Come abbindolare uno scrittore

imageIl lavoro è tanto e il tempo è poco. Vi sarete accorti che i miei post stanno diminuendo. Forse arriverò a uno al mese…

Il problema è che non c’è lavoro. Almeno, in Italia, le case editrici sono in grande sofferenza. Invio testi ai redattori e non si degnano di rispondermi. Una categoria di persone davvero gentili!

Ma un vero scrittore non si arrende mai. Che diamine, là fuori c’è il mondo intero! Basta un collegamento internet per parlare con l’Australia. Proprio come ho fatto ieri nel cuore della notte: una gentile Beryl stava cercando di farmi capire come caricare la visa con i miei guadagni.

Se sai scrivere un inglese decente, ti si aprono le porte per mille lavori e puoi proprio fare a meno di massacrarti per stare sui social, fare pubblicità al tuo misero libro e dannarti per riuscire a pubblicarne un altro.

Poi non ha prezzo la soddisfazione di rispondere all’annuncio di una agenzia letteraria estera e di venire scelti senza nessuna raccomandazione! Ti raccomandi da solo con il tuo talento. Quindi lavoro molto e sono contenta.

Ora vengo a voi, amici scrittori, per esservi, tramite la mia esperienza, in qualche modo utile.
State attenti! Il vostro cammino è lastricato di truffe.

Questa è particolarmente odiosa. Come ogni autore che si rispetti avrete una pagina facebook, un accoount Linkedin… Bene, ci sono persone che studiano i social e redigono elenchi su elenchi di “scrittori”. Hanno file chilometrici e li usano con competenza. Fanno come le telefoniste dei call centre.

La manovra si svolge in più fasi:
- Prima fase. Viene inviata allo scrittore una mail ove si presenta la casa editrice come di medie dimensioni, importante, bla, bla, bla. In fondo alla mail si passa a chiedere se si si hanno libri, progetti e quant’altro su cui si vuole discutere con la redazione. Segue numero di telefono della persona da contattare.

- Seconda fase. Si aspetta che il pesce abbocchi.
Mettetevi nei panni di chi riceve questa mail. Urla di gioia, saltelli e sogni alla grande. Già ci si vede a firmare migliaia di copie con il proprio autografo…
Va da sé che, appena possibile, lo scrittore esordiente telefonerà alla casa editrice. La centralinista gli stenderà un metaforico tappeto rosso davanti.
Di solito, invece, sono inquisitrici, diaboliche e menzognere. Il tono di voce vi fa capire che siete un poveretto alla ricerca del Santo Graal. Il redattore, a meno che sia vostro padre o marito, non lo troverete mai prima di dieci telefonate. Passa il suo tempo in riunione.
- Terza fase. Come abbindolare uno scrittore.
Invece, ora la voce vellutata di una centralinista gentilissima vi passa a un giovanotto dalla voce altrettanto flautata che vi tratta come un Dio in terra. E quanto siete bravo… e come sono interessanti i vostri libri… e come la casa editrice vuole sponsorizzare i nuovi talenti… e cosa vi interesserebbe pubblicare… Insomma credo che, se anche gli diceste che volete insegnare ai bimbi come sputare più lontano, accoglierebbe la vostra idea come fantastica.

Intanto i minuti passano, ma l’uomo ha un sacco di tempo da dedicarvi: tanto siete voi che pagate la telefonata!
Nel giro di una mezz’oretta siete esausto. Non avete più fiato e la lingua si incolla al palato.

Ora scatta la trappola. Il giovanotto garantisce presentazioni a iosa, pubblicità fino al Polo Nord, contatti con giornalisti e critici letterari, che sembra non aspettino altro che il vostro capolavoro.
A questo punto, forse iniziate a sentire puzza di bruciato. L’incendio divampa quando l’altro vi dice: “Però, naturalmente per tutto questo ci sono delle spese da condividere con l’editore”.
Se accettate, pubblicare il libro vi costerà un occhio della testa.
Mai rientrerete delle spese, anche se vostra mamma è andata a fare un fido in banca e ha acquistato trecento copie.

Manuali di scrittura: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno editore.
Testi di saggezza: Popol Vuh, Il libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.
Short story per bambini: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, Edizioni La Medusa.

Author: · Filed under: Uncategorized

Come evitare le truffe

image

Non c’è mare più insidioso di quello affrontato dagli scrittori. Altro che discesa nel Maelstrom di Poe, altro che balene bianche di Melville o le creature infernali delle foreste di Salgari. Lo scrittore deve affrontare approfittatori di tutti i tipi.
Vi fornisco un esempio concreto. Naturalmente senza fare nomi e precisare luoghi, non voglio scivolare in un precipizio. Amo la pace e non voglio farmi troppi nemici.
Dunque, il titolo cita la parolina “truffe”. Come si può truffare uno scrittore? Oh, è molto semplice: basta promettergli quello che non gli si può dare. E ora arrivo a un esempio. Ormai in Italia da anni si è capito che le case editrici proprio non ti aprono le porte. Se sei uno sconosciuto, privo di protezioni particolari, tale rimani. Troppo poco lavoro da condividere con gli amici degli amici… Mi capita, un giorno, di venire a sapere che si tiene in un luogo bellissimo un convegno dove sarà possibile contattare vari agenti letterari stranieri. Mi precipito a pagare un’iscrizione salata, prenoto viaggio aereo e albergo, felice di poter presentare i miei libri e progetti.

Ecco sono caduta in una bella trappola! Credete che abbia avuto riscontri dall’impresa? Certo che no. Ho solo speso un po’ di soldini per alimentare il sogno di vedermi pubblicata all’estero. Più di trent’anni nel campo editoriale non sono serviti a farmi sentire puzza di bruciato. Eppure, fin dal primo giorno avevo capito che qualcosa non andava. Alla domanda circa quanti scrittori erano riusciti a farsi pubblicare all’estero, mi era stato risposto: nessuno. Da più di vent’anni si teneva questo convegno e tra i cinquecento partecipanti in media, nemmeno uno ce l’aveva fatta!
Sapete poi un’altra cosa? Il fatto che tutto fosse un po’ una farsa mi è stato confermato dal fatto che l’incontro con l’agente durava solo quindici minuti. Avete capito bene: solo quindici minuti! Come è possibile? Come è possibile presentare il proprio testo nel giro di un battito di ciglia? E’professionalità questa? No, non lo è. Questo è solo uno specchietto per le allodole.

