La cornice temporale

Nelle storie ai personaggi accadono delle cose. Ci sono delle cause alla base dei loro comportamenti e ci sono degli effetti e, soprattutto, c’è una dimensione temporale.

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Una buona storia, non dimenticatelo, fluisce. Va avanti fino al giusto finale.

I manuali di scrittura creativa consigliano di fare una scaletta dei principali eventi, la divisione in capitoli e quindi la strutturazione in scene. Io vi suggerisco anche di tenere d’occhio la scansione del tempo.

Tip, ovvero consiglio magico

Gestire il tempo in una storia non è facile. Comunque, ci sono vari espedienti di tipo narrativo che possono aiutarvi.

Ottimo è usare le transizioni, cioè le espressioni che permettono di segnalare   il trascorrere del tempo. Le più comuni sono:

- dopo un’ora, due, tre…

- il pomeriggio, la sera, la notte, l’indomani…

- all’imbrunire, all’alba, di primo mattino…

- il giorno seguente, il mese successivo…

- in primavera, estate, autunno, inverno, a ottobre…

-  un anno, due, dieci… anni dopo…

Si tratta, in definitiva, di  semplici frasette che creano uno sfondo. Danno consistenza al racconto. D’altra parte la nostra stessa esistenza è fatta di attimi, di giorni, di mesi, di anni.

Lo scrittore estrapola gli “incidenti significativi”. Costruisce un prima e un dopo  fornendo un senso al lettore. La vita del personaggio è sempre vista in prospettiva, dal passato al futuro.

Chi non sviluppa un arco temporale nel proprio romanzo rende tutto superficiale. Sono proprio i dettagli temporali a fornire il sale alla narrazione.

In proposito riporto un esempio straordinario: il romanzo intitolato Una giornata di  Ivàn Denìsovic di Aleksandr Solzenìcyn. Il libro inizia al mattino e si conclude al termine di un singolo giorno vissuto in un campo di concentramento.

Forse qualcuno vorrebbe chiedermi: “Ci sono degli accorgimenti tipografici per segnalare il cambiamento nel fluire del tempo?”

Sì, ci sono. Il più comune è fare uno stacco di una o due righe. Lo spazio bianco, come un sipario, indica il cambiamento di scena.

Un altro modo consiste nell’iniziare un nuovo capitolo con dettagli che sottolineino il cambiamento avvenuto rispetto al precedente momento. Ad esempio, passando dall’immagine di un cielo stellato in piena notte, posto a conclusione di un capitolo, a quella di inizio del successivo, rappresentata dai riflessi  che brillano in una pozzanghera, il mattino.

Un pulviscolo di attimi la nostra vita, solo allo scrittore è dato fissarli nel tempo.

 

 

Per saperne di più: Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore (in questi giorni in offerta speciale).

 

 

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