Imparare a parlare ai bambini

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In questi giorni affronto l’esperienza di condividere con altri un pezzetto di spiaggia.

Non è un’impresa facile, no certo. Anche se mi stendo sui ciottoli non prima delle sei del pomeriggio, momento in cui la gente inizia ad andarsene, provo una vaga angoscia di fronte al formicaio umano. Quello che più mi infastidisce sono le urla dei bambini.

Per scudo ho un libro a portata di mano, occhiali scuri e il cielo come confine. Non sempre riesco a trovare forza e pace nella lettura. Molti ragazzini invocano la mamma, altri si azzuffano con fratelli o cuginetti, diversi strillano afflitti da improvvise sciagure.

Mi viene spontaneo chiedermi: “Perché i genitori non dedicano un po’ di amore alle creature disperate?”

Tip, ovvero consiglio magico

Alle mamme che gridano minacce ai figli vorrei consigliare di parlare con i bambini. Sì, avete capito bene, semplicemente parlare. Non serve, infatti, promettere castighi, perdere la pazienza e urlare a più non posso. Ci vuole comprensione, molta comprensione e dolcezza. Contattare il mondo dell’infanzia non è facile. Voi, donne adulte, avete ormai perso il sentiero per questo regno favoloso. Non potete capire che dolore immenso possa rappresentare la perdita di una biglia o lo spintone di un ex-amico. Avete bisogno di strumenti per trasformare un viso bagnato dalle lacrime in un uno imbronciato, pronto ad aprirsi a un sorriso.

Quali strumenti, quali strategie, quali aiuti? I libri, care. Meglio ancora: gli ebook. Ormai un tablet costa poco e ci potete caricare un’intera biblioteca. Ritagliatevi un’oretta di lettura in riva al mare con vostro figlio. Calme, sorriso a fior di labbra, vi scambierete emozioni che scaturiscono da un contatto profondo. Potete essere voi a leggere il testo ad alta voce, oppure potete scambiarvi il ruolo di lettore. Un bambino non solo ha bisogno di carne, verdura, frutta, ma ha soprattutto necessità di sviluppare i propri talenti creativi. Le storie sono una linfa vitale. Molti pediatri consigliano di leggere e mostrare libri ai piccini fin dal primo anno di vita.

Tramite le storie forse riuscirete a far capire a due fratelli litigiosi l’importanza del volersi bene. A un piccolo capriccioso potete insegnare la magia dell’accontentarsi di quello che si ha.

Dare amore ai figli ha mille sfaccettature. Quella del donare il proprio tempo, l’attenzione amorevole, la serenità… è importante per voi e per loro. Non permettete che le giornate si trascinino in un vuoto pieno di frastuono. I rituali sono sempre gli stessi: grida al mattino per prepararsi per la spiaggia, urla in acqua e sulla battigia, richiami per tornare a casa per pranzo. Seguono breve sosta e di nuovo la corsa affannosa per il mare. Mai pace, mai un attimo di silenzio e riflessione.

E intanto si impara a non comunicare, a diventare estranei gli uni agli altri. Può succedere di vedere il proprio figlio con un’espressione triste in volto e non si ha il coraggio di fare domande.

Ci sono dei libri che aiutano a capire quello che avviene. Aiutano, soprattutto, a intavolare un discorso.

Certo, nella vita, non si smette mai di imparare. Sapere comunicare con gli altri è un dono straordinario, proprio come quello di riuscire a scrivere. Parlare ai bambini è un compito delicato, ma se ci riuscite avrete salvato voi stessi dall’abisso rappresentato dall’incomprensione. E’ vero, i figli bisogna lasciarli volare con le loro ali, che devono però essere forti. Quando ci si ascolta a vicenda, si entra in un cerchio magico.

Ascoltare la vita è il primo compito di un buon scrittore, ma anche quello di un genitore sensibile. Ascoltate i bambini, sentite con il cuore quello che non osano dirvi. Ci sono infanzie felici, turbate da eventi drammatici. Sta a voi capire cosa sta succedendo.

Di una cosa sono certa: non serve fare domande dirette: “Perché hai sempre il broncio? Perché non esci a giocare con gli amici?” Un bambino si chiuderebbe a riccio, affrontato in questo modo diretto. Invece, creare uno spazio di confronto come quello offerto dal leggere insieme, permette di fare affiorare tanti problemi.

Ad esempio, una storia che parla di bullismo consente al ragazzino di fare luce su un’esperienza dolorosa. Potrebbe avere la forza di dirvi che i compagni sono aggressivi, che il fratello lo odia, che qualcuno lo prende di mira, che soffre molto.

Quelle che per un bambino sono difficoltà insormontabili possono essere superate con l’aiuto di un adulto. Ecco perché è importante parlarsi. Non ci si stringe solo con le braccia, ma anche con le parole e il sorriso.

Ebook consigliato: Mille grazie, Babbo Natale!, Daniela Folco, La Medusa Editrice.
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