Editing, che tormento!

Ci sono vari miti circa scrivere un libro da evidenziare. Ne elenco un paio.

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Primo: creare un romanzo non è una cosa straordinaria. Più o meno tutti sono in grado di scriverne uno. Non  si spiegherebbe, altrimenti, il fiorire di milioni di ebook di autori indipendenti pubblicati su Amazon. Quindi, sfatiamo il mito dell’autore geniale fuori dal gregge. Ok, spesso capita che chi si è pagato una pubblicazione, è riuscito a fare un paio di presentazioni e ha venduto più o meno trecento copie agli amici compiacenti, si atteggi a tale. Ma è una pura finzione: non sei diverso, sprovveduto autore, da chi si crede il nuovo Bob Marley. Come canta Morandi: “Solo uno ce la fa”.

Secondo: basta un bel calcio e sei arrivato. Anche questo è falso. Se sei un cretino, e in giro ce ne sono molti, scriverai da stupido. Solo un ghost writer, uno che scrive al posto tuo,  può salvarti.  E non ne vale la pena, visto i soldi che ti toccherà sborsare per un successo effimero.

Terzo: scritto e riletto dall’autore, il  romanzo non necessita di ulteriori interventi. Eh, no cari. Spesso un testo è addirittura il risultato di un lavoro di gruppo. La prossima volta che aprite un libro andate alla pagina ringraziamenti. Troverete una lunga lista. Ringrazio la tale per la critica puntuale. Traduzione: ha letto il testo e da brava redattrice ha consigliato le parti da aggiungere, tagliare, le scene da modificare, i personaggi da curare, le svolte narrative da includere…

Ringrazio  per la comprensione e l’incoraggiamento. Traduzione: il caporedattore ha acconsentito alla pubblicazione e ne ha organizzato le fasi: valutazione testo, prime bozze, seconde bozze, apparati iconografici…

Ringrazio per la cura e professionalità. Traduzione: è stata fatta una meravigliosa correzione di bozze e nel libro non c’è neppure un refuso.

Ringrazio, seguito da vari nomi. Traduzione: il libro è stato progettato a tavolino, a livello di trama, sono state eliminate eventuali incongruenze e tutto fila liscio. Stile impeccabile. Il prodotto può diventare un best seller. In definitiva più ringraziamenti ci sono, più persone sono intervenute nella creazione del libro.

Quarto: se ne deduce che l’idea che uno si metta a scrivere e crei un capolavoro è errata. Senza solide basi culturali, lo stile risulterà inadatto. Vi faccio un esempio pratico.

“Correvo sul binario e presto lei sarebbe arrivata. Il treno si fermò e il ferroviere aprì le porte delle carrozze. Il cuore mi batteva all’impazzata e quasi inciampai quando la vidi. Era veramente bella e mi sorrise e io la strinsi al petto.”

Cosa non va? Non va lo stile da bambino di quinta elementare. Ma possibile che questo autore non sappia unire le frasi, se non con la congiunzione e? Risulta noioso e, poverino, neanche se ne accorge perché non sa nulla di editing, cioè sul fatto che dopo averlo scritto bisogna anche rivederlo, un buon libro. Si muove tra le pagine come  un bisonte. In pratica rende ogni frase  una pozza melmosa.

Un libro è un prodotto di alta artigianalità. Bisogna possedere gli strumenti e le tecniche fondamentali. Non mi sognerei mai di riparare il rubinetto della vasca. Sono, forse, un idraulico?  Come minimo allagherei la casa.

Perciò, se volete scrivere, leggete il più possibile manuali che vi insegnino il mestiere. O frequentate corsi di scrittura creativa. Ne tengo uno on-line. In poche lezioni sono in grado di farvi scrivere con uno stile decente.

Ricordate: l’editing è tutto!

 

 

Consigli di lettura:

due manuali usciti per la casa editrice Bruno Editore, Scrivere un Giallo, Daniela Folco; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco. (Li trovate su Amazon).

Tutti i testi della casa editrice Dino Audino, ben scritti, ben tradotti e molto utili (Sempre su Amazon).

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