Specchietti per le allodole
Ci sono milioni di persone che scrivono libri. Il motivo è semplice: scrivere dà un immenso piacere. Ricarica, fa riflettere, rende gioiose le giornate, aiuta a combattere angoscia e depressione, fortifica e illumina.
Purtroppo, compiuto il primo passo, scrivere un libro, è naturale volerlo condividere con altri. Cioè volerlo pubblicare. A questo punto lo scrittore esordiente si trova davvero in una selva oscura…
Infatti, se ci sono milioni di scrittori, ci sono anche milioni di altre persone in cerca di qualche pollo da spennare.

Tip, ovvero consigli magici
Il mio primo consiglio è:

evitate costose agenzie letterarie che vi chiederanno 500/600 euro per leggere il vostro originale, promettendovi in cambio una scheda critica di un paio di paginette.
Leggono il testo, scrivono la scheda e chi s’è visto, s’è visto. Avete buttato nel cestino 500 euro.
Comunque, anche chi vi chiede meno non rappresenta la strada sicura per venire pubblicati. E questo era il mio secondo suggerimento.
Terzo consiglio. Non fidatevi dei mille concorsi in giro per la penisola. Non vi porterà a niente vincere la targhetta Tal dei Tali, dopo aver pagato qualche euro di iscrizione al premio. A voi non ne viene niente e, invece, qualcuno si intasca i vostri soldi.
Quarto consiglio. Se volete iscrivervi a dei corsi di scrittura creativa, controllate il curriculum di chi li tiene. No a professori di lettere che non hanno pubblicato nulla o solo presso infime case editrici a pagamento. No a scrittori che hanno scritto libri solo per case editrici a pagamento o vinto concorsi di nessun valore.
Vi può anche capitare di trovare qualcuno che stampi libri per conto suo. In questo caso, controllate che il prodotto che vi offre sia accettabile.

Come ottenere un buon prodotto
La copertina è importantissima. Non dovete accettare copertine di questo tipo:

La maledizione del
fantasma

Mai e poi mai una preposizione (del) alla fine della riga.

Il titolo deve apparire così:
La maledizione
del fantasma

Non accettate un libro o un ebook che non abbia gli apostrofi corretti. L’apostrofo deve essere preso dai simboli e non dalla tastiera. Controllate su un qualsiasi testo Mondadori, Rizzoli… e capirete quanto stona un apostrofo sbagliato! Se avete inserito il titolo di un libro nel vostro testo, ricordate che non deve andare tra virgolette, ma in corsivo.
Occhio anche ai numeri di pagina: ci devono essere.
Rapporto immagine/testo: di solito si lascia un minimo spazio bianco fra l’immagine e il testo. Controllate che sia uguale per tutto il libro.
Anche le righe per pagina devono essere uguali. Mi è capitato di vedere uscire un mio libro con 17 righe in una pagina e 20 in un’altra. Controllate bene e piuttosto che dare l’OK per la stampa fate rifare l’impaginazione.

Questo è il minimo che potete fare per non buttare i vostri sudati soldi al vento. Ma soprattutto ricordate che imparare a scrivere è un obbligo, se volete diventare degli scrittori professionisti. Dovete leggere, aggiornarvi, conoscere le norme redazionali e i trucchi dell’editing.
Vi consiglio vivamente due miei manuali di scrittura creativa: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; e Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore.

Quanto all’evitare le truffe, c’è un testo sacro: Popol Vuh, i Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone, che sarà un talismano in grado di regalarvi la potenza creativa di cui avete bisogno e di allontanare gli influssi negativi.

Author: · Filed under: Uncategorized

Guadagnare come freelancer

image

La prima parola del titolo del post rappresenta la speranza di milioni di persone. Tanti, tantissimi cecano di guadagnare in internet.
E alcuni ci riescono. Però la meta, venire remunerati, non è facilmente raggiungibile. E’ un po’ come navigare tra Scilla e Cariddi, due scogli giganteschi e terribili che, secondo Omero, ingoiavano navi e marinai.
Sì,sì, cadere nelle trappole dei falsi datori di lavoro, di imbroglioni, di astuti sfruttatori può essere un incidente di percorso frequente.

Tip, ovvero consigli magici

Se sapete scrivere potreste cercare di guadagnare offrendo articoli, post, revisioni di testi… I più fortunati riescono anche a scrivere come ghostwriter libri ed ebook.

Ho avuto esperienze positive con www.freelancer.com
Cito questo sito perché penso possa aiutarvi. Purtroppo spesso si richiede la perfetta conoscenza della lingua inglese, ma ci sono anche offerte di lavoro da parte di italiani.

Cosa non fare
Per prima cosa non accettate di lavorare gratuitamente. Frasi del tipo: “Abbiamo aperto un nuovo blog, abbiamo bisogno di collaboratori appassionati… ma possiamo pagare solo in modo simbolico, non più di 1 euro ad articolo, presto pagheremo di più”, dovrebbero farvi scappare a gambe levate. Sappiate che non pagheranno MAI di più!

Per lo stesso motivo non accettate datori di lavoro stranieri che offrono 1/2 dollari a post. Lasciate questi lavori agli Indiani, che hanno prezzi competitivi. Non è detto, comunque, che scrivano in inglese alla perfezione. Altrimenti non ci sarebbero tanti “disclaimer” del tipo: “Non si accettano scrittori Indiani”.

