Mille trucchi per scrivere un racconto

 

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Questo ebook Mille grazie, Babbo Natale! dopo essere stato primo nella classifica kindle store, libri per bambini e ragazzi, sezione racconti, continua a essere molto ben posizionato.

Mi sono chiesta come mai. E ho deciso di analizzarlo per trovare le strategie narrative che potessero esservi utili.

Parto da un racconto, perché credo che esercitarsi a scrivere racconti prima di passare al romanzo vi aiuterà ad allenarvi alla scrittura.

Scrivere dei racconti che funzionino sul piano letterario non è facile. Quindi vi lancio la mia sfida. Non senza aver tentato di fornirvi utili strategie narrative.

Focalizziamo l’attenzione sull’incipit.

Un buon incipit ha queste caratteristiche:

- deve essere rapido

- deve presentare il protagonista

- deve adombrare il tema del racconto

- deve costruire un legame con il lettore.

 

Leggete le prime sei righe dell’ebook e controllate se questi requisiti sono realizzati.

Vi faccio notare che le illustrazioni fungono da supporto al testo. Il bravo illustratore, Doriano Strologo, ha interpretato con maestria le mie parole. Ed ecco a fine pagina un bambino coi ricci biondi, un micio e l’amico invisibile Zenno. L’illustrazione approfondisce il significato delle frasi. Abbiamo così un ragazzino  che narra di sé in un modo che incuriosisce. Difficile che il lettore non prosegua oltre.

Ora trattiamo lo sviluppo del racconto

Se nella prima pagina dell’ebook viene adombrato un problema, Mike è un bambino solo, nella seconda veniamo in contatto con un problema più grave. C’è qualcuno che è molto aggressivo e l’ha preso di mira. A questo punto viene inserito il tema del racconto: il bullismo.

Apro una parentesi per segnalare che il vostro protagonista deve sempre affrontare qualche problema. Altrimenti non ci sarebbe storia. L’eroe, insomma, all’inizio è molto spesso un perdente.

Sempre riferendomi alla seconda  pagina, vi rivelo un piccolo trucco. Il racconto non avrebbe funzionato così bene se avessi scelto come voce narrante una terza persona.

Stravolgo l’inizio della seconda pagina con una narrazione appunto in terza persona.

“Mike va a scuola con Zenno tutti i giorni. Ci va volentieri, ma c’è stato un periodo in cui solo l’idea di entrare in aula lo faceva tremare.” Confrontando questo periodo con quello dell’ebook, vi accorgerete che la presa emotiva di una narrazione in prima persona è molto più intensa.

Nella seconda pagina ho inserito la presentazione dell’antagonista. Questo è un passo importante. Non è un buon racconto quello che non contiene un protagonista e un antagonista. Per creare quest’ultimo, ho impiegato la tecnica del contrasto: tanto dolce e gentile Mike, quanto sgarbato e aggressivo Alex.

Lo sviluppo del racconto

Nella terza pagina ho sviluppato il tema del bullismo con un esempio e ho fatto rivivere la voce di un bambino che subisce un’ingiustizia. Il trucco che posso consigliarvi a questo livello è il seguente:

puntate sulle immagini, sui rumori (credo  sia stato utile rievocare il tonfo sulla sabbia). Non accontentatevi di fredde esposizioni. Sarebbe stato un disastro se avessi scritto:

“Mike sentiva i tonfi sulla sabbia, diventava piccolo piccolo, accanto al povero castello di sabbia, lambito dalle onde. Si metteva a urlare, pregava di non farlo, di non distruggerlo.”

Confrontate questo periodo con l’originale e cogliete la differenza. Il segreto è far vedere al lettore la situazione.

Anche nella pagina quattro ho usato questa tecnica. E in più ho utilizzato il dialogo.

In sintesi i personaggi devono agire, parlare e attirare l’attenzione su di sé.

Nelle pagine seguenti ho portato  al culmine la tensione narrativa. Le cose si complicano per Mike. Alex diviene sempre più crudele, i genitori arrivano persino a castigare il povero Mike…

 

Scaletta sì, scaletta no

Vari scrittori annunciano che scrivono senza programmare i contenuti dei loro romanzi. Vi consiglio vivamente di stilare una scaletta degli argomenti. Soprattutto è necessario che controlliate di non essere stati troppo superficiali.

Ad esempio, ho deciso di trattare il tema spinoso del bullismo. Non posso fermarmi  a un solo esempio, devo inserirne molti nella mia storia. Siccome, poi, è un problema reale,  come scrittrice ho l’obbligo di rifarmi alla realtà. Ho la necessità di scandagliare il passato, di ripensarmi da bambina, di rivivere momenti in cui qualcuno è stato aggressivo con me. Perché Mike è sì il protagonista della mia storia, ma voglio anche che rappresenti il dolore di migliaia e migliaia di bambini maltrattati. Quindi non  solo il legame con la realtà è imprescindibile, ma per sviluppare il tema sono obbligata a riportare sulla pagina parecchi eventi significativi.

Punto culminante

La mia scaletta può essere sintetizzata così:

- incipit

- sviluppo

- punto culminante

- finale

 

Riuscite a trovare il punto culminante del racconto?

Ve lo dico io. Dopo una serie di disavventure, finalmente Mike incontra un personaggio positivo: il pescatore. Se leggete molte fiabe non vi sfuggirà la somiglianza con l’aiutante magico di innumerevoli racconti fiabeschi.

Arrivare a un punto culminante è una strategia narrativa fondamentale.

Ma come si crea? Mi chiederete. Leggendo l’ebook vi accorgerete che esiste una tensione sotterranea che cresce. I dispetti di Alex si fanno sempre più pesanti. L’immagine del piede che distrugge il castello di sabbia dà un forte senso di malvagità.

Per arrivare al climax della storia mi sono servita della tecnica del crescendo. Le aggressioni nei confronti di Mike aumentano fino a toccare un punto di non ritorno. Non mi restava che inserire uno snodo: un personaggio positivo entra a far parte della vicenda.

Passo molto tempo al mare e vedo un sacco di pescatori. Così uno spiraglio di realtà si è incuneato tra figure immaginarie. Anche i pensieri del bambino, del resto, fanno parte del mio vissuto personale. E le parole pronunciate dal pescatore sono quelle che vorrei regalare a tutti i bambini che affrontano la tristezza.

Poi, sapete una cosa? L’immagine di Babbo Natale che arriva dal lago su una barca è reale. Ogni ventiquattro dicembre a Baveno, sul Lago Maggiore, c’è questo evento: bambini in piazza, davanti al Municipio, aspettano festanti l’arrivo di Babbo Natale. E lui approda sempre nel porticciolo, accolto da mille e mille grida di gioia.

Il finale

Un buon finale è la conseguenza degli elementi inseriti nella storia. Ho rispettato la legge delle fiabe: l’happy end è obbligatoria. In più volevo che fosse proprio un racconto natalizio  ad accompagnare i bambini in un percorso di crescita.

 

Ebook vivamente consigliato: Mille grazie, Babbo Natale, Daniela Folco, Doriano Strologo (illustratore), La Medusa Edizioni.

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