Ghost writer

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Già solo la parola ghost writer ha qualcosa di inquietante in sé. Uno “scrittore fantasma”, non c’è male per farsi venire i brividi lungo la spina dorsale…

Invece, fare del ghost writing può dare una gioia immensa. Pensate, siete in Italia e niente si muove all’orizzonte. Voglio dire, non una casa editrice accoglie con favore i vostri testi. Non una si degna di pubblicarvi e intanto in libreria trovate schifezze su schifezze, fanfare, incontri, premi letterari… E sono sempre gli stessi che pubblicano e lavorano come se stessero alla catena di montaggio.

All’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni, essere scrittori significa essere dei professionisti e ci sono fior di agenzie che si occupano dei rapporti fra scrittori ed editori. Se si riesce a scrivere in inglese, si spalancano anche le porte di internet.

E vengo al tema del post: scrivere come un ghost writer.
Innanzitutto perché farlo? Per iniziare una carriera di scrittore, in primo luogo. Infatti scrittori non si nasce, ma si diventa. Fare il ghost writer, cioè lo scrittore che scrive il libro, ma non lo firma, quindi non risulta come autore, permette di accumulare un’invidiabile esperienza.

E SOPRATTUTTO il ghost writer non deve sbattersi per pubblicizzare il proprio lavoro.

Ho sempre considerato un grande Salinger, autore dell’intramontabile Il giovane Holden. Salinger ha rifiutato tutta la vita incontri con giornalisti, critici, pubblico e non ha alzato un dito per fare pubblicità al suo libro: Grande! Grande! Grande!

Se ci pensate bene, la calma interiore si conquista lontano dalla folla. Perciò fare il ghost writer può essere la decisione giusta per chi non è malato di narcisismo sfrenato.

In più il ghost writer guadagna bene, se lavora con americani o australiani. Altro che un misero 7% sulle vendite offerto dagli editori italiani.

Tip magici

Come fare per diventare un ghost writer ? Oh, la cosa è abbastanza semplice. Primo: imparate a scrivere in inglese come se fosse la vostra lingua madre. Secondo: fate un giro in internet e scovate i siti dei freelancer. I più frequentati sono freelancer.com ed Elance.

Però, come in tutti i giochi, ci sono delle trappole sul percorso.

1. Non proponetevi come sceneggiatore di fumetti, se non avete mai, e dico mai, scritto una sceneggiatura. Infatti, di solito, i lavori che si trovano in internet devono essere svolti in un tempo breve, se non brevissimo. In quindici giorni non imparerete certo a scrivere uno script.

Quindi offritevi come articolisti, scrittori di brevi ebook e racconti.

Ho successo perché scelgo storie per bambini, racconti, fiabe, testi per videogiochi… generi letterari che non pretendono da me discorsi troppo articolati. Anzi, più il linguaggio è semplice più l’employer è soddisfatto. Ho alle spalle venticinque libri e conosco le strutture delle storie per bambini: l’unica difficoltà è renderle in una lingua straniera. Ma, a quanto pare, ci riesco.

Secondo punto: valutate bene l’elemento tempo. In molti annunci c’è gente che promette di scrivere un libro in 3/4 giorni. Lasciate perdere: impossibile competere. Sapete perché succede? Perché non è un singolo freelancer che risponde all’offerta di lavoro, ma un gruppo di persone che fanno capo a una società. Chiaro che se 8 scrittori lavorano insieme, il libro può essere suddiviso: facile ottenere così 80 pagine al giorno…

Ancora per quel che riguarda il fattore tempo, tenete presente i disguidi causati da internet. Mi è capitato di consegnare in ritardo uno script a un tizio di Los Angeles, perché non riuscivo ad avere una buona connessione internet. Così lui ha scritto nella casellina dedicata al suo giudizio sul mio lavoro: incomplete, incompleto, procurandomi un bel danno.

Il trucco, quindi, è calcolare il tempo di cui avete bisogno per il vostro lavoro abbondando con i giorni.

Terzo punto: nessuno vi assegna un lavoro. Ho utilizzato questo escamotage. Si cercava uno scrittore creativo per scrivere il diario di un personaggio di un videogioco molto famoso. Come ghost writer sono tenuta al segreto e non posso aggiungere altro.

I freelancer in gara chiedevano 2.000/5.000 dollari. Mi sono accontentata di 25 e 5 giorni per la consegna. Mi hanno dato il lavoro!
Quasi non ho mangiato, ho dormito pochissimo e provveduto solo alle necessità dei mici: acqua e pappa alle solite ore. Ce l’ho fatta! E l’employer ha scritto: great writer!

E naturalmente ho subito avuto altri lavori, che mi sono fatta pagare in modo adeguato.

Attenzione a con chi avete a che fare
Sono mesi che non avete un lavoro decente. Quindi siete abbastanza stremati dall’attesa. Ecco, siete pericolosamente indifesi. E pronti ad accettare di tutto, dico proprio di tutto. No, cari. La dignità non ha prezzo. Quindi, mi raccomando non svendetevi, se vi offrono 0,50 o 2 euro per un articolo non accettate. Meglio starsene al sole in un parco.

State anche attenti a employer svampiti, fuori di testa
Un annuncio di questo genere dovrebbe mettervi in guardia: Ho scritto il libro della mia vita, vorrei renderlo un capolavoro, ma senza troppi cambiamenti, vorrei l’aiuto di uno scrittore competente…
In sintesi vi trovate di fronte a un personaggio con cui è difficile trattare. Vivrà ogni correzione come una pugnalata al petto e vi farà perdere un sacco di tempo e poi forse non vi pagherà…

Se riuscite a trovare dei giudizi relativi all’employer, potete rassicurarvi e capire chi è.
Freelancer.com offre un ottimo servizio: vi consiglia di non iniziare se il datore di lavoro non ha depositato una certa cifra in vostro favore…

Cosa mi preme farvi capire
Di una cosa sono certa: scrittori non ci si improvvisa. Si tratta di uno tra i più pericolosi mestieri che esistano: arrabbiature, infelicità, fatica inenarrabile, pessimi compagni di viaggio, incontri con bastards and villains di tutti i tipi.

Però la vita di uno scrittore è così piena di colpi di scena, trappole e incantesimi da essere degna di essere vissuta non una sola volta, ma mille volte.

Consigli di lettura: manuali di scrittura creativa. Scrivere un giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore.
Per potenziare l’energia creativa: Popol Vuh, il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.
Per un esempio su come scrivere short stories per bambini: Mille grazie, Babbo Natale, Daniela Folco, La Medusa.
Per un esempio su come scrivere libri umoristici per bambini: Vladimiro… un vampiro in cerca d’amore, Daniela Folco, Ardea.

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