In secondo luogo, informatevi su chi vi offre lavoro. Controllate sullo stesso freelancer.com. C’è una sezione apposta in cui i freelancer rilasciano un giudizio sul datore di lavoro. Se trovate dei giudizi negativi, anche in questo caso datevi alla fuga. Altrimenti potreste incontrare un incompetente che vi fa fare una ricerca sui marsupiali e vi dà come titolo dell’articolo Lo stambecco in Trentino. Oppure uno che ritira il lavoro e poi trova migliaia di scuse per non pagarvi.
Anche fare ricerche in internet non guasta mai: più dati si raccolgono, meglio è. Almeno sapendo che lavorate per persone serie vi consentirà di scrivere sereni.

Vengo ora a un punto dolente.

Come presentarsi
Scrivere, come ho trovato: “Sono un ragazzo senza lavoro, mi piacerebbe avere un lavoretto per passare il tempo…” è catastrofico. Nessuno, ma proprio nessuno, darà del lavoro a questo tizio. Perché è implicito che il lavoro offerto viene sminuito, lo si considera un diversivo…
Non va ugualmente bene: “Sono la segretaria di un’importante ditta di import/export di carne. Ho poco lavoro al pomeriggio e quindi potrei accettare il lavoro che offrite”. La prima cosa che uno pensa è di trovarsi in presenza di una persona disonesta…
Anche questa presentazione non porta lontano: “Sono una casalinga con tre figli. Mi annoio e vorrei fare qualcosa di interessante”. Scrivere post non è facile. Ci vuole competenza e professionalità che, purtroppo, non vengono garantite dal fatto di essere casalinga e madre di tre pesti scatenate.

Manuali consigliati per imparare a scrivere: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore.

Author: · Filed under: Uncategorized

App per bambini: piccoli lettori crescono

Sono convinta che il numero dei lettori stia diminuendo e che si debba fare qualcosa, subito, per aiutare i bambini a innamorarsi della lettura.
I pedagogisti consigliano di leggere storie ai piccini fin dalla più tenera età. Anche i pediatri dell’Associazione Nati per Leggere insistono sulla necessità di leggere loro storie.

image

E sono anche convinta che la battaglia per acquisire nuovi lettori sia fondata sulle nuove tecnologie digitali: tablet, smartphone e iPad.

Al Salone del Libro di Torino, vado sempre a visitare i laboratori per bambini. Una meraviglia osservarli smanettare sui tablet con la perizia di esperti navigatori.

Lì, mi rendo conto che il futuro è nelle storie inserite in quei magici quadrati. Un clic o il tocco di un dito aprono mille universi. Io stessa, adulta ed esperta della vita, rimango affascinata come se avessi gli occhi di una bambina.

Vado matta per le app. Questo lo devo proprio confessare. Quelle che poi mi fanno interagire con la storia mi donano la gioia di muovermi in territori sconosciuti. Sono entusiasta di porte che cigolano, di personaggi che urlano, di altre dimensioni che si presentano improvvise.

Santo Cielo! La fantasia dei creatori di app non ha limiti. Ed è trascinante.

Ora, quando scrivo storie, non posso fare a meno di immaginare attività e giochi collegati al mio testo.

Se penso ai libri scolastici così noiosi, da medioevo, mi viene un nodo in gola perché si dovrebbe imparare divertendosi.

Del resto, anche molti libri cartacei sono ormai del tutto superati. Come pensare di proporre ancora il libro Cuore e tutti gli altri classici della letteratura infantile? La mamma va al supermercato ed ecco che acquista L’Isola del tesoro o Piccole donne in una traduzione dall’originale dell’Ottocento.

Quando, durante i laboratori tenuti nelle scuole, chiedo ai ragazzini se li leggono, questi libri, la risposta è sempre no. E sapete perché? Perché, primo: i bambini non sanno il significato  delle parolone ottocentesche.  Secondo: si annoiano a morte a leggere periodi lunghissimi.

Invece, considerate le app: frasi corte, dialoghi vivi e trame con mille e mille snodi. Proprio un altro mondo.

Volete che i vostri figli siano educati alla creatività e al pensiero critico? Piuttosto risparmiate sulla carne, ma non fate mancare loro il cibo della mente: i libri digitali.

-Sì – mi direte, – ma  cosa  compro?

Potreste partire con il mio ebook, Mille grazie, Babbo Natale! e passare a una app davvero carina: Basileo, link Basileo.makeitapp.eu, dell’illustratore Giuseppe Ferrario e dello scrittore Demetrio Bargellini.

I miti greci sono rivisitati con storie divertenti e interattive. Cioè il ragazzino può interagire con i personaggi, sperimentare giochi  e ascoltare la storia oltre che in Italiano anche in  Inglese, Francese e Spagnolo.

Niente male, vero?

Pensate alle giornate di pioggia, a bambini che si trascinano da una stanza all’altra con musi lunghi. Accendono il televisore e non ricevono stimoli: cartoni animati di infimo livello, che sembrano fatti apposta per bassi quozienti intellettuali. Poi naturalmente iniziano a litigare, a tirarsi i capelli, a urlare… Una situazione da far venire il voltastomaco.

E se… e se invece ci fosse un iPad che li diverte, che racconta loro le avventure di antichi eroi, che suggerisce  le prime parole di una lingua straniera…

2,99 euro non sono niente rispetto alla pace ritrovata e al piccolo seme dell’amore  per la lettura, che ha bisogno di nutrimento, come noi, adulti, abbiamo bisogno di lasciare il mondo in una condizione migliore di quella in cui  l’abbiamo trovato alla nascita.

image

Author: · Filed under: Uncategorized

Scrivere un post

image

 

Visto che sono arrivata a superare quota 100 post, festeggio regalandovi alcuni consigli.

Per prima cosa vi confido che ho scoperto che, come scrittori di post, potreste  ricavare qualche soldino dalla vostra attività.  Ci sto tentando anch’io.

Dunque, c’è www.freelancer.com che offre un sacco di opportunità. Piccolo difetto: dovete sapere scrivere in inglese.

