Pochi, maledetti, subito

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Dopo tanti consigli su come scrivere il vostro testo, oggi vi suggerisco come farvi valere con gli editori.

1. State attenti e non fatevi infinocchiare
Forse dopo una ricerca affannosa della casa editrice avete finalmente trovato un piccolo editore disposto a pubblicarvi.
Primo, non dovete sborsare neppure un euro per presentazioni, pubblicità, editing e altre diavolerie inventate per spennarvi…
Secondo, non dovete acquistare un discreto numero dei vostri libri.
Terzo, vi conviene farvi pagare alla consegna del libro.

Il titoletto del post vi dice proprio questo: fatevi pagare subito. Saranno pochi i soldi che otterrete, ma almeno li avrete in mano.

Vi racconto un piccolo episodio. Mi contatta un editore, vuole fare una collana di ebook. Accetto perché mi piace scrivere storie per bambini. Il contratto prevede un pagamento a percentuale sulla vendita degli ebook. Il racconto sta nella classifica Amazon in una buona posizione per diversi mesi. Poi viene tolto. Credete che abbia ricevuto un euro? No.

Una cosa, comunque, è certa: le case editrici tendono a ricompensarvi con cifre misere. Se riuscite a ottenere il 4-7% sulle vendite potete già fare salti di gioia. Se pubblicate per case editrici scolastiche, poi ci sono gli incontri con l’autore nelle scuole.

Una solenne fregatura
Sì, perché se chiedete un gettone di presenza, un rimborso spese qualsiasi… vi guarderanno come il peggiore dei malfattori. Eh, no, caro mio, qui si fa tutto per volontariato, gratis. Abbassa la testa e affronta folle di ragazzini scatenati, contenti di evadere dalla prigione per due ore. Il vostro libro, si spera che almeno la prof l’abbia letto, ma, si sa, i libri costano e il parrucchiere ha tariffe astronomiche, non interessa nessuno. E nessuno lo compra anche se vi siete sgolati due ore per promuoverlo.

Un microfono vi salva la vita

Mi preme proprio darvi questo consiglio. Quando una scuola organizza un incontro con l’autore, chiedete un microfono. Eviterete la disfatta di non saper gestire il caos. In molte scuole vince chi urla più forte.

Il quadro è deprimente. Basta ribellarsi. Non c’è scritto da nessuna parte che dovete vendere il vostro talento al primo che capita. Né che dovete fare il baby-sitter per ragazzini orrendi senza venire adeguatamente pagati.

Altro punto dolente
Il rapporto fra voi e la casa editrice non è sempre idilliaco. Se vi hanno pubblicato una storia, non è che continueranno a farlo sempre. Dico SEMPRE.

Per vari anni ho scritto racconti gialli per una nota casa editrice. Mi sembrava di essere davvero a cavallo: un giallo ogni anno. Poi di colpo più niente. Invio la trama e la redattrice manco risponde. Contatto il caporedattore. Risposta: “Mah, non sappiamo, ci stiamo riorganizzando…” Nel giro di qualche mese spariscono entrambi dalla circolazione: fine della collana, collaboratori eliminati, finiti sotto la macchina schiacciasassi, asfaltati come se niente fosse! Qualcuno mi ha avvertito? No, nessuno.

Una dura lezione
Là fuori, oltre il tepore della vostra stanzetta piena di mici affettuosi, c’è il gelo della perfidia umana. Se uscite portatevi arco e frecce, spada e ascia come un personaggio di Minecraft. E scavate, scavate fino a trovare la vena d’oro che farà brillare il vostro talento. Forse potrebbe essere l’autopubblicarvi su Amazon e mandare a quel paese gli arroganti che vogliono sfruttarvi.
Cari, che la fortuna sia con voi!

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