Scrivere di sé: viaggi

Vi piace scrivere? Costruire un racconto attorno a un viaggio è un buon espediente narrativo. Per vari motivi:

1. Le case editrici sono in cerca di questo genere di narrazioni.

2. L’autore che diviene “personaggio” piace al pubblico.

2. Un testo corredato da foto di luoghi straordinari non viene rifiutato dalle librerie.

3. Non avrete difficoltà a fare presentazioni e ad attirare un folto pubblico.

4. Vari associazioni di trekking, viaggi organizzati, amanti della natura… vi accoglieranno a braccia aperte.

5. Avete individuato un target preciso, molto ampio.

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Tip, ovvero consigli magici

“Come fare per scrivere un buon resoconto di un viaggio?” vi chiederete.

Primo: scartate l’idea di scrivere  di avventure straordinarie, se siete dei pigroni come me. L’unico sport che pratico è il nuoto, perché mi consente poi di stare  ore sdraiata al sole. Ci metterei una vita a raccogliere informazioni su un trekking in cima al Vesuvio. Comunque, tutti capirebbero che le mie parole non sono sincere.

Secondo: non narrate mai di viaggi disastrosi. Una mia amica mi ha consegnato da editare un malloppo di duecento pagine che riferiva  come  avesse trascorso una settimana orrenda a Barcellona.

“Facciamone un romanzo umoristico” le ho consigliato. Già immaginavo scene fantozziane sul pullman, nell’albergo a  due stelle, per le strade con scarpe da alpino… Non ha accettato e non mi è più amica.

Qui il problema è che il lettore non deve essere annoiato con una serie di sciagure infinite. No, il lettore non è il vostro personale confidente. Siete voi al suo servizio e non il contrario. Perciò è meglio riferire cose piacevoli in modo entusiasmante.

Proprio così. Dovete dimenticare che non siete la guida del Touring. Il tono da professorino, un elenco sovrabbondante di dettagli stanca anche il lettore più gentile.

Una narrazione di questo tipo: mi sono svegliato presto perché la branda dell’Ostello della Gioventù era dura come un sasso e sono uscito. La Fermata per Cambridge distava solo un isolato, nel giro di cinque fermate sono arrivato al centro di questa caratteristica cittadina molto nota nel mondo per le sue rinomate università.  A Cambridge ci sono anche varie banche, ospedali, chiese…

Noia mortale!

Sapete cosa dovete dare al lettore: emozioni!

Vediamo come rendere più vivo lo spunto sopra riportato.

“Dopo aver trascorso una notte agitata, la branda era dura come un sasso, sono uscito dall’ostello per andare nel centro di Cambridge. Mattino glorioso: il sole illuminava la chioma dei faggi, i prati e il fiume. Nell’aria il profumo della primavera. Cinque fermate di autobus mi hanno portato davanti alla cattedrale, una meravigliosa costruzione gotica che mi ha lasciato senza fiato.  Le rondini garrivano attorno alle statue. Abbassando lo sguardo mi sono accorto che le ragazze tedesche incontrate a Londra entravano nel portale. Chissà se sarei riuscito a scambiare ancora qualche parola con loro…”

Cerchiamo di decifrare insieme il brano

Innanzitutto ho creato una voce narrante: un ragazzo in visita a Cambridge. Poi gli faccio raccontare  delle cose. Ad esempio, riferisce di non aver passato una buona nottata.

In seguito il giovane ci informa non solo di quello che fa, ma anche di ciò che prova. Capiamo che è felice per la giornata con un bel sole. Ci rende partecipi delle sue emozioni.

Chi non ha mai visto la luce del sole giocare con le foglie degli alberi? Ecco costruito un solido ponte tra autore e lettore: se il protagonista riporta ciò, io, lettore,  lo vedo, sento il calore dei raggi e so cosa vuol dire meravigliarsi per la bellezza di una chiesa gotica. Naturalmente è il mio livello culturale che mi permette di sapere cosa è una chiesa gotica.  Non smetterò mai di sottolineare che chi non legge, non continua a studiare tutta la vita, è un poveretto che non riesce a interpretare la realtà.

Poi, trascinata dall’immaginazione sento garrire le rondini…

Tecnica importantissima: inserisco un colpo di scena. Anche in una storia di viaggi deve succedere qualcosa. Compaiono sulla scena due ragazze. Ho inventato una domanda. Ora il lettore si chiede come proseguirà la storia. Il ragazzo le incontrerà, cosa ne  nascerà? Forse una storia d’amore.

In sintesi, scrivere di viaggi è fare autobiografia in un modo romanzato. In fin dei conti raccontate di voi. Riesce, comunque, meglio se riuscite a raggiungere il distacco necessario trasformandovi in un personaggio.

Quanto alle tecniche narrative sono le stesse  dei romanzi. Le trovate nei libri consigliati (richiesta ad Amazon, alla voce Daniela Folco).

 

Per saperne di più: Scrivere Storie Brevi, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere un Giallo, Daniela Folco, Bruno Editore; Scrivere di viaggi, Louisa Peat O’Neil, Dino Audino Editore.

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