Per una settimana ho cercato di convincere un indiano ad assumermi per un guadagno miserrimo: 2 dollari per ogni post di 500 parole.

Ogni giorno, alle 10 in punto, l’ipotetico datore di lavoro mi mandava una mail.  Conteneva una sola domanda del tipo: “Ha collaboratori?” Poi spariva per l’intera giornata e si rifaceva vivo il mattino seguente con una sola altra domanda. Al settimo giorno è sparito dalla circolazione. Nel frattempo qualcuno dall’Africa mi avvertiva che avevo ricevuto una grossa eredità. Quindi una segretaria della Banca Europea diceva di avermi inviato la ricevuta di 5.650 dollari nell’allegato che avrei dovuto aprire…

Questo per sottolineare che non è facile trovare lavoro in internet, le truffe sono all’ordine del giorno. Comunque vale la pena tentare. Però bisogna farlo da professionisti e se si dice che si è degli abili scrittori di post bisogna esserlo davvero.

Primo tip magico

Lo stile con cui si scrive è fondamentale. Anche se avete tre lauree alle spalle e smaniate dalla voglia di usare frasi tipo: aveva rimosso lo zucchero, il suo atteggiamento ossessivo-compulsivo nei confronti del saccarosio, induceva il suo subconscio a far affiorare una libido sfrenata nei confronti del suddetto elemento… Controllatevi, per carità! Basta semplicemente dire: Adorava  lo zucchero.

La regola fondamentale che dovete tenere presente è che voi, VOI, siete al servizio del lettore e non viceversa! Quindi stile semplice, frasi brevi, spunti interessanti.

Secondo tip magico

L’aggettivo interessante svela un mondo. Cioè illustra il rapporto tra voi e il lettore di post in internet. Il vostro interlocutore cerca informazioni su un determinato argomento. Non cerca quattro chiacchiere a buon mercato. In linea di massima ha bisogno di aiuto, ha bisogno di un consiglio sicuro, pratico, efficiente.

Terzo tip magico

Il post deve essere organizzato. Prima di iniziare a scriverlo dovete aver raccolto le informazioni, steso i punti forza e organizzato la conclusione.

Immaginiamo che un autosalone abbia un blog indirizzato alla vendita delle proprie auto e che vi sia stato affidato il compito di scrivere dei post.

Non dovrete far altro che presentare le auto in vendita, le loro caratteristiche, i giudizi dei clienti, il miglior prezzo… In questo caso le immagini lavoreranno per voi.

La chiave del successo è nella parola: informazioni. Tre righe per ogni auto sono sufficienti sotto la foto della vettura. Qualche piccolo box. Cinque  righe di conclusione basteranno per stabilire una presentazione che darà i suoi frutti. Quante persone che vendono prodotti non si sono ancora accorte delle potenzialità del web!

Quarto tip magico

Nello scrivere un post vi conviene seguire un ordine prestabilito. Partite dal titolo. Elemento fondamentale, chiarisce subito l’argomento del post.

Il mio titolo, scrivere un post, dice che tratterò questo tema. Sarebbe piuttosto sconclusionato se  nella prima riga mi mettessi a discutere sulla frequenza degli uragani alle Bahamas…  Di solito la prima frase di un post richiama il titolo, non scordatelo! Altrettanto sbagliato sarebbe se a metà post cambiassi argomento e trattassi dei problemi dei bulimici. Insomma il titolo vi dà la linea da seguire fino alla fine, dove un richiamo all’argomento trattato risulta assai utile.

Quinto tip magico

Non bisogna sottovalutare anche l’aspetto grafico. Osservate il mio post: ci sono degli stacchi fra riga e riga. Li uso quando cambio argomento, così facilito il lettore. Anche inserire dei titoletti (ho usato: primo tip magico, ecc, ecc) aiuta la lettura.

Un altro piccolo accorgimento è quello di evitare post troppo lunghi. Se avete molto dire, vi conviene spezzare gli argomenti. E’  meglio chiudere un discorso e iniziarne un altro in un post successivo.

Sesto tip magico

Come per  imparare a scrivere i romanzi, anche l’arte di scrivere post si apprende leggendone molti e scrivendone altrettanti.

Mi è servito molto tenere questo blog. Senz’altro le difficoltà sono diminuite come pure i tempi di scrittura. Perciò vi consiglio di fare come me e di allenarvi a scrivere con un vostro blog. Chissà che poi non riusciate a vendervi sul mercato internazionale?

 

 

Author: · Filed under: Uncategorized

Punti, puntini, due punti, virgole

image

 

Qualche tempo fa, vedo un post sulla mia bacheca fb. “Leggete il mio racconto” diceva e “datemi un giudizio”.

Dopo tre righe ho smesso di leggere. Perché? Perché semplicemente mi davano fastidio le virgole staccate dalle parole, gli accenti sbagliati, i punti lontani dai vocaboli, le virgole mancanti…

Mi permetto di darvi un consiglio, scrittori alle prime armi: il brano che sottoponete al pubblico deve essere perfetto dal punto di vista formale. Cioè ci devono essere le virgole al posto giusto, idem per i punti e i puntini di sospensione. Insomma è meglio offrire al lettore una pagina perfetta come quella di un libro stampato.

Riporto l’inizio di una fiaba siriana.

Molto tempo fa viveva nella steppa un grande capo tribu che aveva due mogli Baira e Ghalia .

Vediamo se indovinate gli errori commessi dallo scrittore pigro.

1. Per entrare nell’atmosfera della fiaba, ci vuole lentezza. Quindi occorre inserire una virgola dopo molto tempo fa. E’ bene immaginarselo il gentile narratore mentre, attorno a lui, il pubblico spalanca gli occhi in attesa della storia.

2. Errori come il non porre l’accento su tribù indicano sciatteria.

3. Dopo ‘due mogli’ si inseriscono i due punti perché si tratta di una spiegazione.

4. Come infastidisce il punto fermo staccato dalla parola! Lo stesso vale per la virgola.

 

Ecco la versione corretta.

