Il meraviglioso

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Il figlio di una mia amica mi ha appena confessato che non legge libri. Non legge e se ne vanta.

Come è possibile non leggere libri? Come è possibile sprecare una vita in lavori ripetitivi, lontani dall’universo del fantastico?

A cinque anni sgambettavo in giardino con una catena di ottone in testa: erano le trecce dorate della principessa, che naturalmente ero io. La bicicletta rossa diventava il destriero fatato, sempre ai miei ordini. Gli alberi, ah quelli!, diventavano regni impenetrabili, in cui trovavo rifugio.

Per anni mia madre mi ha cercato nel tentativo di presentarmi ad amiche terribili. Come veniva qualcuno in visita, mi nascondevo sul ramo più alto e sparivo per l’intero pomeriggio.

La lettura per i bambini rappresenta l’introduzione nel regno della fantasia. Nessun bambino è portato ad accontentarsi della semplice realtà quotidiana. Per loro il mondo è magico. Quando non ci sono sorprese, se le inventano. Soprattutto i bimbi soli, come sono stata io, tendono a farsi accompagnare da tanti, tantissimi personaggi irreali.

Ma da dove  traggono, i piccoli, i mezzi per inventare il proprio mondo? Se sono stati fortunati, con dei genitori consapevoli dell’importanza di nutrire la fantasia, i personaggi inventati nascono dai libri letti o dalle storie narrate dagli adulti.

Le mie principesse erano tutte uguali: occhi celesti, capelli biondi, vestiti di straordinaria eleganza.  Proprio  il contrario della mia realtà: capelli scarmigliati, neri, braccia e gambe piene di graffi, pantaloni  e maglione sporchi di fango. Però un rametto d’alloro, piegato a cerchio, in testa faceva di me una regina.

Il meraviglioso è un elemento che, se conosciuto da bambini, non ci abbandonerà per il resto della vita.

Quante volte dopo una giornata faticosa in uno squallido ufficio, mi sono rifugiata nella lettura! Un divano, una tazza di tè, e la magia si avverava. Le storie di Shakespeare, quelle di Dickens, di Stevenson…  mi hanno regalato tanta serenità. Molto di quello che ho imparato sugli uomini, l’ho appreso non per esperienza diretta, ma tramite gli scritti dei miei autori preferiti.

Oggi fb mi martellava di domande circa il mio luogo di residenza. Ho scritto ultima Thule, che per Virgilio significava il luogo più remoto, più lontano dalla civiltà, da Roma.

Proprio così, leggere ti salva la vita. Ti destina a startene in pace nella tua ultima Thule senza tanti rimpianti.

Mi ha aiutato a capire che dietro il voler “esserci a tutti i costi”, gli acquisti compulsivi, la frenesia del Natale, ecc. c’è solo un baratro di infelicità.

Se proprio dovete fare acquisti, non dimenticate i libri, i migliori sostituti dei principi azzurri che mancano nella realtà.

Noi donne molto difficilmente  li incontriamo, però conserviamo nel cuore la gentilezza delle tante eroine delle fiabe.

Il meraviglioso sta anche in questo: credere che le magie si avverino.

 

 

Per saperne di più: Popol Vuh, il Libro Sacro dei Maya Quiché, Daniela Folco, Edizioni Simone.

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