Come evitare case editrici truffaldine

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Ci sono case editrici valide e case editrici da evitare? Certo che sì. Per tanti anni ho lavorato come redattrice in prestigiose case editrici e ho imparato ad amare i libri. Quindi il mio punto di vista sulla miriade di piccole case editrici, sorte come funghi negli ultimi anni, è senz’altro influenzato dalla mia esperienza.

Mi metto nei panni di uno scrittore esordiente che cerchi di pubblicare il suo primo libro. Il primo consiglio che offro è di essere consapevole di quello che fa.

Non basta avere scritto una trama formidabile, delineato scene intriganti, uno sviluppo e un finale ben strutturati. Questa è la fase 1.

La fase 2 consiste nel trovare una casa editrice decente che pubblichi il testo. Perché affermo “decente”. Perché in giro c’è un sacco di gente che non possiede le benché minime conoscenze riguardo a come si cura un romanzo. Dall’oggi al domani uno diventa un editore in cerca di polli da spennare. Non basta che non vi facciano pagare nulla, in questo caso la truffa è evidente. Una casa editrice che non vi fornisce un buon editing è altrettanto dannosa e truffaldina.

Voi non vi accorgete che il libro stampato presenta numerose pecche. Magari siete un macellaio con il pallino dei gialli. Sapete tutto su costate e cotolette, e vi basta vedere il vostro nome e cognome in copertina.

In un libro la forma è importantissima.
Prendete un prodotto Rizzoli, Mondadori, Feltrinelli… e guardate gli attacchi dei capitoli. Sempre ci sono almeno 4 righe di stacco fra il titolo e il testo.
Ecco, una piccola casa editrice se ne frega di rendere ariosa la pagina. Uno o due righe bastano. Per non parlare dell’interlinea, cioè della distanza fra riga e riga: ridottissima per le piccole case editrici.

Veniamo ai dialoghi. Prima di tutto bisogna avere le lineette giuste: tratte dal box simboli e non dalla tastiera. Poi la regola è che la battuta di dialogo sta da sola su una riga. Quando finisce, occorre andare a capo.
Agli improvvisati editori spiace gettare via spazio. La carta costa. Perciò spesso non si va a capo. Che importa se il lettore affatica la vista?

La pecca più grossa consiste nella totale mancanza di editing.
Lo scrittore inconsapevole si vede pubblicare il suo originale così come l’ha scritto. Nessuna anima buona ha eliminato refusi, ripetizioni, corretto frasi…

Ma certo, un testo rivisto costa un sacco di fatica e di redattori bravi ce ne sono sempre meno. I maledetti, poi, si fanno anche pagare!

Piccolo elenco dei punti essenziali da rivedere

Se vi accorgete che il vostro libro non è passato per le mani di un redattore, rifiutate di pubblicare con questo genere di case editrici.

Oppure rivedete voi il testo seguendo le mie indicazioni.
1. eliminate le ripetizioni.
Esempio:
Vale aprì la porta della cucina. No Toby non era lì, lei allora aprì la porta del salotto.
Bisogna correggere così: Vale aprì la porta della cucina: Toby non c’era. Lei allora corse in salotto.
2. Attenzione con i gerundi, appesantiscono.
Esempio: Correndo sul selciato Walter stava pensando che la mattina era troppo fredda.
Meglio così: Correndo (sul selciato è un particolare inutile, viene eliminato) Walter pensò che la mattina era troppo fredda.
3. Per carità, eliminate gli avverbi che terminano in mente!
Esempio: Sbadatamente fece cadere il giornale. Si chinò lentamente e lo raccolse da terra.
Meglio così: Fece cadere il giornale. Si chinò adagio e lo raccolse (da terra viene eliminato perché ininfluente).
4. Evitate troppi aggettivi.
Esempio: Il sole era caldo e scottante.
Meglio lasciare un solo aggettivo: Il sole era caldo. Gli scottava la pelle.
5. Togliete le d eufoniche: Si rifugiò a Imola e non ad Imola.
6. Evitate troppi aggettivi possessivi.
Esempio: Lo abbracciò con le sue forti braccia.
Meglio lo abbracciò con le forti braccia.
7. Quando potete eliminare il superfluo, fatelo! Uno stile conciso vi aiuterà a essere precisi.

Inutile sottolineare che un redattore esperto ha sviluppato una sensibilità particolare in anni e anni di lavoro e rivolta il testo come un calzino.

La fortuna di Raymond Carver, la mia guida nel campo della scrittura creativa, si deve all’aiuto fornitogli dal bravissimo Gordon Lynch, che ha saputo curare i racconti fino a farli diventare dei capolavori.

Per saperne di più: tutti i racconti di Raymond Carver editi da minimum fax;
Manuali di scrittura creativa: Daniela Folco, Scrivere un Giallo, Bruno Editore; Daniela Folco, Scrivere Storie Brevi, Bruno Editore; consultare il catalogo della casa editrice Dino Audino, con interessanti manuali sul creative writing.

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