Molto tempo fa, viveva nella steppa un grande capo tribù che aveva due mogli: Baira e Ghalia.

Un bravo scrittore cura la sua pagina come il contadino fa crescere i frutti del campo. Con amore. Le parole che nascono nel profondo escono a passettini danzando.  La punteggiatura regala la fragilità del movimento. Potenzia l’attenzione, la cura dei sottili raccordi fra le parole e le cose.

A cosa serve una virgola? Senz’altro è un segnale. Dice: “Sta’ attento lettore, non lasciarti sfuggire questo dettaglio”.

Volete che la storia prenda un ritmo accelerato? Eliminate le virgole e liberate l’energia delle frasi che si seguono impetuose: un mare in burrasca.

Se, invece, volete raccontare un episodio con la lentezza di chi sorseggia un bicchierino di porto, abbondate con le virgole. Fissate lo sguardo sui particolari: un sorriso, un gesto, uno sguardo.

Nella tecnica della elencazione, di cui avete un esempio sopra, l’uso delle virgole è indispensabile.

Quando è necessario usare il punto fermo?

Il punto fermo è come un sipario che cala sulla scena. Interrompe la frase e permette allo scrittore di passare ad altro.

Dall’ottocento a oggi è avvenuto  un gran cambiamento in letteratura. Si è passati da periodi piuttosto lunghi, ricchi di subordinate, a uno stile che esalta la rapidità: meglio frasi brevi.

Ogni scrittore sceglie il suo stile, quello che meglio può far affiorare la sua intima essenza. I miei sono semplici suggerimenti. Ma torniamo al tema del post.

I puntini di sospensione

Li si usa quando si vuole lasciare qualcosa in sospeso.

Per esempio, inserisco questa frase: Si scrive per la meraviglia di vivere…

Aggiungendo i puntini (mi raccomando, ricordate che sono solo tre), ho trovato un mezzo per troncare la frase in punta di piedi. Vero, mi allontano, ma lo faccio con leggerezza e lascio nell’aria il meraviglioso senso della gioia di vivere.

Gioia, che spero, vi accompagni per il 2015. Un abbraccio e tanti auguri a tutti!

 

 

 

Author: · Filed under: Uncategorized

Mille trucchi per scrivere un racconto

 

0-mille-grazie-babbo-natale-copertina-1280px

 

Questo ebook Mille grazie, Babbo Natale! dopo essere stato primo nella classifica kindle store, libri per bambini e ragazzi, sezione racconti, continua a essere molto ben posizionato.

Mi sono chiesta come mai. E ho deciso di analizzarlo per trovare le strategie narrative che potessero esservi utili.

Parto da un racconto, perché credo che esercitarsi a scrivere racconti prima di passare al romanzo vi aiuterà ad allenarvi alla scrittura.

Scrivere dei racconti che funzionino sul piano letterario non è facile. Quindi vi lancio la mia sfida. Non senza aver tentato di fornirvi utili strategie narrative.

Focalizziamo l’attenzione sull’incipit.

Un buon incipit ha queste caratteristiche:

- deve essere rapido

- deve presentare il protagonista

- deve adombrare il tema del racconto

- deve costruire un legame con il lettore.

 

Leggete le prime sei righe dell’ebook e controllate se questi requisiti sono realizzati.

Vi faccio notare che le illustrazioni fungono da supporto al testo. Il bravo illustratore, Doriano Strologo, ha interpretato con maestria le mie parole. Ed ecco a fine pagina un bambino coi ricci biondi, un micio e l’amico invisibile Zenno. L’illustrazione approfondisce il significato delle frasi. Abbiamo così un ragazzino  che narra di sé in un modo che incuriosisce. Difficile che il lettore non prosegua oltre.

Ora trattiamo lo sviluppo del racconto

Se nella prima pagina dell’ebook viene adombrato un problema, Mike è un bambino solo, nella seconda veniamo in contatto con un problema più grave. C’è qualcuno che è molto aggressivo e l’ha preso di mira. A questo punto viene inserito il tema del racconto: il bullismo.

Apro una parentesi per segnalare che il vostro protagonista deve sempre affrontare qualche problema. Altrimenti non ci sarebbe storia. L’eroe, insomma, all’inizio è molto spesso un perdente.

Sempre riferendomi alla seconda  pagina, vi rivelo un piccolo trucco. Il racconto non avrebbe funzionato così bene se avessi scelto come voce narrante una terza persona.

Stravolgo l’inizio della seconda pagina con una narrazione appunto in terza persona.

“Mike va a scuola con Zenno tutti i giorni. Ci va volentieri, ma c’è stato un periodo in cui solo l’idea di entrare in aula lo faceva tremare.” Confrontando questo periodo con quello dell’ebook, vi accorgerete che la presa emotiva di una narrazione in prima persona è molto più intensa.

Nella seconda pagina ho inserito la presentazione dell’antagonista. Questo è un passo importante. Non è un buon racconto quello che non contiene un protagonista e un antagonista. Per creare quest’ultimo, ho impiegato la tecnica del contrasto: tanto dolce e gentile Mike, quanto sgarbato e aggressivo Alex.

Lo sviluppo del racconto

Nella terza pagina ho sviluppato il tema del bullismo con un esempio e ho fatto rivivere la voce di un bambino che subisce un’ingiustizia. Il trucco che posso consigliarvi a questo livello è il seguente:

puntate sulle immagini, sui rumori (credo  sia stato utile rievocare il tonfo sulla sabbia). Non accontentatevi di fredde esposizioni. Sarebbe stato un disastro se avessi scritto:

“Mike sentiva i tonfi sulla sabbia, diventava piccolo piccolo, accanto al povero castello di sabbia, lambito dalle onde. Si metteva a urlare, pregava di non farlo, di non distruggerlo.”

Confrontate questo periodo con l’originale e cogliete la differenza. Il segreto è far vedere al lettore la situazione.

