writer.
Innanzitutto perché farlo? Per iniziare una carriera di scrittore, in primo luogo. Infatti scrittori non si nasce, ma si diventa. Fare il ghost writer, cioè lo scrittore che scrive il libro, ma non lo firma, quindi non risulta come autore, permette di accumulare un’invidiabile esperienza.

E SOPRATTUTTO il ghost writer non deve sbattersi per pubblicizzare il proprio lavoro.

Ho sempre considerato un grande Salinger, autore dell’intramontabile Il giovane Holden. Salinger ha rifiutato tutta la vita incontri con giornalisti, critici, pubblico e non ha alzato un dito per fare pubblicità al suo libro: Grande! Grande! Grande!

Se ci pensate bene, la calma interiore si conquista lontano dalla folla. Perciò fare il ghost writer può essere la decisione giusta per chi non è malato di narcisismo sfrenato.

In più il ghost writer guadagna bene, se lavora con americani o australiani. Altro che un misero 7% sulle vendite offerto dagli editori italiani.

Tip magici

Come fare per diventare un ghost writer ? Oh, la cosa è abbastanza semplice. Primo: imparate a scrivere in inglese come se fosse la vostra lingua madre. Secondo: fate un giro in internet e scovate i siti dei freelancer. I più frequentati sono freelancer.com ed Elance.

Però, come in tutti i giochi, ci sono delle trappole sul percorso.

1. Non proponetevi come sceneggiatore di fumetti, se non avete mai, e dico mai, scritto una sceneggiatura. Infatti, di solito, i lavori che si trovano in internet devono essere svolti in un tempo breve, se non brevissimo. In quindici giorni non imparerete certo a scrivere uno script.

Quindi offritevi come articolisti, scrittori di brevi ebook e racconti.

Ho successo perché scelgo storie per bambini, racconti, fiabe, testi per videogiochi… generi letterari che non pretendono da me discorsi troppo articolati. Anzi, più il linguaggio è semplice più l’employer è soddisfatto. Ho alle spalle venticinque libri e conosco le strutture delle storie per bambini: l’unica difficoltà è renderle in una lingua straniera. Ma, a quanto pare, ci riesco.

Secondo punto: valutate bene l’elemento tempo. In molti annunci c’è gente che promette di scrivere un libro in 3/4 giorni. Lasciate perdere: impossibile competere. Sapete perché succede? Perché non è un singolo freelancer che risponde all’offerta di lavoro, ma un gruppo di persone che fanno capo a una società. Chiaro che se 8 scrittori lavorano insieme, il libro può essere suddiviso: facile ottenere così 80 pagine al giorno…

Ancora per quel che riguarda il fattore tempo, tenete presente i disguidi causati da internet. Mi è capitato di consegnare in ritardo uno script a un tizio di Los Angeles, perché non riuscivo ad avere una buona connessione internet. Così lui ha scritto nella casellina dedicata al suo giudizio sul mio lavoro: incomplete, incompleto, procurandomi un bel danno.

Il trucco, quindi, è calcolare il tempo di cui avete bisogno per il vostro lavoro abbondando con i giorni.

Terzo punto: nessuno vi assegna un lavoro. Ho utilizzato questo escamotage. Si cercava uno scrittore creativo per scrivere il diario di un personaggio di un videogioco molto famoso. Come ghost writer sono tenuta al segreto e non posso aggiungere altro.

I freelancer in gara chiedevano 2.000/5.000 dollari. Mi sono accontentata di 25 e 5 giorni per la consegna. Mi hanno dato il lavoro!
Quasi non ho mangiato, ho dormito pochissimo e provveduto solo alle necessità dei mici: acqua e pappa alle solite ore. Ce l’ho fatta! E l’employer ha scritto: great writer!

E naturalmente ho subito avuto altri lavori, che mi sono fatta pagare in modo adeguato.

Attenzione a con chi avete a che fare
Sono mesi che non avete un lavoro decente. Quindi siete abbastanza stremati dall’attesa. Ecco, siete pericolosamente indifesi. E pronti ad accettare di tutto, dico proprio di tutto. No, cari. La dignità non ha prezzo. Quindi, mi raccomando non svendetevi, se vi offrono 0,50 o 2 euro per un articolo non accettate. Meglio starsene al sole in un parco.

State anche attenti a employer svampiti, fuori di testa
Un annuncio di questo genere dovrebbe mettervi in guardia: Ho scritto il libro della mia vita, vorrei renderlo un capolavoro, ma senza troppi cambiamenti, vorrei l’aiuto di uno scrittore competente…
In sintesi vi trovate di fronte a un personaggio con cui è difficile trattare. Vivrà ogni correzione come una pugnalata al petto e vi farà perdere un sacco di tempo e poi forse non vi pagherà…

Se riuscite a trovare dei giudizi relativi all’employer, potete rassicurarvi e capire chi è.
Freelancer.com offre un ottimo servizio: vi consiglia di non iniziare se il datore di lavoro non ha depositato una certa cifra in vostro favore…

Cosa mi preme farvi capire
Di una cosa sono certa: scrittori non ci si improvvisa. Si tratta di uno tra i più pericolosi mestieri che esistano: arrabbiature, infelicità, fatica inenarrabile, pessimi compagni di viaggio, incontri con bastards and villains di tutti i tipi.

Però la vita di uno scrittore è così piena di colpi di scena, trappole e incantesimi da essere degna di essere vissuta non una sola volta, ma mille volte.

Consigli di lettura: manuali di scrittura creativa. Scrivere un giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore.
Per potenziare l’energia creativa: Popol Vuh, il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.
Per un esempio su come scrivere short stories per bambini: Mille grazie, Babbo Natale, Daniela Folco, La Medusa.
Per un esempio su come scrivere libri umoristici per bambini: Vladimiro… un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, Ardea.

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