Scrivere di sé

C’è un modo per vincere la paura del foglio bianco? Sì, c’è.  La paura di scrivere male passa in fretta, se si decide di scrivere di sé e per sé.

Non esiste dono più grande del dedicare un po’ di tempo a sé stessi.

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Basta, correre per gli altri, per i figli, per il marito, o per la moglie, per i genitori anziani… Basta, dimenticarsi dei propri bisogni, inaridire giorno dopo giorno. Ci sono persone che si annullano a favore degli altri e alla fine si dimenticano persino di chi realmente sono. Annientate dalla routine.

Quando si è dei burnt out, degli scoppiati, si va dallo psicologo, almeno per cercare di stare in piedi. Però esiste anche un altro modo per aiutarsi.

Scrivere potenzia la nostra capacità di ricostruirci. Sì, ho proprio detto “ricostruirsi”.

Sapete cosa succede quando la vita diventa difficile? Provate a ripensare ai tanti colpi subiti e a come avete reagito. Ve lo suggerisco io: vi siete scavati una tana dentro, un rifugio circondato da alte mura. E lì restate imprigionati. Sparisce l’energia vitale, non provate più gioia, né piacere per la vita. Rimanete come un pollo dentro un pesce.

Certo,  è un’immagine impossibile. Ma non per me che scrivo per bambini. Scrivere mi  ha donato la capacità di  immaginare l’assurdo, cosa che i bimbi fanno benissimo.

L’esempio mi serve per mostrarvi quanto la scrittura, mattone dopo mattone, riesca a mettervi in contatto con il vostro Io profondo. Ripensate a un episodio della vostra esistenza e rievocatelo in qualche pagina.

Ricordando che scrivete solo per voi, non dovete temere errori di grammatica, ripetizioni, frasi contorte… Scrivete tutto quello che ricordate, attingete fresche secchiate d’acqua  dal pozzo interiore. Un secchio, un angolo ripulito.

Ecco si tratta di una vera e propria operazione di pulizia. Vi riappare un familiare che avete detestato, descrivetelo come un bislacco personaggio pieno di sé. Vendicatevi, rendetelo ridicolo e poi separatevi definitivamente. Chiudete il passato con la vittoria: mettere in ridicolo chi vi ha fatto soffrire è una vendetta che offre grandi soddisfazioni.

Tip, ovvero consigli magici

La scrittura ha bisogno di ampio spazio. Si tratta di una cura giornaliera, che guarisce con i propri tempi. Di una cosa sono sicura: dopo un’oretta o due di esercizio noterete dei miglioramenti. Liberarsi dei pensieri tristi è un dovere come vuotare la pattumiera.

Mi piace camminare lungo la riva del mare. Dopo aver finito una storia per bambini con un personaggio che adombrava un mio odiato parente, ho raccolto dei sassi e li ho gettati in mare.

“Questo, perché eri un uomo con una mentalità medioevale, questo perché sei stato uno squallido arrivista, questo perché ti sei rivelato un intrigante e un bugiardo…” dicevo a ogni pietra lanciata e intanto abbandonavo quella figura. La relegavo negli abissi. Da quel momento non mi ha più tormentata.

Ci si può far aiutare dalla scrittura anche in altri modi. Siete particolarmente annoiati, stanchi, sfiduciati?

Iniziate allora un file dal titolo: Gioia indescrivibile, Cose belle, ricordi memorabili… insomma quello che più vi piace. Riandate con la mente a esperienze positive. Narratele con tanti dettagli e puntate soprattutto sulle emozioni.

Sapete cosa state facendo? State ingannando la vostra mente. Chi è depresso tende a  vegetare in un limbo oscuro: non uno sprazzo di luce.  Riuscire a fare affiorare anche un solo infinitesimale momento di gioia è riuscire ad afferrare un’ancora di salvezza.

Mi posso basare solo sulla mia esperienza, quindi continuo a parlare di me. Dunque, quando avevo venticinque anni mi sono iscritta a un corso di vela a Caprera. Ancora oggi, ogni volta che ricordo quest’episodio, acquisto una grande forza.

Eravamo in una piccola barca a vela, non più di tre cuccette a bordo. Ormai il sole era calato, non ci siamo accorti della tempesta in arrivo. Fatto sta che nel giro di una mezz’ora eravamo in pericolo. Ci ha salvati un ragazzo che, uno alla volta, ci ha riportati a riva su una imbarcazione minuscola lottando contro  i frangenti. Impartiva ordini precisi, sembrava tenere la situazione sotto controllo facendo il suo lavoro, serio e deciso. Da lui ho imparato ad affrontare ogni evenienza, trasformando la disperazione in forza.

 

 

Per saperne di più: Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé, Duccio Demetrio, Raffaello Cortina Editore. (vivamente consigliato).

Memorie di Adriano, Margherita Yourcenar, Einaudi.

 

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