Anche nella pagina quattro ho usato questa tecnica. E in più ho utilizzato il dialogo.

In sintesi i personaggi devono agire, parlare e attirare l’attenzione su di sé.

Nelle pagine seguenti ho portato  al culmine la tensione narrativa. Le cose si complicano per Mike. Alex diviene sempre più crudele, i genitori arrivano persino a castigare il povero Mike…

 

Scaletta sì, scaletta no

Vari scrittori annunciano che scrivono senza programmare i contenuti dei loro romanzi. Vi consiglio vivamente di stilare una scaletta degli argomenti. Soprattutto è necessario che controlliate di non essere stati troppo superficiali.

Ad esempio, ho deciso di trattare il tema spinoso del bullismo. Non posso fermarmi  a un solo esempio, devo inserirne molti nella mia storia. Siccome, poi, è un problema reale,  come scrittrice ho l’obbligo di rifarmi alla realtà. Ho la necessità di scandagliare il passato, di ripensarmi da bambina, di rivivere momenti in cui qualcuno è stato aggressivo con me. Perché Mike è sì il protagonista della mia storia, ma voglio anche che rappresenti il dolore di migliaia e migliaia di bambini maltrattati. Quindi non  solo il legame con la realtà è imprescindibile, ma per sviluppare il tema sono obbligata a riportare sulla pagina parecchi eventi significativi.

Punto culminante

La mia scaletta può essere sintetizzata così:

- incipit

- sviluppo

- punto culminante

- finale

 

Riuscite a trovare il punto culminante del racconto?

Ve lo dico io. Dopo una serie di disavventure, finalmente Mike incontra un personaggio positivo: il pescatore. Se leggete molte fiabe non vi sfuggirà la somiglianza con l’aiutante magico di innumerevoli racconti fiabeschi.

Arrivare a un punto culminante è una strategia narrativa fondamentale.

Ma come si crea? Mi chiederete. Leggendo l’ebook vi accorgerete che esiste una tensione sotterranea che cresce. I dispetti di Alex si fanno sempre più pesanti. L’immagine del piede che distrugge il castello di sabbia dà un forte senso di malvagità.

Per arrivare al climax della storia mi sono servita della tecnica del crescendo. Le aggressioni nei confronti di Mike aumentano fino a toccare un punto di non ritorno. Non mi restava che inserire uno snodo: un personaggio positivo entra a far parte della vicenda.

Passo molto tempo al mare e vedo un sacco di pescatori. Così uno spiraglio di realtà si è incuneato tra figure immaginarie. Anche i pensieri del bambino, del resto, fanno parte del mio vissuto personale. E le parole pronunciate dal pescatore sono quelle che vorrei regalare a tutti i bambini che affrontano la tristezza.

Poi, sapete una cosa? L’immagine di Babbo Natale che arriva dal lago su una barca è reale. Ogni ventiquattro dicembre a Baveno, sul Lago Maggiore, c’è questo evento: bambini in piazza, davanti al Municipio, aspettano festanti l’arrivo di Babbo Natale. E lui approda sempre nel porticciolo, accolto da mille e mille grida di gioia.

Il finale

Un buon finale è la conseguenza degli elementi inseriti nella storia. Ho rispettato la legge delle fiabe: l’happy end è obbligatoria. In più volevo che fosse proprio un racconto natalizio  ad accompagnare i bambini in un percorso di crescita.

 

Ebook vivamente consigliato: Mille grazie, Babbo Natale, Daniela Folco, Doriano Strologo (illustratore), La Medusa Edizioni.

http://www.amazon.it/Mille-grazie-Babbo-Natale-Elektra-ebook/dp/B00KVERA3A/

Author: · Filed under: Uncategorized

Il meraviglioso

image

 

Il figlio di una mia amica mi ha appena confessato che non legge libri. Non legge e se ne vanta.

Come è possibile non leggere libri? Come è possibile sprecare una vita in lavori ripetitivi, lontani dall’universo del fantastico?

A cinque anni sgambettavo in giardino con una catena di ottone in testa: erano le trecce dorate della principessa, che naturalmente ero io. La bicicletta rossa diventava il destriero fatato, sempre ai miei ordini. Gli alberi, ah quelli!, diventavano regni impenetrabili, in cui trovavo rifugio.

Per anni mia madre mi ha cercato nel tentativo di presentarmi ad amiche terribili. Come veniva qualcuno in visita, mi nascondevo sul ramo più alto e sparivo per l’intero pomeriggio.

La lettura per i bambini rappresenta l’introduzione nel regno della fantasia. Nessun bambino è portato ad accontentarsi della semplice realtà quotidiana. Per loro il mondo è magico. Quando non ci sono sorprese, se le inventano. Soprattutto i bimbi soli, come sono stata io, tendono a farsi accompagnare da tanti, tantissimi personaggi irreali.

Ma da dove  traggono, i piccoli, i mezzi per inventare il proprio mondo? Se sono stati fortunati, con dei genitori consapevoli dell’importanza di nutrire la fantasia, i personaggi inventati nascono dai libri letti o dalle storie narrate dagli adulti.

Le mie principesse erano tutte uguali: occhi celesti, capelli biondi, vestiti di straordinaria eleganza.  Proprio  il contrario della mia realtà: capelli scarmigliati, neri, braccia e gambe piene di graffi, pantaloni  e maglione sporchi di fango. Però un rametto d’alloro, piegato a cerchio, in testa faceva di me una regina.

Il meraviglioso è un elemento che, se conosciuto da bambini, non ci abbandonerà per il resto della vita.

Quante volte dopo una giornata faticosa in uno squallido ufficio, mi sono rifugiata nella lettura! Un divano, una tazza di tè, e la magia si avverava. Le storie di Shakespeare, quelle di Dickens, di Stevenson…  mi hanno regalato tanta serenità. Molto di quello che ho imparato sugli uomini, l’ho appreso non per esperienza diretta, ma tramite gli scritti dei miei autori preferiti.

Oggi fb mi martellava di domande circa il mio luogo di residenza. Ho scritto ultima Thule, che per Virgilio significava il luogo più remoto, più lontano dalla civiltà, da Roma.

Proprio così, leggere ti salva la vita. Ti destina a startene in pace nella tua ultima Thule senza tanti rimpianti.

Mi ha aiutato a capire che dietro il voler “esserci a tutti i costi”, gli acquisti compulsivi, la frenesia del Natale, ecc. c’è solo un baratro di infelicità.

Se proprio dovete fare acquisti, non dimenticate i libri, i migliori sostituti dei principi azzurri che mancano nella realtà.

Noi donne molto difficilmente  li incontriamo, però conserviamo nel cuore la gentilezza delle tante eroine delle fiabe.

Il meraviglioso sta anche in questo: credere che le magie si avverino.

 

 

Per saperne di più: Popol Vuh, il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

Author: · Filed under: Uncategorized

Superare i rifiuti

Oggi prendo in esame un punto spinoso: i rifiuti ricevuti da molti scrittori esordienti e non.

Siccome vi voglio bene, vi faccio questa raccomandazione: non permettete a nessuno di procurarvi dolore. Non ne vale la pena, la vita è troppo breve per disperarsi se non riuscite a pubblicare il vostro libro.

Molti, quando ricevono una letterina standard, in cui si dice che il testo non è in linea con la programmazione editoriale della casa editrice, pensano di aver scritto una schifezza.

Può essere così, ma il rifiuto può anche mascherare altre mille ragioni.

Vi faccio un esempio. Mi è capitato di diventare caporedattore di una rivista new age. Quindi rivedevo articoli su reiki, pranoterapia, bioenergetica, cura con i cristalli, biodanza, ecc, ecc.

Spesso li riscrivevo di sana pianta. Poi un giorno ricevo un magnifico articolo, scritto come si deve, intelligente e di piacevole lettura.

Non è stato pubblicato. Senza spiegarmene il motivo, l’editore non ha voluto darlo alle stampe. L’autore mi ha telefonato,  mi sono chiusa in uno stretto riserbo condendo il discorso con tanti vedremo se c’è spazio, bisogna attendere qualche mese… Mi dispiacque rispondere così, ma l’editore ascoltava la conversazione  tramite il viva voce e mi fissava con sguardo maligno.

image

Tip, ovvero consiglio magico

Se inviate un manoscritto a una casa editrice, il più delle volte non riceverete alcuna risposta. Il motivo è semplice: la gente non vuole problemi.

Anche se è chiaro che non alzerete la cornetta del telefono per urlare gli insulti più feroci, si dà il caso che qualcuno lo faccia.

Quando il libro viene scartato aspettate invano una motivazione che spieghi il rifiuto.

Nelle pagine di Raymond  Carver  vi sono vari accenni alla disperazione dello scrittore  in attesa di una lettera da parte delle case editrici. Dopo tanti dinieghi finalmente Carver riesce a vendere un suo scritto e quando glielo pubblicano addirittura si corica con la rivista accanto al viso sul cuscino.

A me è capitato di aspettare più di un anno. Poi ho telefonato in casa editrice e la redattrice mi ha liquidato con un discorsetto: la mia storia per ragazzi era carina ma loro pubblicavano solo autori stranieri di successo. ’E non potevate dirmelo subito’ riflettei amareggiata.

La vita è così, trovare una persona gentile è un miracolo.

Bisogna raccogliere le forze e sopravvivere. Se passano tre mesi e non si hanno notizie del proprio manoscritto, lo si presenta a un altro editore.

L’importante è mantenere la calma e tenere ben aperti gli occhi.

Dunque, abbiamo visto che i redattori spesso non rispondono.

Ora passo a un’altra sorpresa. Mi riferisco agli agenti letterari.

Guardatevi bene le spalle. Ne ho trovati di bravi e di pessimi.

Un agente letterario professionale vi fa un contratto che prevede lo paghiate con una percentuale sulle vendite. Quindi niente soldi anticipati o altre diavolerie. Prima di affidarvi a uno sconosciuto, andate su internet e scoprite quali scrittori ha lanciato. Se ha organizzato premiazioni alla sagra della porchetta o nel paesello più sperduto della penisola, lasciate perdere.

Tenete, comunque, presente che certe agenzie chiedono già 300/500 euro per la semplice lettura del testo. E non avete la garanzia che poi vi prendano come cliente.

Mi è successo di venir presentata a un agente svizzero, che si curava per lo più di musicisti. Bene, per sei mesi ha contattato tutte le agenzie europee e americane che pretendevano di lanciarmi dietro pagamento  di ingenti somme. Praticamente avrei dovuto vendermi la casa per consolidare la mia carriera letteraria…

Ho anche altri episodi divertenti da condividere con voi.

Parecchi anni fa ho contattato una agente. Le ho inviato un giallo per ragazzi. Passano i mesi e un bel giorno  mi telefonano i Carabinieri. Mi viene un colpo. Una voce con tono militaresco intima: “E’ lei Daniela Folco, qui la caserma tal dei tali… è andata al passo del Tonale…?” e una sfilza di domande, una più stramba dell’altra. “Le invieremo il suo libro, trovato nello zainetto rubato il giorno… e rinvenuto alla stazione di…”

Appena ho capito che l’agente si era portata in montagna il mio dattiloscritto nello zaino e che i ladri l’avevano lasciato alla stazione e che i Carabinieri me lo restituivano… mi si è aperto il cuore. Credo di essere stata così contenta da avere persino detto che “Il Carabiniere”, mensile  dedicato a questo corpo dell’esercito, era fantastico.

Il bello di tutta la faccenda è stato che la suddetta agente a ogni mia telefonata, per mesi e mesi, aveva risposto che stava leggendo il libro.

Un altro errore da evitare è quello di fidarsi di colleghi scrittori. Se vi succede di incontrare il famoso autore  a un incontro letterario, evitate di chiedergli di introdurvi in una casa editrice. Non vi risponderà  che siete un  seccatore, un invadente, un presuntuoso… lui deve esercitare il fascino della persona arrivata. Non si permetterebbe mai di dispiacere a un suo eventuale fan. Allungandovi il suo ultimo libro firmato, che puntualmente comprerete, sussurrerà che ci vogliono delle strategie, vi farà sapere… Lo inseguirete per mesi, per anni e non otterrete niente.

Forse vi sembrerò cinica, ma spesso ho pensato che in molte faccende umane vale la legge del do ut des, dello scambio di favori.

Non voglio lasciarvi con questa visione negativa. Nella mia vita ho anche incontrato persone splendide.

In terza liceo il mio esame di maturità è stato un disastro: latino, italiano e arte da riparare a settembre. La mia insegnante, Giulia Rodelli, mi ha dato ripetizioni gratuite tutta l’estate, un aiuto inaspettato che ha segnato il mio destino. Infatti  per quanti esseri ignobili abbia incontrato nessuno è riuscito a spegnere la mia certezza che c’è ancora tanta brava gente in giro.

In seguito, ho iniziato la mia carriera nelle case editrici rispondendo a un annuncio del Corriere. Vari editori, in base alla mia esperienza lavorativa,  hanno avuto fiducia in me: solo la fortuna mi ha aiutato a pubblicare i tanti libri che ho scritto.

Ciò dimostra che non ci si deve mai scoraggiare perché la vita premia i coraggiosi.

 

Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore.

Con Kindle Unlimited: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, La Medusa Editrice.

 

Author: · Filed under: Uncategorized

Kindle unlimited! Evviva!

 

0-mille-grazie-babbo-natale-copertina-1280px

 

Sì, sono felice. Perché? Perché forse c’è una remota speranza per invertire la curva discendente relativa ai lettori in Italia.

Appartengo alla categoria di persone che si disperano se hanno a che fare con analfabeti emotivi. Mi trovo a disagio, non ho nulla da comunicare e mi annoio a morte. Meglio stare soli piuttosto che parlare del nulla: vestitini, auto, orologi, status symbol e mille altre cose. Pettegolezzi che lasciano il tempo che trovano.

E sono così perché da bambina non c’era settimana che non mi regalassero un libro nuovo.

“Ma allora leggere serve davvero?” chiederete.  Eccome! Se leggi, ti abitui a sviluppare senso critico, a pensare con la tua testa.

Non ho scarpe tacco 12, ma chi se ne frega! Non sono le scarpe, la borsetta, la casa lussuosa… che fanno di me quel che sono. Di fronte a momenti difficili, nessun oggetto mi può salvare. E’ la forza che sono riuscita a costruirmi a salvarmi. In ogni libro letto ho trovato un consiglio, una voce profonda in grado di aiutarmi a reagire.

Ecco perché dico che se non fate crescere i vostri figli insieme ai libri, gli togliete la terra da sotto i piedi. La gente superficiale con i colpi del destino cade e non si rialza.

Un bambino che non legge non impara a fantasticare. Sono i sogni che ci fanno andare avanti  e sognare solo di fare soldi lascia tanti buchi nell’animo.

Il tempo è poco per stare con i bambini e leggergli delle storie. Verissimo, però, la tecnologia può soccorrerci.

E’ il caso di Kindle unlimited.

Bene, è possibile, con un abbonamento di 9,99 euro al mese, chiedere in prestito ad Amazon tutti i libri che si desiderano. Sono talmente tanti, più di settecentomila, che ho abbreviato in tutti.

Da ragazzina non avevo molti soldi, ma non mi è mai stato difficile acquistare libri. C’era la BUR che offriva straordinarie traduzioni dei classici della letteratura mondiale. Poi esistevano i tascabili Mondadori, I Mille Lire della Newton Compton… Per me è avvenuto il miracolo che capita a tutti gli assidui lettori: mi sono innamorata dei libri.

Anche oggi non esco di casa se non  ho nella borsa un testo. Chissà, forse l’auto non riparte e devo aspettare il taxi per mezz’ora. O forse devo trascorrere il pomeriggio nella sala d’attesa del dottore…

Uno spot pubblicitario diceva: “Una telefonata ti salva la vita”. Per me vale il pensiero: un libro ti salva la vita.

Il lavoro diminuisce, un  editore ritarda i pagamenti, lo stato mi carica di tasse come un mulo… bene, mantengo la calma perché c’è sempre un saggio, un romanzo, un libro di fiabe a soccorrermi.

Questo meccanismo di difesa devo averlo imparato fin dalle elementari. Avevo una maestra particolarmente noiosa e due genitori asfissianti. Mi rendevo irreperibile dandomi per malata o fuggendo in giardino. Salivo su un albero e stavo lì a leggere  ore e ore.

Riuscire a stare soli è molto importante. Se si riesce fin da piccoli, non si correrà il rischio di rimanere invischiati in dipendenze affettive.

Leggere, dunque, fa bene e fortifica. Comunque, l’abitudine alla lettura si forma in tenera età. Un genitore consapevole dedica sempre un po’ di tempo a leggere storie ai bambini, che passeranno dalle fiabe narrate a quelle lette per conto proprio in modo spontaneo.

Non lasciate solo alle maestre il compito  di introdurli nel magico mondo della narrativa. Con amore fornite loro gli strumenti per crescere.

Un kindle o un altro tablet non costano  un occhio della testa. E non avete più il problema del costo degli ebook.

Lo ripeto: con l’abbonamento a Kindle unlimited spenderete solo 9,99 euro al mese.

Io ne sono entusiasta. Ho  scoperto che è possibile prendere a prestito anche un mio ebook:

Mille grazie, Babbo Natale!

 

 

 

Ebook consigliato per i bambini: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, La Medusa Editrice.

Author: · Filed under: Uncategorized